Sono stanca e scriverò in un italiano approssimativo.
Luogo: interno scuola elementare.
Chi: una kazaka, una lituana, un po' di inglesi e gk
No, non c'è un tedesco.
No, non è una barzelletta.
La kazaka sosteneva la superiorità assoluta del sistema scolastico CCCP.
Ecco, a parte uno spiacevole inciso sulla dovuta, a suo giudizio, esclusione dei meno abili, da ghettizzare in appositi istituti perché i più brillanti raggiungano indisturbati i loro traguardi, potevo pure crederle.
C'è un dettaglio, un piccolo dettaglio che mi rovina tutto.
C'è quella domanda spinosa: "a che pro?"
A che pro educare al meglio generazioni di persone che non vedono l'ora di scappare, di mettere a frutto le loro capacità in un generico altrove?
Mica ho risposte. Per carità.
Ma i poeti russi che conosco, e che erano eccellenti e sicuramente istruitissimi, erano anche molto infelici.
Un po' come far laureare tutti per poi andare a lavorare all'IKEA.
Capite.
Non ho mica soluzioni, ma se mi hai voluto insegnare a pensare, cazzo, poi stai a sentire quello che ho da dirti, perché magari non è una stronzata.
E buona notte.
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