sekmadienis, balandžio 16, 2017

On western terrorism

Parlando delle sue invenzioni, che includono un parco acquatico con tartarughe, squali, balene, sottomarini che si potranno noleggiare con £50 e acquistare con £100, scivoli, pirana etc nonché un nuovo prototipo di elicottero utilizzabile da polizia, pompieri e ambulanza.

L'Anarchico Entusiasta: (...) e poi può abbassarsi e vedere dove sono i nemici e sparare

gk: e se nel posto dove ci sono i nemici ci sono anche dei bambini?

L'Anarchico Entusiasta: allora lui può chiamare un suo amico che è lì vicino e dirà al bambino di andare via e poi quando saprà che il bambino sarà andato via sparerà

gk: e se i cattivi sono i genitori del bambino?

L'Anarchico Entusiasta: ...

In macchina, verso l'aeroporto

L'Anarchico Entusiasta: qual è la torre più alta al mondo?

gk: questa qui, a Dubai

Matematico e Impertinente: NOOOOO, le torri più alte sono quelle due torri a New York

gk: scusa, come? Dici le torri gemelle?

Matematico e Impertinente: sì!

gk: ehm, veramente le hanno tirate giù...

Matematico e Impertinente: QUANDO???

gk: ehm, prima che tu nascessi, nel 2001

Matematico e Impertinente: e come hanno fatto a buttarle giù?

gk: dei terroristi ci sono andati addosso con due aerei, ma le teorie sono tante, quando sei più grande ne parliamo bene

Matematico e Impertinente: ma quindi il pilota è andato contro le torri?

gk: quindi c'erano dei terroristi che hanno deviato l'aereo contro le torri, sono morte tante persone

Matematico e Impertinente: e poi c'è stata una guerra?

gk: e poi l'America ha bombardato l'Afghanistan

Matematico e Impertinente: perché?

gk: perché quelli che avevano dirottato l'aereo erano afgani

Matematico e Impertinente: e cosa c'entra? Se ci sono due afgani che dirottano un aereo non devi mica bombardare tutto l'Afghanistan.



antradienis, kovo 28, 2017

Res Publica

Se volete sapere perché Atene mi deprime.

Perché durante l'orario scolastico ci sono bambini ad elemosinare per strada, o a cercare di rubarti il portafoglio, o a fare niente.

Perché è una città brutta. Brutta, brutta, brutta e basta.

Perché per renderla brutta hanno speso delle energie, distruggendo architettonicamente un'intera città, rendendola piatta e monotona. E sporca. 

Perché nella culla della democrazia a nessuno importa nulla della "cosa pubblica".
A nessuno.

Perché i rifugiati politici vivono in un ghetto.
Perché i rom vivono in un ghetto.

Perché non vedo l'ora di tornare a casa, dove queste cose non le vedo, pur sapendo che esistono. E già sapere che esistono mi riempie di tristezza, ma essere sottoposti tutti i giorni ad un quadro così chiaro dell'ineguaglianza sociale, porta all'insensibilità o alla depressione e alla pazzia. Francamente, meglio impazzire.

Perché so che ci sono alternative ma che qui non sono prese in considerazione.

Perché vorrei che tutti avessero le opportunità che ho avuto io e che avranno i miei figli ma semplicemente non è così che funziona il mondo.

Perché, come qualcuno ha sottolineato qualche giorno fa, il capitalismo non è mai stato così solido. Le crepe che vediamo sono crepe sistematiche, non sono crepe strutturali. Le crepe fanno parte del sistema.

Perché l'autobus passa ogni 20 minuti - come in Italia - ma se 10 persone alla fermata vedono che stai correndo per salire sull'autobus, nessuno si premura di fermarlo per quei 5 secondi in più che ti permetterebbero di salire.

Perché nessuno aiuta una donna col passeggino che scende le scale della metropolitana. Perché è una società immatura, in cui nel fine settimana, di notte, gli anarchici giocano ai buoni e i cattivi con la polizia. E la polizia gioca ai buoni e i cattivi con gli anarchici.
Non è importante il motivo/l'obiettivo/il cambiamento.

Perché la gente può entrare ad un evento quando questo è già iniziato, in qualsiasi momento.

Perché quando qualcuno prende parola, non considera che quanto più tempo impiega a spiegarsi, tanto più tempo sarà sottratto ad altri che vorranno fare altrettanto.

Nessun rispetto.

Perché gli agglomerati urbani si sono creati perché gli esseri umani sono animali sociali e hanno bisogno l'uno dell'altro. Ma è chiaro che l'umanità non ha mai superata una fase tribale e che quando i gruppi sono troppo numerosi si innescano delle meccaniche autodistruttive.

Perché non so i greci, ma la città ha perso ogni speranza. I muri, gli edifici, sono in attesa di un'imminente distruzione. Sono riluttanti ad ogni possibilità di rinnovamento. In attesa di un'implosione.
Magari il Partenone si salverà anche questa volta.



šeštadienis, lapkričio 26, 2016

Sul dolore degli uomini

Sto co-conducendo dei laboratori in un carcere femminile e in un rifugio per donne senzatetto di Wroclaw.

Ero già stata a Wroclaw nella primavera del 2012, per prendermi una pausa dall'insonnia causata da L'Anarchico Entusiasta e per vedere uno spettacolo, della persona con cui sto lavorando ora.

 E in quella primavera del 2012 avevo passeggiato tutto il giorno, come si addice ad una turista, ed ero finita nel giardino botanico di Wroclaw e, seduta ad una panchina, avevo avuto questa sensazione.

La certezza che quello stesso squarcio di Wroclaw era stato visto anche da Rosa Luxemburg, per la quale, chi mi conosce lo sa, ho una specie di ossessione. In effetti Rosa era stata in parecchie fabbriche della Slesia: per nulla improbabile che fosse stata anche a Wroclaw, magari di passaggio.

Il mio primo giorno a Wroclaw ho cercato di tornare al giardino botanico, ma per qualche ragione viene aperto soltanto da aprile. Non si tiene conto di chi entra nel giardino botanico non per le piante ma per la luce che passa tra le foglie. Scherzando, ho detto alla mia collega:"Ma Rosa sarà sicuramente stata anche nel carcere di Wroclaw".

Ecco, non solo. Non solo in un carcere di Wroclaw ma nel nostro carcere, nel nostro dipartimento, tra il 1916 e il 1917. E da lì ha scritto una delle sue lettere più note 

Ma non volevo scrivere di questo.

Volevo scrivere di una donna che ci ha parlato delle violenze subite dall'ex fidanzato.
Ma nemmeno di questo.

Volevo riportare quello che mi ha detto la mia collega: "Nel carcere maschile l'esperienza è completamente diversa perché gli uomini non possono permettersi di esprimere le proprie emozioni. Hanno paura che esporsi, raccontare la propria solitudine e la propria depressione possa posticipare il loro rilascio sulla base di instabilità mentale. Le donne non hanno paura di mostrare le proprie emozioni e tra di loro si descrivono come 'sensibile', 'empatica'..."

E insomma il non aver paura di mostrarsi deboli è una forza.

E insomma questi uomini violenti lo sono perché non conoscono altri modi di esprimere le proprie emozioni.

E insomma ai propri figli bisogna insegnare - e accertarsi che l'abbiano imparato per bene - che a volte il dolore si può trasformare in rabbia, ma solo se questa rabbia ci porta a perseguire azioni costruttive, che possano eliminare la fonte del dolore.

A volte, invece, il dolore non si può trasformare in niente, resta dolore. E bisogna riconoscerlo ed avere la forza di essere deboli.

antradienis, rugpjūčio 30, 2016

-lo Marcel-

Non so come siamo finiti a parlare di ready made.
Gli ho raccontato la storiella del circolo di artisti, che ora definiremmo hipster, che decide di allestire una mostra in cui verranno accettate tutte le opere presentate e di lui, Duchamp, che presenta un urinale firmato R. Mutt.
Gli ho spiegato che non si è trattato di sterile polemica ma che quello che voleva innescare era un diverso tipo di concezione di opera d'arte.
Che anche un prodotto di massa in fondo può essere un'opera d'arte.

Questo ieri.

Oggi per strada ha ripreso all'improvviso l'argomento e abbiamo parlato del fatto che ci sono artisti che creano e artisti più concettuali, che lavorano sul diverso tipo di fruizione dell'opera d'arte.

Mi ha chiesto se una macchina può essere un'opera d'arte e gli ho detto che boh, magari sì, che io però faccio fatica a vederlo come tale e che sono legata ancora ad un'idea di unicità come essenza dell'opera d'arte.
Mi ha chiesto se un bidone della monnezza può essere un'opera d'arte e gli ho detto che sì, magari sì, se te lo appendi sopra al letto e ci fai un'installazione con tante farfalle di carta che escono dal coperchio.

(E avrei anche dovuto dirgli che è proprio il fatto che la produzione di massa abbia scordato la bellezza e la poesia che sta facendo diventare il mondo un posto peggiore, ma per questo aspetterò che abbia almeno nove anni. Un paio di mesi ancora, via)

Da sotto la doccia mi ha urlato:

Matematico e Impertinente: MAMMAAAA, allora anche gli uomini sono opere d'arte, perché sono tutti unici. Anche i gemelli, i gemelli hanno sempre qualcosa di diverso. E anche le persone con problemi*, non importa se hanno problemi, sono uniche e sono opere d'arte.

Filosofo.

* leggi persone con disabilità

Poi quando ho tempo riporto la conversazione sulle ipoteche, ma l'economia è una cosa meno interessante.

antradienis, gegužės 03, 2016

Punti e mostra

Per qualche settimana ho seguito un corso chiamato Parent Gym, per imparare a non reagire alle crisi isteriche dei miei figli insultando varie divinità e suggerendo loro che sovente si comportano in modo tale da farmi sospettare che possano avere dei danni celebrali e che non siano del tutto intelligenti.

Insomma, uno dei sistemi che sto utilizzando ora in modo costante (utilizzato prima ma con poca convinzione) è quello degli avvertimenti.
Al terzo avvertimento per la stessa ragione, i colpevoli perdono uno dei 3 punti che hanno ad inizio giornata.

Per evitare rivalità e competizione, alla fine della settimana i punti vengono calcolati collettivamente e a seconda del range ci sono diversi premi, dal tempo di fronte all'ambito computer al picnic, al museo etc etc.

È capitato che Matematico e Impertinente un giorno avesse così tante crisi di nervi da perdere persino un punto del giorno successivo.
Il nostro sistema all'italiana prevede che i punti si possano recuperare, per cui il giovane uomo ha recuperato un punto, che però non sarebbe stato preso in considerazione quel giorno per guadagnare extra attività ma soltanto nel punteggio finale della settimana.

È altresì capitato che L'Anarchico Entusiasta fosse nella stessa situazione e (ricordiamo, anni 5), nel sentirsi dire una mattina che quel giorno partiva da 2 punti, rispondesse:

L'Anarchico Entusiasta: Ma se il punto che Matematico e Impertinente aveva guadagnato non era stato contato quel giorno ma solo per la settimana, io oggi posso partire da 3 punti e puoi considerarmi un punto in meno quando conti i punti della settimana.

Genio, direte.

Ieri siamo stati a vedere la mostra su Leonardo al science museum.

Alla penultima stanza, L'Anarchico Entusiasta ha domandato:

L'Anarchico Entusiasta: Ma dov'è la mostra?
gk: La mostra è quella che stiamo guardando, amore
 L'Anarchico Entusiasta: ....

All'ultima stanza, L'Anarchico Entusiasta ha dato segni di stanchezza e ha dichiarato:

L'Anarchico Entusiasta: Voglio andare a casa. Non voglio vedere la mostra
gk: Ormai abbiamo finito, tesoro, abbiamo finito la mostra
L'Anarchico Entusiasta: Ma mamma, la mostra dov'era?
gk: Questa che abbiamo appena visto!

La sera a casa

L'Anarchico Entusiasta: Mamma, possiamo vedere Rita Moreno che legge "I need my monster"?
Mi piace molto, invece la mostra oggi non mi è piaciuta.

gk: ...
no, aspetta. Mi stai dicendo che pensavi di vedere la femmina di un mostro?

L'Anarchico Entusiasta: SÌ!

Genio.

šeštadienis, kovo 12, 2016

Il bello, il brutto, il semiologo

Sono stata a letto per 5 giorni.

 E non è stata la cosa peggiore di quei 5 giorni.

La cosa peggiore è stata che ho letto un libro brutto.

L'ho letto fino alla fine perché volevo vedere dove andava a parare e perché era ambientato in una città che conosco, quindi ho navigato in googlemaps mentre lo leggevo per riconoscere le strade in cui ero passata.

Dopo averlo finalmente finito (ridicolo essere fermi a letto, avere finalmente il tempo di leggere e finire per leggere un libro brutto) ho iniziato "The red house" di Mark Haddon.
La prima frase mi ha fatto tirare un tale sospiro di sollievo.

E allora mi sono interrogata sul bello e il brutto e questa è la mia conclusione. Tenetela:

Il bello è qualcosa che trasmette un significato riconducibile alla memoria collettiva e non soltanto personale. 
I canoni di costruzione hanno radici antropologiche e non vanno lette secondo classicismi. Il ritmo compositivo non è un canone. Bello è qualcosa per cui è giusto spendere il proprio tempo.

Tutto per voi.

Ma passiamo alle cose importanti. Passiamo a L'Anarchico Entusiasta, che stasera, pochi secondi prima di ronfare, mi ha detto:

L'Anarchico Entusiasta: mamma, quello in Star Wars con la spada viola è un po' buono e un po' cattivo perché il viola è la somma di blu e rosso.

5 anni e 3 mesi. Già meglio della Disney.

Io sono isterica, i miei cupcake sono buoni ma orribili a vedersi, non sono paziente come vorrei e le mie PMS ricadono pesantemente su tutta la famiglia.

Ciononostante, i miei figli sono dei geni.

Sono stata ad un incontro di Parent Academy, il risultato debbo dire è stato farmi sentire una madre ed una persona orribile.

Ma poi la sera riflettevo su questa frase: "Focalizzare il complimento sullo sforzo, non sui risultati"
E pensavo: Magari questo va bene per i vostri figli deficienti, ma visti i risultati che conseguono i miei figli, sarà ben giusto che mi concentri su quelli.




penktadienis, vasario 05, 2016

Mi brontola il cuore


Matematico e Impertinente è stanco. Come tutti. Venerdì sera.

Matematico e Impertinente: mamma, giochi con me?

L'Anarchico Entusiasta: mamma, ho mal di pancia

gk: sì, certo: tira fuori un gioco da tavola, arrivo

L'Anarchico Entusiasta: mamma, ho mal di pancia

Matematico e Impertinente: non voglio fare un gioco da tavola, voglio fare qualcosa di creativo. Voglio che ci inventiamo qualcosa con i lego.

L'Anarchico Entusiasta: mamma, ho mal di pancia

gk: va bene, arrivo, un attimo che metto su l'acqua per la pasta

L'Anarchico Entusiasta: mamma, ho la cacca

Matematico e Impertinente: vieni, mamma?

gk: sì, butto la pasta e arrivo

L'Anarchico Entusiasta: mamma, ho finito: mi pulisci il culo?

Matematico e Impertinente: mammaaaaaaaaa

gk: arrivo, arrivo. Eccomi: giochiamo.

Timer: bip bip bip bip bip

gk: scolo la pasta, giochiamo dopo cena, ok?

Matematico e Impertinente: serie di lamentele e recriminazioni

Cena: pasta in bianco per supplire al mal di pancia de L'Anarchico Entusiasta, il quale ha mangiato in abbondanza cibi preconfezionati al cake sale della scuola (per scelta, non che mancassero dolci sani e fatti in casa: per scelta)

Matematico e Impertinente: mamma, devo disegnare un orologio inventato da me come compito per casa

gk: io lo farei così

Il cerchio interno rappresenta il pm, l'esterno l'am
Seguono risate, commenti, approfondimenti grafici de L'Anarchico Entusiasta.
Poi ci si lava i denti e si va a letto.

Matematico e Impertinente: mamma, mi disegni un'altra scenetta divertente?

gk: ti disegno noi che facciamo colazione!

L'Anarchico Entusiasta: io disegno il papà che lava i piatti

Matematico e Impertinente: nooooooooo: L'Anarchico Entusiasta, hai rovinato tutto

L'Anarchico Entusiasta è un grande artista e disegna meglio di gk.
Segue serie di lamentele e recriminazioni

Matematico e Impertinente: MAMMA, ma non hai giocato con me

gk: hai ragione, ma ti ho disegnato l'orologio e abbiamo riso e sono stata con te tutto il pomeriggio

Matematico e Impertinente: non è vero! Ti ho vista che giocavi con il cestino mentre io ti aspettavo.

gk: ?
Vuoi dire quando stavo cambiando i sacchetti della monnezza? Un bel gioco, in effetti, potresti provarci anche tu ogni tanto...

Matematico e Impertinente: smetti! Non hai giocato con me!

gk: ho fatto tutto, tutto quello che mi hai chiesto stasera. Non ho giocato con te perché ho fatto i disegni. Non potevo disegnare e giocare con i lego contemporaneamente.

Matematico e Impertinente: certo che potevi!

gk: tu lo sai fare?

Matematico e Impertinente: sì che lo so fare!

gk: e lo fai stando in equilibrio su un piede solo e facendo giocoleria con 3 palline con la mano opposta? Perché se lo fai ti vendo allo zoo e ti piazzano nella piscina con le foche!

Segue pianto isterico perché gli ho detto che l'avrei dato via. Non ha migliorato la situazione parlare di circo invece che di zoo.

Matematico e Impertinente: mamma, sto cercando di mettere il mio pisello al centro ma quando mi giro si sposta!

gk: sarà che è soggetto alla forza di gravità

Matematico e Impertinente: mamma, il pisello si attacca alle palle e mi dà fastidio

gk: non posso aiutarti tesoro, di palle e pisello ne parli domani con il papà, che di sicuro avrà ottimi consigli.

Matematico e Impertinente: stai ridendo! Non ridere, non mi prendere in giro!

gk: ma chi ti prende in giro?

Matematico e Impertinente: parli del mio pisello e delle mie palle e ridi! Mi stai insultando!

gk: ma no, tesoro, il tuo pisello mi sta anche molto simpatico!

Matematico e Impertinente: SMETTI!

gk: e poi non ti sto offendendo, sei il mio tesoro.

Matematico e Impertinente: il mio tesoro invece è il computer.

gk: allora chiedi a lui di pulirti il sedere quando fai la cacca

Matematico e Impertinente: SMETTI! Basta ridere!

Segue pianto perché la stanchezza impedisce di rilevare l'ironia.

gk: amore mio, crescerai e sarai sempre più arrabbiato con la mamma, ma a non cambiare mai sarà il mio amore.

Matematico e Impertinente: anche il mio amore.

gk: non ci conterei, ma grazie. Adesso, amore mio, vado a mangiare, ché mi brontola lo stomaco.

Matematico e Impertinente: a me brontola il cuore perché voglio stare con te un altro po'.