šeštadienis, kovo 07, 2020

Le religioni

Scrivo questo post perché volevo avere una conversazione con il Marito Molesto ma lui era più impegnato a lamentarsi della quantità di cibo che gli era stata messa nel piatto.

Post frutto di riflessioni prive di fondamenti teorici.

Ho un certo rispetto per le donne religiose. Vi sento ridere, smettetela.

Ho un certo rispetto perché penso che, nelle religioni monoteiste, con un dio che assume sembianze maschili, le donne trovino rifugio nella fede per sentirsi parte di una comunità, giustificare gli abusi che ricevono quotidianamente con dei precetti che le premieranno in un incerto futuro. Penso - post frutto di riflessioni prive di fondamenti teorici - che queste donne siano alla ricerca di un amore incondizionato che non riescono a trovare altrove. Una sorta di daddy-issue parecchio platonico.

Avete presente quando si dice "rispetto la tua scelta ma non la condivido"? Quello.

Ma adesso parliamo degli uomini religiosi. Non paghi della quantità di privilegi che piovono loro addosso per la presenza di membrane pendenti tra le cosce, gli uomini religiosi cercano di confermare i loro privilegi aderendo ad una comunità maschilista e patriarcale.

Quello che voglio dire - post frutto di riflessioni prive di fondamenti teorici - è che le donne cercano conforto nella religione, ma gli uomini cercano potere.

Sentitevi liberi di applicare il mio modesto pensiero ad una qualsiasi religione monoteista.

trečiadienis, sausio 08, 2020

I ragazzi fanno sesso

L'Anarchico Entusiasta - Mamma, due ragazzi possono fare sesso?

gk - certo


L'Anarchico Entusiasta - ma come?

gk - come come? Ti devo spiegare come fanno sesso?

L'Anarchico Entusiasta - sì

gk - ah beh, uno infila il pisello nel sedere dell'altro

L'Anarchico Entusiasta - è weird

gk - perché? Se a loro piace non vedo il problema. Ma come mai me lo chiedi? Avete parlato di omosessualità a scuola?

L'Anarchico Entusiasta - no, così. E invece le ragazze come fanno sesso?

NON SONO PRONTA A PARLARE DI SESSO ORALE NON SONO PRONTA A PARLARE DI SESSO ORALE NON SONO PRONTA A PARLARE DI SESSO ORALE NON SONO PRONTA A PARLARE DI SESSO ORALE NON SONO PRONTA A PARLARE DI SESSO ORALE NON SONO PRONTA A PARLARE DI SESSO ORALE NON SONO PRONTA A PARLARE DI SESSO ORALE 

gk - diciamo che usano le mani

L'Anarchico Entusiasta - ahahahah, cioè si danno il cinque?

gk - ehm

L'Anarchico Entusiasta - ma per fare sesso bisogna essere nudi?

gk - beh, sì

L'Anarchico Entusiasta - ma è weird

gk - ma se vuoi bene a qualcuno non è weird e comunque sono molto contenta che tu a 9 anni la pensi così

L'Anarchico Entusiasta - ma non si fa sesso con i vestiti?

gk - come infili qualcosa da qualche parte con le mutande addosso?

L'Anarchico Entusiasta - ah sì

gk - ma come ti vengono tutte queste domande?

L'Anarchico Entusiasta - così

...

L'Anarchico Entusiasta - ti dico la verità, è che prima giocavo con il mio amico e ci rotolavamo per terra e mi stavo divertendo molto

Ieri mi sono data un punteggio di 10.000 su 100 come madre (o genitore uno, mi piace anche quello).
Buon 2020.

antradienis, rugpjūčio 20, 2019

La teoria di 'sto cazzo

Quando ero piccola volevo essere un uomo. E non ho mancato di enunciarlo più volte ai pranzi di famiglia, scatenando - a ripensarci ora - chissà quale terrore. Perché negli anni '80, in Veneto, dichiararsi diversi non poteva che scatenare il terrore.

Uno dei fratelli di mia mamma mi ha chiamata zitella per almeno vent'anni.
[Mia nonna e sua sorella mi chiamavano xigagna, zingara, senza accezioni che alludessero ad un arricchimento culturale.]

Quando ero piccola, mia nonna cucinava come un'ossessa (e benissimo), la mamma e le zie sparecchiavano e lavavano i piatti, mio nonno, mio padre e i miei zii parlavano di montagna e di politica.

Questa era la famiglia di mia madre. Nell'altra erano tutti così infelici nei loro ruoli che sarebbe stato insensato voler somigliare a chiunque.
La cugina grande, che in quel contesto era (era) un faro nella notte, mi rivelò un dì che la nonna le aveva detto che era meglio provarne un po', di uomini, prima di scegliere quello con cui accasarsi.
Detto da una che ha celebrato i cinquant'anni di matrimonio e che si è liberata dal giogo solo con la morte del coniuge e alle porte dell'Alzheimer, beh, è un consiglio che dà interessanti indizi su quella che era la sua (in)felicità.
Gli uomini che ho avuto hanno sempre lavato i piatti. Quando avevo 17 anni, una mia compagna di classe - che non era riuscita ad accaparrarsi il ragazzo con cui uscivo e non se ne capacitava - sostenne che lavare i piatti debilitava la mascolinità.
Le ho pisciato sul costume da bagno, che non riusciva a tirare su da terra da sola - forse in attesa che lo facesse l'anziana donna di famiglia. Un'azione molto maschia, a ripensarci.
La vita di quella che una volta si chiamava zitella mi appare a volte come un miraggio, come la promessa di una felicità mancata. Una vita senza la costante preoccupazione per la prole, una vita in cui l'energia non debba essere consumata a dimostrare di aver ragione nelle piccole cose che non cambiano il corso della storia, una vita senza dover lottare contro gli stereotipi di genere dall'interno di un matrimonio eterosessuale e - per quanto ne so io - monogamo [ma quanta energia ci vorrebbe per non essere monogami? Stima].
Non voglio più essere un uomo. Non ho mai voluto essere un uomo. Volevo (voglio) solamente l'emancipazione dalla sfera domestica e una vita interessante.
Non ho avuto modelli femminili particolarmente positivi - ehi, Veneto anni '80, chi li ha avuti? Non mi rimaneva che Gianna Nannini. Che, come musicista, manco mi piaceva.
Spero di essere un modello femminile interessante. Spero che i miei figli lavino i piatti. Spero che l'emancipazione dei/delle loro compagni/e non passi attraverso il lavoro in nero di una donna delle pulizie dell'est, o Brasiliana, o qualunque donna delle pulizie.
Perché prendersi cura dell'ambiente in cui si vive non dovrebbe essere spiacevole come un crampo al piede in piscina. Spero che le bambine non dicano più che vogliono essere degli uomini, non sulla base delle differenze di ruolo.
Spoiler - controversia in arrivo
I tre uomini di casa guardano un programma tipo Prova del cuoco con artisti che lavorano il vetro.
Sul tema "futuro", un'artista ha creato un utero che possa servire agli uomini per portare in grembo dei feti e liberare la donna del peso della procreazione.
Se gli uomini procreassero, non si discuterebbe la condivisione del procreare. Il procreare sarebbe sacro, il congedo parentale strapagato e la capacità di prendersi cura di altri esseri viventi sarebbe la qualità più nobile e più ricercata in un dipendente.
Invece a procreare sono le donne ed è quasi un'infermità. Qualcosa da cui ci si può liberare solo condividendo, non lottando per riconoscerne l'importanza.
Questo sul piano della donna.
Sul piano dell'umanità tutta: raddoppiare la possibilità di procreare per raddoppiare la percentuale di genitori incapaci che mettono al mondo figli da trascurare e che crescendo diventano del tutto imbecilli. Ottima idea. E, soprattutto, il patrimonio genetico comune come unica garanzia di poter creare un legame con un figlio. Un concetto del tutto maschile. Si può amare solo ciò che ci somiglia.
Adesso smetto perché sono le 6:00 e sono sveglia da due ore e non mi ricordo più perché ho cominciato a pensare alla teoria del gender.
Probabilmente perché il mio marito eterosessuale ha minato l'autorità della mia mappa cartacea con un'app su smartphone che non è minimamente comparabile - per affidabilità - alla sua antenata.
Probabilmente perché urlare è spesso l'unico modo per farsi ascoltare ma vorrei che la vita mi avesse insegnato che non è così.
Perché se sei donna e alzi la voce non stai facendo valere le tue ragioni, ma sei isterica. Perché se sei un uomo e sbagli, errare è umano. Se sei una donna e sbagli, bisognava aspettarselo. Perché sei donna e tuo marito ti fa mansplaning sulla teoria del gender.
Perché devo sprecare troppe energie per dimostrare di aver ragione in questioni che non cambiano il corso della storia.
Perché preferirei essere amata di meno ma che i miei figli venissero primi anche per il genitore con cromosoma Y.
Perché tra una settimana la vacanza è finita e devo tornare a vivere in una città che non ho scelto, immersa in una cultura di cui l'unica cosa che apprezzo è l'ipocrisia del tentativo di dimostrarsi emancipati sulla teoria del gender e sull'integrazione razziale. Ma è impossibile dimenticare che, per quanto meglio dei bifolchi omofobi e razzisti che governano l'Italia, si teatta pur sempre di ipocrisia.
Ma tutto questo c'entra poco.
Mi chiedo quanto si possa essere infelici per non supportare la felicità degli altri. Molto, credo.

trečiadienis, sausio 23, 2019

Il nemico è l'individualismo

Ho appena finito di leggere Ending terrorism in Italy di Anna Cento Bull e Philip Cooke. L’auto-identificazione di alcuni ex terroristi italiani in vittime mi ha colpito alla bocca dello stomaco.

Convinti di avere diritto a degli sconti di pena o all’amnistia, dichiarano di aver già sacrificato troppi anni della loro vita all’altare di un’ideologia.

Dichiarano di aver fatto delle scelte - che parzialmente riconoscono come infelici - non per se stessi ma per il bene di una collettività. Dichiarano che sulle loro scelte hanno influito delle situazioni sociali che hanno contribuito ad isolarli e a renderli ‘estremizzabili’. Famiglie povere, scarso accesso all’educazione, mancanza di prospettive per una vita migliore.

E mi chiedo se, tra qualche anno, anche i terroristi di oggi avanzeranno le stesse ragioni. E come verranno ricevute, considerando che al giorno d’oggi il terrorista non è solo una cellula impazzita ma un elemento di cui viene sempre sottolineata la non appartenenza (religiosa, nazionale, sociale).

Qual è la differenza tra loro e i terroristi coinvolti nelle stragi italiane? Si può dire che questi giovani sacrificano i migliori anni della loro vita in nome di un’ideologia, oggi più che ieri per opporsi ad una società individualista, imperialista, consumista, capitalista?

Quello che mi chiedo, che mi chiedo forte, è dove sono le alternative per un’ideologia che porti anche alla felicità personale. È possibile creare una società non di individui ma di persone felici? La felicità, credo, è più difficile da sacrificare.

Ma per questo credo che gli dei debbano essere tirati giù dalle sfere celesti degli schermi al plasma, tiranti fuori dalle vetrine e che tutto, tutto, debba essere ricostruito.

sekmadienis, birželio 03, 2018

Ti voglio tanto

Mamma, ti voglio tanto..... abbracciare

Mamma, ti voglio tanto.... baciare
Mamma, ti voglio tanto... bene


Dopo 7 anni, 5 mesi e 13 giorni, L'Anarchico Entusiasta mi ha degnata di una dichiarazione di benevolenza.
Ci sono volute tre proiezioni di Coco.

antradienis, kovo 27, 2018

Il mare e il cielo

L'Anarchico Entusiasta - mamma, ma i pesci fanno le bolle?

gk - mmmm. Quando si muovono penso, sì. Ecco, non le fanno per respirare, credo.

L'Anarchico Entusiasta - ma credi che i pesci vedano le bolle?

gk - perché non dovrebbero vedere le bolle?

L'Anarchico Entusiasta - io credo che non vedano le bolle, come noi non vediamo le bolle di aria che escono da noi. Io credo che i pesci non vedano l'acqua come noi non vediamo l'aria.
Credo che vedano il cielo come noi vediamo il mare e che abbiano paura quando fanno dei salti ed escono dall'acqua, come noi abbiamo paura quando ci tuffiamo.



trečiadienis, sausio 17, 2018

Il pisello e la vagina - contenuto esplicito per bambini di dieci anni

Matematico Impertinente: ma è vero che a volte il pisello è dentro la vagina? Che schifo.

gk: aspetta, in che senso?

Matematico Impertinente: che l'uomo mette il pisello dentro la vagina di una donna

gk: aaaaaaaaaah. Avete iniziato educazione sessuale?

Matematico Impertinente: no

gk: e quindi questo da dove salta fuori?

Matematico Impertinente: l'ho visto in un libro che spiegava come si fanno i bambini

gk: ah, ok.

Matematico Impertinente: ma quindi per mettere il pisello dentro la vagina bisogna essere nudi

gk: eh, sì. Quando gli adulti si fanno le coccole sono nudi

Matematico Impertinente: ma se non sono nudi non può andare il pisello dentro la vagina

gk: direi proprio di no

Matematico Impertinente: e allora perché il papà si mette il coso sul pisello?

FERMI TUTTI. DISCLAIMER.
POTREI AVER ACCIDENTALMENTE FATTO CREDERE A MIO FIGLIO CHE SUO PADRE INDOSSI SEMPRE IL PRESERVATIVO, ONDE EVITARE CHE LA MAMMA RIMANGA INCINTA.
Il fraintendimento potrebbe essere nato dal fatto che gk stava ridendo troppo forte quando ha visto emergere dalla sua stanza L'Anarchico Entusiasta con un preservativo in mano (NUOVO, UN PRESERVATIVO NUOVO, chiudete subito la chiamata con i servizi sociali)

gk: ma infatti non è che tuo padre giri sempre col preservativo, lo mette quando fa le coccole alla mamma, per non far nascere altri bambini

Matematico Impertinente:  ma quindi siete nudi. Che schifo.

gk: credimi, tesoro, adesso dici "Che schifo" e va benissimo e ne sono molto contenta. Tra un paio d'anni non credo che la penserai allo stesso modo.

Matematico Impertinente:  perché?

gk: perché siamo animali, i mammiferi maschi hanno il pisello e le mammifere femmine hanno il buco e i mammiferi maschi infilano il pisello nel buco e nascono i bambini

Matematico Impertinente: e le *foche maschio* che fanno i bambini?
[potrebbe essere stato menzionato un altro animale che al momento gk non ricorda, l'attendibilità scientifica non è il fuoco della conversazione]

gk: boh, si vede che hanno l'apparato riproduttivo maschile e femminile. RIPRODUTTIVO, da RIPRODURRE, che vuol dire...? Farne un altro. Comunque: l'apparato riproduttivo maschile non è solo il pisello come quello femmine non è solo il buco. Ad esempio l'utero fa parte dell'apparato riproduttivo femminile.

Matematico Impertinente:  sì, i maschi hanno lo stomaco, il culo.... e le femmine hanno l'utero

gk: ti stupirà sapere che anche le femmine hanno lo stomaco e il culo, ma vedo che hai afferrato il concetto.

Matematico Impertinente: io sono l'esperto e dico che schifo

gk: giovane, io sono quella con due figli, quindi l'esperta qui sono io. Ma spiegami, non vi fanno educazione sessuale ma vi mollano davanti dei libri con i piselli che entrano nelle vagine?

Matematico Impertinente: nooooo, il mio amico ha un libro e io l'ho letto

gk: ahhhhhhhh, ma era un bel po' di mesi fa!

Matematico Impertinente: sì, ma pensavo che fosse sbagliato. Poi l'altro giorno ne ho parlato con altri due miei amici e mi hanno detto che è proprio così

gk: non mi dilungo sul contesto della conversazione, ma eravate tutti d'accordo sul fatto che facesse schifo?

Matematico Impertinente: sì

gk: bene, io sono a posto così.

Matematico Impertinente: adesso ho capito perché hai detto "Che schifo" quando ti ho detto che la mamma più giovane del mondo aveva cinque anni.

gk: già

Matematico Impertinente: fa proprio schifo

gk: sì. Ora se non ti dispiace vado di là a fare delle coccole al papà. Con i vestiti addosso. Posso?

Matematico Impertinente: io porto di là il mio pisello e vado a fare la pipì. Sono contento di non essere una donna, non mi piacerebbe che infilassero un pisello nelle mie parti private.

gk: infatti nessuno infila niente da nessuna parte se una donna non è d'accordo.

Matematico Impertinente: mamma, c'era scritto che fa come il solletico e che è una delle più belle sensazioni del mondo

gk: e perché secondo te? Se fosse una cosa fastidiosa pensi che la gente continuerebbe a fare bambini?

penktadienis, spalio 13, 2017

Bear with me

Bear with me
In italiano, letteralmente, vuol dire "sopporta con me".
Cioè non ti stai annoiando solo tu, ma anch'io sto annoiando me stessa.

In inglese non esiste la parola "simpatico".
Puoi dire che qualcuno è "nice", carino, o che è "funny",  divertente.

Non c'è niente di peggio di pensa di essere simpatico e non lo è, pensavo oggi della mia insegnante di yoga.
Carina, di sicuro.
Profumata.
Sorridente di quel sorriso finto e passivo aggressivo.

E poi ho avuto un'epifania.

Perché, bear with me, sto sviluppando anche questa passione malsana per l'etimologia.

Simpatico
dal greco: syn con, insieme e pathos: passione, sentire.

Non puoi essere simpatico se non sei empatico.

La chiave di lettura per capire perché qualcuno ti sta sui coglioni. Tutta etimologia.

Ecco, se pensi d'essere meglio di chi ti sta di fronte, hai buone possibilità di diventare un'antipatica insegnante di yoga.




antradienis, spalio 03, 2017

Bellezza

Nel nostro quartiere abita una donna disabile, probabilmente sui 45, con una diffusa peluria sul viso e un odore molto forte. 

A confermare i miei dubbi sulla rete sociale inglese, è sempre sola. 

Ieri l'abbiamo incrociata per strada, lei ci ha salutato e noi abbiamo ricambiato il saluto. 

Matematico e Impertinente: quella signora è molto gentile, ma non è proprio... insomma... non è proprio bella.

Questo innocente stupore per la mancanza di una relazione proporzionale tra bellezza e gentilezza. 

Ecco, crescendo si smette di stupirsi. 


trečiadienis, rugsėjo 20, 2017

Sasso carta o forbici

Sabato eravamo in metropolitana, a poche ore da quello che ricorderemo come l'inizio del peggior fine settimana da un po' a questa parte.
Scemi noi che volevamo comprare delle scarpe nuove a Matematico e Impertinente.

L'Anarchico Entusiasta e gk hanno iniziato a giocare a sasso carta forbici nel treno.

Nell'andare su e giù a pugno chiuso mentre si intona il "sasso, carta, forbici", L'Anarchico Entusiasta fa una cosa.

Per una frazione di secondo, ti fa vedere quello che vuole che tu creda che andrà a fare.
Ti fa vedere le forbici, o la carta, o trova un modo per farti capire, stringendo più forte quel suo bifido pugnetto, che farà sasso.

Ma è un terribile inganno: in quella frazione di secondo lui sta invitandoti a sbagliare e decidendo cosa fare a sua volta.
Ad esempio, ti fa vedere le forbici perché tu faccia il sasso, ma in realtà farà carta.

Una volta smascherato (con i dovuti complimenti), ha continuato a farlo.

Solamente che questa volta ha aggiunto un elemento al calcolo: facendoti vedere le forbici, per una frazione di secondo, si aspetta che tu pensi che lui, essendo un bambino di 6 anni e 9 mesi, continuerà ad utilizzare la sua strategia.

Ma no.

Se lui ti fa vedere le forbici, si aspetta che tu faccia le forbici, aspettandoti da lui carta.
E ti fa sasso.

Tutto questo nella frazione di un secondo. Quella che fa la differenza tra un editor scarso e un genio.

Volevo solo dirti, figlio mio, mio piccolo Sergei Eisenstein biondo, che io non ti sottovaluterò mai.
E pertanto, a questo gioco, vinco io.

antradienis, liepos 18, 2017

Ribelli


Matematico e Impertinente: perché solo le ragazze si possono ribellare?

gk: sei bianco, maschio, non sei povero e hai accesso alla cultura. L'unica cosa per cui ha senso ribellarsi è che altre persone non hanno quello che hai tu.

Matematico e Impertinente: ma io posso fare solo 10 minuti di computer al giorno (falso, ndgk)

gk: che è proprio il problema dei bambini siriani in questo momento. E adesso vai a letto.

E lo so che è diseducativo, ma è più forte di me. 
E questo libro non è il massimo ma in questo momento non so dove sia l'altro che ho comprato.


sekmadienis, balandžio 16, 2017

On western terrorism

Parlando delle sue invenzioni, che includono un parco acquatico con tartarughe, squali, balene, sottomarini che si potranno noleggiare con £50 e acquistare con £100, scivoli, pirana etc nonché un nuovo prototipo di elicottero utilizzabile da polizia, pompieri e ambulanza.

L'Anarchico Entusiasta: (...) e poi può abbassarsi e vedere dove sono i nemici e sparare

gk: e se nel posto dove ci sono i nemici ci sono anche dei bambini?

L'Anarchico Entusiasta: allora lui può chiamare un suo amico che è lì vicino e dirà al bambino di andare via e poi quando saprà che il bambino sarà andato via sparerà

gk: e se i cattivi sono i genitori del bambino?

L'Anarchico Entusiasta: ...

In macchina, verso l'aeroporto

L'Anarchico Entusiasta: qual è la torre più alta al mondo?

gk: questa qui, a Dubai

Matematico e Impertinente: NOOOOO, le torri più alte sono quelle due torri a New York

gk: scusa, come? Dici le torri gemelle?

Matematico e Impertinente: sì!

gk: ehm, veramente le hanno tirate giù...

Matematico e Impertinente: QUANDO???

gk: ehm, prima che tu nascessi, nel 2001

Matematico e Impertinente: e come hanno fatto a buttarle giù?

gk: dei terroristi ci sono andati addosso con due aerei, ma le teorie sono tante, quando sei più grande ne parliamo bene

Matematico e Impertinente: ma quindi il pilota è andato contro le torri?

gk: quindi c'erano dei terroristi che hanno deviato l'aereo contro le torri, sono morte tante persone

Matematico e Impertinente: e poi c'è stata una guerra?

gk: e poi l'America ha bombardato l'Afghanistan

Matematico e Impertinente: perché?

gk: perché quelli che avevano dirottato l'aereo erano afgani

Matematico e Impertinente: e cosa c'entra? Se ci sono due afgani che dirottano un aereo non devi mica bombardare tutto l'Afghanistan.



antradienis, kovo 28, 2017

Res Publica

Se volete sapere perché Atene mi deprime.

Perché durante l'orario scolastico ci sono bambini ad elemosinare per strada, o a cercare di rubarti il portafoglio, o a fare niente.

Perché è una città brutta. Brutta, brutta, brutta e basta.

Perché per renderla brutta hanno speso delle energie, distruggendo architettonicamente un'intera città, rendendola piatta e monotona. E sporca. 

Perché nella culla della democrazia a nessuno importa nulla della "cosa pubblica".
A nessuno.

Perché i rifugiati politici vivono in un ghetto.
Perché i rom vivono in un ghetto.

Perché non vedo l'ora di tornare a casa, dove queste cose non le vedo, pur sapendo che esistono. E già sapere che esistono mi riempie di tristezza, ma essere sottoposti tutti i giorni ad un quadro così chiaro dell'ineguaglianza sociale, porta all'insensibilità o alla depressione e alla pazzia. Francamente, meglio impazzire.

Perché so che ci sono alternative ma che qui non sono prese in considerazione.

Perché vorrei che tutti avessero le opportunità che ho avuto io e che avranno i miei figli ma semplicemente non è così che funziona il mondo.

Perché, come qualcuno ha sottolineato qualche giorno fa, il capitalismo non è mai stato così solido. Le crepe che vediamo sono crepe sistematiche, non sono crepe strutturali. Le crepe fanno parte del sistema.

Perché l'autobus passa ogni 20 minuti - come in Italia - ma se 10 persone alla fermata vedono che stai correndo per salire sull'autobus, nessuno si premura di fermarlo per quei 5 secondi in più che ti permetterebbero di salire.

Perché nessuno aiuta una donna col passeggino che scende le scale della metropolitana. Perché è una società immatura, in cui nel fine settimana, di notte, gli anarchici giocano ai buoni e i cattivi con la polizia. E la polizia gioca ai buoni e i cattivi con gli anarchici.
Non è importante il motivo/l'obiettivo/il cambiamento.

Perché la gente può entrare ad un evento quando questo è già iniziato, in qualsiasi momento.

Perché quando qualcuno prende parola, non considera che quanto più tempo impiega a spiegarsi, tanto più tempo sarà sottratto ad altri che vorranno fare altrettanto.

Nessun rispetto.

Perché gli agglomerati urbani si sono creati perché gli esseri umani sono animali sociali e hanno bisogno l'uno dell'altro. Ma è chiaro che l'umanità non ha mai superata una fase tribale e che quando i gruppi sono troppo numerosi si innescano delle meccaniche autodistruttive.

Perché non so i greci, ma la città ha perso ogni speranza. I muri, gli edifici, sono in attesa di un'imminente distruzione. Sono riluttanti ad ogni possibilità di rinnovamento. In attesa di un'implosione.
Magari il Partenone si salverà anche questa volta.



šeštadienis, lapkričio 26, 2016

Sul dolore degli uomini

Sto co-conducendo dei laboratori in un carcere femminile e in un rifugio per donne senzatetto di Wroclaw.

Ero già stata a Wroclaw nella primavera del 2012, per prendermi una pausa dall'insonnia causata da L'Anarchico Entusiasta e per vedere uno spettacolo, della persona con cui sto lavorando ora.

 E in quella primavera del 2012 avevo passeggiato tutto il giorno, come si addice ad una turista, ed ero finita nel giardino botanico di Wroclaw e, seduta ad una panchina, avevo avuto questa sensazione.

La certezza che quello stesso squarcio di Wroclaw era stato visto anche da Rosa Luxemburg, per la quale, chi mi conosce lo sa, ho una specie di ossessione. In effetti Rosa era stata in parecchie fabbriche della Slesia: per nulla improbabile che fosse stata anche a Wroclaw, magari di passaggio.

Il mio primo giorno a Wroclaw ho cercato di tornare al giardino botanico, ma per qualche ragione viene aperto soltanto da aprile. Non si tiene conto di chi entra nel giardino botanico non per le piante ma per la luce che passa tra le foglie. Scherzando, ho detto alla mia collega:"Ma Rosa sarà sicuramente stata anche nel carcere di Wroclaw".

Ecco, non solo. Non solo in un carcere di Wroclaw ma nel nostro carcere, nel nostro dipartimento, tra il 1916 e il 1917. E da lì ha scritto una delle sue lettere più note 

Ma non volevo scrivere di questo.

Volevo scrivere di una donna che ci ha parlato delle violenze subite dall'ex fidanzato.
Ma nemmeno di questo.

Volevo riportare quello che mi ha detto la mia collega: "Nel carcere maschile l'esperienza è completamente diversa perché gli uomini non possono permettersi di esprimere le proprie emozioni. Hanno paura che esporsi, raccontare la propria solitudine e la propria depressione possa posticipare il loro rilascio sulla base di instabilità mentale. Le donne non hanno paura di mostrare le proprie emozioni e tra di loro si descrivono come 'sensibile', 'empatica'..."

E insomma il non aver paura di mostrarsi deboli è una forza.

E insomma questi uomini violenti lo sono perché non conoscono altri modi di esprimere le proprie emozioni.

E insomma ai propri figli bisogna insegnare - e accertarsi che l'abbiano imparato per bene - che a volte il dolore si può trasformare in rabbia, ma solo se questa rabbia ci porta a perseguire azioni costruttive, che possano eliminare la fonte del dolore.

A volte, invece, il dolore non si può trasformare in niente, resta dolore. E bisogna riconoscerlo ed avere la forza di essere deboli.

antradienis, rugpjūčio 30, 2016

-lo Marcel-

Non so come siamo finiti a parlare di ready made.
Gli ho raccontato la storiella del circolo di artisti, che ora definiremmo hipster, che decide di allestire una mostra in cui verranno accettate tutte le opere presentate e di lui, Duchamp, che presenta un urinale firmato R. Mutt.
Gli ho spiegato che non si è trattato di sterile polemica ma che quello che voleva innescare era un diverso tipo di concezione di opera d'arte.
Che anche un prodotto di massa in fondo può essere un'opera d'arte.

Questo ieri.

Oggi per strada ha ripreso all'improvviso l'argomento e abbiamo parlato del fatto che ci sono artisti che creano e artisti più concettuali, che lavorano sul diverso tipo di fruizione dell'opera d'arte.

Mi ha chiesto se una macchina può essere un'opera d'arte e gli ho detto che boh, magari sì, che io però faccio fatica a vederlo come tale e che sono legata ancora ad un'idea di unicità come essenza dell'opera d'arte.
Mi ha chiesto se un bidone della monnezza può essere un'opera d'arte e gli ho detto che sì, magari sì, se te lo appendi sopra al letto e ci fai un'installazione con tante farfalle di carta che escono dal coperchio.

(E avrei anche dovuto dirgli che è proprio il fatto che la produzione di massa abbia scordato la bellezza e la poesia che sta facendo diventare il mondo un posto peggiore, ma per questo aspetterò che abbia almeno nove anni. Un paio di mesi ancora, via)

Da sotto la doccia mi ha urlato:

Matematico e Impertinente: MAMMAAAA, allora anche gli uomini sono opere d'arte, perché sono tutti unici. Anche i gemelli, i gemelli hanno sempre qualcosa di diverso. E anche le persone con problemi*, non importa se hanno problemi, sono uniche e sono opere d'arte.

Filosofo.

* leggi persone con disabilità

Poi quando ho tempo riporto la conversazione sulle ipoteche, ma l'economia è una cosa meno interessante.

antradienis, gegužės 03, 2016

Punti e mostra

Per qualche settimana ho seguito un corso chiamato Parent Gym, per imparare a non reagire alle crisi isteriche dei miei figli insultando varie divinità e suggerendo loro che sovente si comportano in modo tale da farmi sospettare che possano avere dei danni celebrali e che non siano del tutto intelligenti.

Insomma, uno dei sistemi che sto utilizzando ora in modo costante (utilizzato prima ma con poca convinzione) è quello degli avvertimenti.
Al terzo avvertimento per la stessa ragione, i colpevoli perdono uno dei 3 punti che hanno ad inizio giornata.

Per evitare rivalità e competizione, alla fine della settimana i punti vengono calcolati collettivamente e a seconda del range ci sono diversi premi, dal tempo di fronte all'ambito computer al picnic, al museo etc etc.

È capitato che Matematico e Impertinente un giorno avesse così tante crisi di nervi da perdere persino un punto del giorno successivo.
Il nostro sistema all'italiana prevede che i punti si possano recuperare, per cui il giovane uomo ha recuperato un punto, che però non sarebbe stato preso in considerazione quel giorno per guadagnare extra attività ma soltanto nel punteggio finale della settimana.

È altresì capitato che L'Anarchico Entusiasta fosse nella stessa situazione e (ricordiamo, anni 5), nel sentirsi dire una mattina che quel giorno partiva da 2 punti, rispondesse:

L'Anarchico Entusiasta: Ma se il punto che Matematico e Impertinente aveva guadagnato non era stato contato quel giorno ma solo per la settimana, io oggi posso partire da 3 punti e puoi considerarmi un punto in meno quando conti i punti della settimana.

Genio, direte.

Ieri siamo stati a vedere la mostra su Leonardo al science museum.

Alla penultima stanza, L'Anarchico Entusiasta ha domandato:

L'Anarchico Entusiasta: Ma dov'è la mostra?
gk: La mostra è quella che stiamo guardando, amore
 L'Anarchico Entusiasta: ....

All'ultima stanza, L'Anarchico Entusiasta ha dato segni di stanchezza e ha dichiarato:

L'Anarchico Entusiasta: Voglio andare a casa. Non voglio vedere la mostra
gk: Ormai abbiamo finito, tesoro, abbiamo finito la mostra
L'Anarchico Entusiasta: Ma mamma, la mostra dov'era?
gk: Questa che abbiamo appena visto!

La sera a casa

L'Anarchico Entusiasta: Mamma, possiamo vedere Rita Moreno che legge "I need my monster"?
Mi piace molto, invece la mostra oggi non mi è piaciuta.

gk: ...
no, aspetta. Mi stai dicendo che pensavi di vedere la femmina di un mostro?

L'Anarchico Entusiasta: SÌ!

Genio.

šeštadienis, kovo 12, 2016

Il bello, il brutto, il semiologo

Sono stata a letto per 5 giorni.

 E non è stata la cosa peggiore di quei 5 giorni.

La cosa peggiore è stata che ho letto un libro brutto.

L'ho letto fino alla fine perché volevo vedere dove andava a parare e perché era ambientato in una città che conosco, quindi ho navigato in googlemaps mentre lo leggevo per riconoscere le strade in cui ero passata.

Dopo averlo finalmente finito (ridicolo essere fermi a letto, avere finalmente il tempo di leggere e finire per leggere un libro brutto) ho iniziato "The red house" di Mark Haddon.
La prima frase mi ha fatto tirare un tale sospiro di sollievo.

E allora mi sono interrogata sul bello e il brutto e questa è la mia conclusione. Tenetela:

Il bello è qualcosa che trasmette un significato riconducibile alla memoria collettiva e non soltanto personale. 
I canoni di costruzione hanno radici antropologiche e non vanno lette secondo classicismi. Il ritmo compositivo non è un canone. Bello è qualcosa per cui è giusto spendere il proprio tempo.

Tutto per voi.

Ma passiamo alle cose importanti. Passiamo a L'Anarchico Entusiasta, che stasera, pochi secondi prima di ronfare, mi ha detto:

L'Anarchico Entusiasta: mamma, quello in Star Wars con la spada viola è un po' buono e un po' cattivo perché il viola è la somma di blu e rosso.

5 anni e 3 mesi. Già meglio della Disney.

Io sono isterica, i miei cupcake sono buoni ma orribili a vedersi, non sono paziente come vorrei e le mie PMS ricadono pesantemente su tutta la famiglia.

Ciononostante, i miei figli sono dei geni.

Sono stata ad un incontro di Parent Academy, il risultato debbo dire è stato farmi sentire una madre ed una persona orribile.

Ma poi la sera riflettevo su questa frase: "Focalizzare il complimento sullo sforzo, non sui risultati"
E pensavo: Magari questo va bene per i vostri figli deficienti, ma visti i risultati che conseguono i miei figli, sarà ben giusto che mi concentri su quelli.




penktadienis, vasario 05, 2016

Mi brontola il cuore


Matematico e Impertinente è stanco. Come tutti. Venerdì sera.

Matematico e Impertinente: mamma, giochi con me?

L'Anarchico Entusiasta: mamma, ho mal di pancia

gk: sì, certo: tira fuori un gioco da tavola, arrivo

L'Anarchico Entusiasta: mamma, ho mal di pancia

Matematico e Impertinente: non voglio fare un gioco da tavola, voglio fare qualcosa di creativo. Voglio che ci inventiamo qualcosa con i lego.

L'Anarchico Entusiasta: mamma, ho mal di pancia

gk: va bene, arrivo, un attimo che metto su l'acqua per la pasta

L'Anarchico Entusiasta: mamma, ho la cacca

Matematico e Impertinente: vieni, mamma?

gk: sì, butto la pasta e arrivo

L'Anarchico Entusiasta: mamma, ho finito: mi pulisci il culo?

Matematico e Impertinente: mammaaaaaaaaa

gk: arrivo, arrivo. Eccomi: giochiamo.

Timer: bip bip bip bip bip

gk: scolo la pasta, giochiamo dopo cena, ok?

Matematico e Impertinente: serie di lamentele e recriminazioni

Cena: pasta in bianco per supplire al mal di pancia de L'Anarchico Entusiasta, il quale ha mangiato in abbondanza cibi preconfezionati al cake sale della scuola (per scelta, non che mancassero dolci sani e fatti in casa: per scelta)

Matematico e Impertinente: mamma, devo disegnare un orologio inventato da me come compito per casa

gk: io lo farei così

Il cerchio interno rappresenta il pm, l'esterno l'am
Seguono risate, commenti, approfondimenti grafici de L'Anarchico Entusiasta.
Poi ci si lava i denti e si va a letto.

Matematico e Impertinente: mamma, mi disegni un'altra scenetta divertente?

gk: ti disegno noi che facciamo colazione!

L'Anarchico Entusiasta: io disegno il papà che lava i piatti

Matematico e Impertinente: nooooooooo: L'Anarchico Entusiasta, hai rovinato tutto

L'Anarchico Entusiasta è un grande artista e disegna meglio di gk.
Segue serie di lamentele e recriminazioni

Matematico e Impertinente: MAMMA, ma non hai giocato con me

gk: hai ragione, ma ti ho disegnato l'orologio e abbiamo riso e sono stata con te tutto il pomeriggio

Matematico e Impertinente: non è vero! Ti ho vista che giocavi con il cestino mentre io ti aspettavo.

gk: ?
Vuoi dire quando stavo cambiando i sacchetti della monnezza? Un bel gioco, in effetti, potresti provarci anche tu ogni tanto...

Matematico e Impertinente: smetti! Non hai giocato con me!

gk: ho fatto tutto, tutto quello che mi hai chiesto stasera. Non ho giocato con te perché ho fatto i disegni. Non potevo disegnare e giocare con i lego contemporaneamente.

Matematico e Impertinente: certo che potevi!

gk: tu lo sai fare?

Matematico e Impertinente: sì che lo so fare!

gk: e lo fai stando in equilibrio su un piede solo e facendo giocoleria con 3 palline con la mano opposta? Perché se lo fai ti vendo allo zoo e ti piazzano nella piscina con le foche!

Segue pianto isterico perché gli ho detto che l'avrei dato via. Non ha migliorato la situazione parlare di circo invece che di zoo.

Matematico e Impertinente: mamma, sto cercando di mettere il mio pisello al centro ma quando mi giro si sposta!

gk: sarà che è soggetto alla forza di gravità

Matematico e Impertinente: mamma, il pisello si attacca alle palle e mi dà fastidio

gk: non posso aiutarti tesoro, di palle e pisello ne parli domani con il papà, che di sicuro avrà ottimi consigli.

Matematico e Impertinente: stai ridendo! Non ridere, non mi prendere in giro!

gk: ma chi ti prende in giro?

Matematico e Impertinente: parli del mio pisello e delle mie palle e ridi! Mi stai insultando!

gk: ma no, tesoro, il tuo pisello mi sta anche molto simpatico!

Matematico e Impertinente: SMETTI!

gk: e poi non ti sto offendendo, sei il mio tesoro.

Matematico e Impertinente: il mio tesoro invece è il computer.

gk: allora chiedi a lui di pulirti il sedere quando fai la cacca

Matematico e Impertinente: SMETTI! Basta ridere!

Segue pianto perché la stanchezza impedisce di rilevare l'ironia.

gk: amore mio, crescerai e sarai sempre più arrabbiato con la mamma, ma a non cambiare mai sarà il mio amore.

Matematico e Impertinente: anche il mio amore.

gk: non ci conterei, ma grazie. Adesso, amore mio, vado a mangiare, ché mi brontola lo stomaco.

Matematico e Impertinente: a me brontola il cuore perché voglio stare con te un altro po'.






šeštadienis, sausio 02, 2016

Grazie per le monomanie

Io sono molto, molto ignorante.


Oggi ad esempio mi sono messa a leggere la pagina wikipedia su Aldo Moro e ci ho trovato un sacco di informazioni delle quali ero all'oscuro.

Aldo Moro. Mica Cesare l'imperatore. Mica i sette re di Roma.
Aldo Moro è morto un paio d'anni prima che nascessi io. 

Ho recentemente avuto modo di definire gli anni del liceo come "il medioevo della mia vita". Mica solo per i brufoli, per la comparsa della cellulite e per le mie scelte sentimentali discutibili (ma nemmeno tanto se poi non sfiguravano come invitati al mio matrimonio, ma tant'è).

Più che altro per questo brancolare nel buio senza una guida. Per il ripetere nozioni storiche imparate alle scuole elementari e arrivare a parlare marginalmente del fascismo poco prima della maturità.

Non mi avete insegnato niente. Cinque anni e uscire più ignorante di prima, più disadattata, più socialmente e civilmente inutile. 

Fortuna che c'era il partito.

Un po' di onestà intellettuale: mi avete insegnato a farmi scivolare la mer*a addosso e uscirne profumata.

Ma Aldo Moro.

Sono una monomaniaca, per fortuna. Del tutto priva di una cultura che si possa definire generale, ci sono un paio di cose in cui sono ferrata.

E adesso, leggendo (no, non leggo solo wikipedia), tutta la storia contemporanea mi sembra così stupidamente chiara e lineare, che mi chiedo se non ce l'abbiano insegnata per non farci fare una rivoluzione. 

Eravamo quelli giusti. 

E non è solo quel covo di psicopatici, passivo aggressivi, sadici, iettatori, zitelle acide e scapoli laidi (con qualche ragguardevole eccezione) in cui sono sopravvissuta per 5 anni che mi fa incazzare.

Perché non permetterei ai miei figli di arrivare a 18 anni ed essere così ignoranti. 

Se qualcuno mi viene a dire che alla mia età saltava i fossi per lungo, che non è questione di crisi ma di rimboccarsi le maniche e trovare delle occasioni, io giuro che vengo alle mani.

Non è mancata una guida al paese, non è mancata una figura forte, sono mancati i genitori, sono mancate le famiglie, sono mancati gli insegnanti, è mancata del tutto una generazione di narratori.

Peggio per noi, peggio per voi che tra poco sfonderete le vetrine perché vi toglieranno la pensione, peggio per tutti.

Buon 2016. Leggete.








pirmadienis, spalio 26, 2015

La teoria del gender spiegata a mia suocera

Qualche giorno fa l'aplomb del regno unito è stato scosso dallo scandalo di una dirigenza maschile e conservatrice in una scuola di Birmingham.

badate, non ho idea di dove sia Birmingham, per quanto mi riguarda fuori da Londra c'è qualcosa tipo Games of Thrones. 

badate, io no ho mai guardato Games of Thrones, ma da quello che ho capito parla di barbari incivilizzati.

Sotto la dirigenza di questa scuola, a quanto pare, l'educazione sessuale veniva censurata, circolavano misoginia e antisemitismo.

In quella parte di Birmingham, a causa di questa censura, le malattie sessualmente trasmissibili erano in aumento (e immagino anche le gravidanze indesiderate). Ecco, questo ha fatto scandalo. In Italia c'è la teoria del gender.

Dai, ditemi ancora che dovrei tornare in Italia.

E adesso fatemi spiegare la "teoria del gender" a mia suocera.

Cara Suocera,
sei una donna che lavora full time, una professionista, hai UN SOLO FIGLIO, paghi un'altra donna per fare in casa quello che non hai il tempo di fare tu, la gonna non la porti sul lavoro per stare più comoda, in caso la metti nei giorni di festa ma non sempre.

La tua bisnonna non ti avrebbe considerata una donna.

Per quanto riguarda tuo marito, che ti ha messa incinta UNA SOLA VOLTA, che da pensionato non frequenta nessun circolo di giocatori di carte o bocciofila che sia, che non passa i suoi pomeriggi a bere grappini con gli amici, ma che la domenica aiuta il prete a far messa, beh, vuoi che ti dica cosa penserebbe il suo bisnonno di lui?

Ecco.

Tu ti definisci una donna e suppongo tu definisca tuo marito un uomo. La tua bisnonna la pensava diversamente, i tuoi nipoti già la pensano diversamente. Ne vogliamo fare un dramma? O la vogliamo chiamare evoluzione?

Cari Saluti
gk