Lasciate che vi spieghi perché m'inca**o tanto.
šeštadienis, rugsėjo 27, 2014
La Concorrenza
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žymės: arrrrrrrrr, autocoscienza, babysitter, brufoli sul culo, concorrenza, donne, errori, etico, femminile, guarda c'è un buco, morale, pelo incarnito, pensiero positivo, teatro, vita grama, zoo
trečiadienis, liepos 30, 2014
Come sopravvivere a chi non sa vivere
A volte non dipende solo da chi mi aspetta a casa, che è comunque la
cosa più importante, ma da un cielo blu senza nuvole, l'aria dell'estate
e un pianoforte che suona in una casa con le finestre aperte a Tufnell park mentre torno a casa dal
lavoro che - nonostante gli esseri umani - io amo.
E allora penso che potrebbero scaricarmi anche un bidone di mer*a sulla testa, ma la mia vita sarebbe comunque meravigliosa.
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antradienis, vasario 19, 2013
Il Rinoceronte spiegato a mio figlio
Matematico e Impertinente: mamma, che spettacoli hai visto in questo periodo?
gk: ho visto uno spettacolo che si chiamava Rhinocéros. Il Rinoceronte
Matematico e Impertinente: e di cosa parlava?
gk: di un grosso rinoceronte che arriva in una città e che fa venire a tutti una malattia che si chiama rinocerontite e che trasforma tutti in rinoceronti. L'unico che alla fine non si trasforma in un rinoceronte è un tipo che tutti pensano sia una specie di matto, il più debole di tutti.
E invece è l'unico che si salva dalla rinocerontite perché sa pensare con la sua testa.
Il problema delle altre persone è che contrappongono l'amore all'energia e pensano che l'amore sia una cosa da persone deboli e l'energia da persone forti.
Ma vedi, a me ad esempio serve un sacco di energia per amare voi tre. Perché amare è fare qualcosa per qualcun altro che pensi sia molto importante e a volte trascurare altre cose che sono importanti per te.
E quindi per l'amore bisogna essere molto, molto forti. Per amare serve tanta, tanta energia.
Capito?
Matematico e Impertinente: mamma...
gk: eh?
Matematico e Impertinente: ma quella malattia che si prende dai rinoceronti...
gk: non esiste, non ti preoccupare. Si chiama Théâtre de l'absurde.
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žymės: rinoceronte, teatro, teatro dell'assurdo, Théâtre de l'absurde
penktadienis, vasario 08, 2013
You'll eventually turn into me
Leo Lionni era sicuramente a favore della sanità pubblica e degli assegni di disoccupazione per gli artisti.
A Leo Lionni stava sicuramente sul ca**o l'industriale medio del nordest.
Federico è un topo.
Mentre gli altri topi si procacciano delle provviste per l'inverno, Federico fissa il vuoto.
Quando gli altri topi, che hanno la sindrome della formica, gli chiedono cosa diavolo stia facendo, lui risponde di star facendo a suo modo provviste.
Quando le provviste dei topi finiscono, questi chiedono a Federico di tirar fuori le sue.
Allora Federico fa chiudere gli occhi a tutti e parla del sole, di colori e calore, di fiori e profumi, e tutti i topolini si sentono caldi e felici.
Matematico e Impertinente: mamma, Federico è un mago
gk: no amore, Federico è un artista. Quando un artista è bravo, fa vedere agli altri cose che non riescono a vedere da soli, proprio come Federico fa vedere i colori agli altri topi nella tana. Sai, gli artisti sono fondamentali nella comunità, perché l'arte fa pensare. Capito?
Matematico e Impertinente: sì
L'ultima volta che siamo stati al British Museum of Natural History, delle studentesse d'arte, sedute in terra, facevano schizzi degli animali.
Matematico e Impertinente: domani andiamo in un museo?
gk: in quale?
Matematico e Impertinente: quello con i dinosauri. Ma portiamo tanti colori e un foglio.
gk: vuoi fare come le ragazze che hai visto l'altra volta?
Matematico e Impertinente: sì
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žymės: arte, matematico e impertinente, maternità isterica, teatro
antradienis, lapkričio 27, 2012
Waiting for Godot
Oggi gk ha accompagnato Matematico e Impertinente alla lezione conclusiva del "term" di teatro.
La lezione comprendeva 15 minuti a porte aperte in cui i bambini facevano vedere un breve saggio ai genitori.
gk: oggi c'è il saggio a teatro, esci prima da lavoro, per le 16.45 vedi di essere lì
Fidanzato Molesto: ok
Su richiesta della maestra di teatro, gk è entrata in sala per tradurre a Matematico e Impertinente quello che avrebbe dovuto fare.
Matematico e Impertinente ne ha approfittato per sedersi vicino alla mamma e non fare un ca**o (piccoli registi crescono), mentre L'Anarchico Entusiasta correva tra i sedili.
gk allora è uscita con L'Anarchico Entusiasta, giusto in tempo perché egli esprimesse il suo giudizio sulla moquette dell'ingresso del teatro (piccoli critici crescono).
Fidanzato Molesto è arrivato in teatro all'uscita dei bambini, giusto in tempo perché L'Anarchico Entusiasta, in autobus, potesse esprimere il suo giudizio anche sulla sua giacca, sui suoi pantaloni e sulla sua sciarpa.
Matematico e Impertinente: e poi, voglio dire, dov'era il saggio? Non è mica venuto!!
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žymės: maternità isterica, teatro, vomito
sekmadienis, vasario 19, 2012
Sulla fortuna di essere geni del marketing
Ieri sera gk è uscita per la seconda volta dalla nascita de L'Anarchico Entusiasta per andare a vedere "Sul concetto di volto nel figlio di Dio", che gk ha sottotitolato "Sull'inefficienza e l'inadeguatezza dell'uomo". Nel senso di maschio, uomo maschio.
Lo spettacolo dura un'ora. In quella che è la ricostruzione di un appartamento arredato di bianco si muovono un uomo di mezza età in giacca e cravatta e il di lui padre con diarrea.
In un'ora il di lui padre ha 3 scariche di diarrea. In un'ora l'uomo in giacca e cravatta riesce a pulire il di lui culo 2 volte, lasciando vistose macchie su pavimento e divano. Alla terza volta, giacca e cravatta ha una crisi di nervi.
Io in un'ora posso sono in grado di cambiare 10 pannolini senza lasciare tracce di mer*a per casa.
Io come una qualsiasi donna. Che non avrebbe inoltre commesso l'errore di lasciare una tanica di mer*a sul comodino. Questa davvero non la capisco.
Comunque. Un'ora di noia mortale. In seguito alla crisi l'anziano indigente si rovescia la tanica di mer*a addosso (e te l'avevo detto che metterla sul comodino non era una buona idea) e il figlio si reca alla gigantica immagine di Gesù (ah, non l'ho ancora scritto? C'è una gigantica immagine di Gesù sul fondo) mentre delle voci registrate sussurrano "Gesù Gesù Gesù etc".
Tre attori in nero entrano e sgomberano l'appartamento, l'anziano esce e finalmente ecco lo spettacolo per cui il popolino ha riempito il teatro (e la polizia l'ingresso..): la gigantica immagine di Gesù viene illuminata dal dio dei tecnici luce e viene poi sme*data (il Sig. Castellucci sostiene che lo spettatore che scambia quell'innocente inchiostro per merda insulta Gesù. Bah, dopo un'ora di merda è chiaro che pensi che sia merda anche quella) dai 3 attori di prima, infine lacerata per lasciar comparire una gigantesca scritta "you are (not) my shepard".
Vabbè.
Lost in translation, l'amica che gk ha portato a teatro, ha così commentato:
LiT: potevo capire la prima parte senza la seconda, potevo capire la seconda senza la prima, ma che senso hanno insieme? Che mi voleva dire?
Ehmbè. Il Sig. Castellucci è un genio. Un genio assoluto del marketing. Ha messo insieme Cechov e l'arte contemporanea. È il re delle para*ulate.
Perché gk di religione non sa molto, ma ha capito che Gesù è il simbolo della devozione totale al padre e che pure lui ad un certo punto si è sentito abbandonato (dai, qualcosa so).
Ha capito anche che smerdarne l'immagine non era necessario ai fini dello spettacolo se non per fare di questo un caso internazionale.
Un genio, un genio assoluto.
Mentre gk tornava a casa in autostrada ascoltando il suo disco rivelazione, ammirava i segnali stradali rifrangenti in curva e le gallerie e tutto quello che c'era intorno e pensava alla grandiosità dell'umanità, questa razza insulsa che ha prodotto dittatori poeti artisti inventori scienziati.
Ha pensato che è bello pensare, anche se è falso, che se si trovasse da sola in un'isola deserta sarebbe in grado di ricominciare tutto da capo, che lei in fondo è meccanicamente uguale a poeti artisti inventori scienziati. E pure dittatori, certo.
E magari non c'entra niente, magari tutto è frutto del disco rivelazione, ma gk ha pensato che forse, forse, lo spettacolo le ha fatto pensare alla bellezza di essere umani, con tutto l'amore la debolezza la decadenza e di nuovo l'amore che questo si porta dietro.
E in fondo il teatro dovrebbe servire a scavare e farti riflettere e mettere in dubbio etc e quindi il Sig. Castellucci è doppiamente genio perché forse oltre a fare marketing sa fare anche teatro. O forse dovrei ascoltare di più il disco rivelazione. Chissà che non riveli anche a me come diventare ricca.
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žymės: antonello, castellucci, marketing, teatro
pirmadienis, sausio 16, 2012
Soddisfazioni - dio benedica i figli d'arte perché a loro andrà la disoccupazione
Al buio, prima di dormire
Matematico e Impertinente: mamma, ma pecché pottavano Stella al macello?
gk: per ucciderlo e farci bistecche
Matematico e Impertinente: e pecché al macello c'era puzza di sangue?
gk: perché dove uccidono gli animali c'è puzza di sangue
Matematico e Impertinente: e pecché c'èano anche delle mucche?
gk: perché anche le mucche vengono uccise per farci bistecche.
Matematico e Impertinente: ah.
Mamma, mi àcconti tutto lo spettacolo?
gk: ma non avevi detto che non ti era piaciuto?
Matematico e Impertinente: mi è piaciuto.
gk racconta,Matematico e Impertinente integra, racconta e cita battute a memoria
Matematico e Impertinente: voèi vedello ancòa. [Poi, come se avesse appena avuto un'epifania] Non possiamo!! Non possiamo ivedello!
gk: non possiamo rivederlo quando vogliamo, possiamo solo quando lo rifaranno di nuovo, magari in un altro teatro.
Matematico e Impertinente: quando lo andiamo a vedée facciamo un video, un video di tutto lo spettacolo
gk: vedi amore, la differenza tra un cartone e uno spettacolo è che il cartone lo puoi rivedere tante volte, ma uno spettacolo che ti piace, anche se lo vedi una volta sola, ti resta per sempre in testa e nel cuore.
Matematico e Impertinente: a me in testa non èsta pòprio niente
gk: vedo che anche tu con la poesia...
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žymės: maternità, maternità isterica, poesia, teatro
sekmadienis, sausio 15, 2012
Poesia
Oggi ho provato l'esperienza mistica di andare a teatro con la febbre e con un sacchettino nella borsa, che non si sa mai mi venisse un conato.
Doppio sacchettino, anzi, perché se vomiti vomiti, i sacchettini biodegradabili si sfondano come quelli dell'umido e i rapporti col teatro sono compromessi per sempre.
Ho portato Matematico e Impertinente a vedere Pepe e Stella del Teatro Gioco Vita e mi sono concessa il lusso di piangere quasi dall'inizio fino alla fine (tanto oggi potevo incolpare l'intossicazione alimentare da pesto genovese che mi ha appestata stanotte) mentre il molestissimo Matematico e Impertinente chiedeva ad ogni fine scena se lo spettacolo fosse finito.
Colpa mia, che in questi 4 anni non l'ho portato a vedere abbastanza spettacoli belli e che non l'ho educato all'arte. Perché quella è davvero poesia, magari a volte troppo mielosa ma mica tutti devono essere Foscolo.
Foscolo.
Prima avevo scritto Neruda.
Il fatto è che io di poesia non capisco un ca**o.
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žymės: maternità, maternità isterica, poesia, teatro
sekmadienis, gruodžio 18, 2011
La faccia come il c*lo
A gk ogni tanto arrivano dei curriculum, di persone più o meno disperate. Più, se mandano il curriculum a me che non c'è mese che non finisca sotto.
Comunque.
gk a volte manco si disturba di rispondere, perché è giusto che le persone disperate sappiano che il mondo fa schifo e la gente è maleducata.
A volte risponde, se il premestruo è lontano. Quando risponde punta su un'ironica onestà intellettuale: sottolinea l'entità del proprio lavoro, l'assenza di fondi, a volte consiglia di cambiare mestiere, a volte propone un incontro per piangersi addosso o per capire se unendo le forze è possibile arrivare a dei risultati diversi.
L'altro ieri gk ha incontrato una ragazza che grazziaddio non ha pretese artistiche (+ 10) e che dopo aver ascoltato il monologo di gk in cui gk cerca di spiegare come si sta arrabattando adesso e cosa farebbe se avesse altre 10 ore lavorative al giorno a disposizione, ha esordito con: "Dalla mia, posso garantirti una discreta faccia come il culo"
Ecco. Se gk fosse una vera datrice di lavoro questo sarebbe stato il momento in cui le diceva "Il posto è tuo".
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žymės: colloquio di lavoro, faccia come il culo, teatro
šeštadienis, gruodžio 03, 2011
Svezzamento e figli d'arte
All'illustre età di 11 mesi e 13 giorni, L'Anarchico Entusiasta è stato a teatro per la prima volta, insieme a mamma e Matematico e Impertinente.
Il Presunto Padre era appostato nel foyer, pronto ad accogliere l'infante se si fosse inacidito.
Ma L'Anarchico Entusiasta ha guardato, con gli occhi sgranati, in piedi appoggiato alle gambe di gk, ha spostato irritato la bionda testa del fratello che gli impediva la corretta visuale, ha ciucciato il suo ciuccio e seguito per un'ora la storia di un bambino alto meno di un metro che guarda il cielo.
Ha rischiato di essere travolto dal fratello, che ridendo scivolava dal ginocchio di gkmammapoltrona ma non ha fatto una piega.
Oggi gk, nel pieno della sua fase premestruale e quindi nei suoi rari giorni di emotività, ha pensato di volere più bene di ieri al L'Anarchico Entusiasta.
Che a sette mesi e 1/2 gattonava ma che non dà cenni di voler fare ciao ciao con la manina (cosa che sa fare e che ha fatto un'unica volta - dannato marpione - alla mia amica alta smilza con i ricci) né di capire come ca**o si battono le mani tra loro.
Che mentre ieri il fratello giocava con il suo amichetto stava in un angolo e osservava, nonostante sia un uomo d'azione.
Che forse un giorno farà il lavoro della mamma, che a Matematico e Impertinente pare non interessare.
Matematico e Impertinente, che a 10 minuti dalla fine ha cominciato a scalpitare dichiarando la necessità di recarsi alla toilette, una volta terminato lo spettacolo ha esitato a lungo in platea.
gk: amore, non avevi la pipì? Andiamo?
Matematico e Impertinente: dobbiamo aspettane che pottino via tutto
gk: no, amore, non serve che aspettiamo che sbaracchino la scenografia, ce ne possiamo andare lo stesso.
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žymės: maternità, maternità isterica, teatro
penktadienis, liepos 08, 2011
Pericolo
Negli ultimi tempi a gk sono successe cose strane.
Ha partecipato ad un concorso fotografico per gioco e non ha vinto assolutamente niente.
Ma è stata contattata da un'attrice che ha deciso che voleva lavorare con lei perché le piaceva il suo "universo estetico" e con cui inizierà presto a lavorare a uno dei progetti che ha in cantiere da un po'.
Ha lavorato con persone che le hanno dato importanti stimoli, ha conosciuto altre persone che hanno creduto nel suo lavoro e che in vari modi l'hanno aiutata, anche solo con parole perché le parole hanno sempre un peso.
Dal debutto di quella che resterà la Grande Fatica, le cose strane sono diventate ancora più strane.
Stamattina gk aveva un appuntamento. Si è lavata ed ha aperto l'armadio.
Nuovi. Proprio così.
L'incontro è andato bene, il capolavoro della stranitudine.
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žymės: karma, maternità, maternità isterica, nido, teatro
ketvirtadienis, balandžio 09, 2009
Quegli incontri che ti cambiano la vita
Oggi gk ha finalmente incontrato una donna che inseguiva da anni.
L'appuntamento era alle 15.45.
Alle 13.40 gk si è appisolata sul lettone abbracciata a Fidanzato Molesto, che cerca di farle apprezzare Stephen King leggendoglielo quando è troppo stanca per esprimere le sue aspre critiche.
Alle 14.40 si è alzata, si è cambiata (due volte), si è resa presentabile ed è poi uscita. Senza dvd, senza stampa, senza niente.
Alle 15.25 era lì. In portineria le hanno comunincato che c'era un ritardo di 20 minuti sugli appuntamenti, allora gk è andata alle poste, ha spedito del materiale, si è presa un gelato vegan ed è tornata.
Senza dvd, senza stampa, senza niente. Senza nemmeno un discorso pronto.
Gk e la donna in questione hanno parlato del gelato vegan, della Grande Donna che gk vuole portare in scena, dei soldi che la donna in questione si è mostrata disponibile a procurare a gk e delle pressioni che eserciterà per farla debuttare dove lei vuole.
...
Una settimana fa gk ha incontrato un'altra donna. Non le ha chiesto soldi ma solo una collaborazione. Lei le ha proposto di debuttare ad incasso in una rassegna di esordienti.
Gk, notoriamente rancorosa e vendicativa, vorrebbe ora tornare da lei e farle "gne gne gne".
Ma essendo una donna adulta che sta cercando di costruirsi una credibilità, non lo farà.
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žymės: autostima, colloquio di lavoro, gne gne gne, grandi donne, luxemburg, teatro
sekmadienis, kovo 08, 2009
La mia maternità isterica pt. 71 - A teatro - 8.03.2009
L'altro ieri, per la seconda volta, Sir Patatinow e gk sono stati insieme a teatro a vedere uno spettacolo taggato 0-3.
Durante il primo spettacolo Sir Patatinow è stato diligentemente seduto sui cuscini per nani, ha seguito attentamente lo svolgimento della narrazione nonostante abbia dimostrato a tratti maggior interesse per i vicini nani e per le luci di scena.
A metà del secondo spettacolo, Sir Patatinow si è alzato in piedi e si è voltato verso la platea
Sir Patatinow: gentili presenti, vorrei richiamare la vostra preziosa attenzione su di me. Mi chiamo Sir Patatinow, ho circa 16 mesi. Io scherzo, rido, faccio le smorfie a comando, batto le mani, faccio lazzi. Inoltre le mie capacità vocali sono molto più estese di quel buffone che state guardando. Guardate me, guardate me, io sono più interessante e poi la mia mamma è una grande regista, la più grande regista del monto.
gk: ...
ehm, Sir Patatinow, mi stai mettendo in imbarazzo...
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žymės: imbarazzo, maternità, maternità isterica, teatro
penktadienis, liepos 11, 2008
Gk e l'equilibrio dell'universo
Premessa:
Oggi mi sono messa una canotta nuova con una mucca disegnata nella mia zona latte.
A me le cose nuove portano una sfiga tremenda, ma stamattina non avevo altre canotte pulite.
Ed ero terrorizzata, avendo un appuntamento importante.
Preludio:
Una volta ogni sei mesi sono presa da sconforto per motivi sempre differenti e penso che dovrei trovarmi un lavoro di quelli che la gente considera "veri". La muratrice, tipo, o la imbianchina, o l'impiegata postale, che ne so.
Questa volta però la crisi, con un 50% di figlio a carico, è più fondata ma ciò nonostante sono orgogliosa di annunciare che non ho fatto scelte fondate sulla disperanzione ma ho riscritto il mio CV e mi sono inventata un nuovo profilo professionale in cui non parto da zero.
Quindi ho spedito dei curriculum non ad cazzum come faccio solitamente durante le crisi professionali.
Il risultato è stata questa telefonata:
proponente: salve gk, abbiamo ricevuto il suo CV, sarebbe interessata ad un colloquio di lavoro?
gk: boh, sì, per cosa?
proponente: ha esperienza nel visual merchandising? L'ha mai fatto?
gk, inculenta a causa del caldo e della noia: quello che so e che non so fare è scritto sul mio curriculum, se l'ha letto, e comunque no, non ho la minima idea di cosa si tratti.
proponente: si tratta di allestire delle vetrine.
gk tace per una attimo e pensa con violenza: la vetrinista? visual merchandising vuol dire fare la vetrinista? ma parla come straca**o mangi!
proponente: di cosa si occupa attualmente?
gk, che non farebbe mai la vetrinista perché è quasi meno lavoro di fare la regista: di mio figio, faccio la mamma.
proponente: ah.
momento di imbarazzo
proponente: beh, la ricontatteremo, salve.
Dicevo che avevo spedito dei CV. Questa volta con criterio, questa volta ho davvero voglia di fare un lavoro da persona normale almeno mezza giornata da settembre in avanti e non essendo una delle mie solite scelte radicali e infantili, potrebbe avere futuro.
Atto unico
Beh, SEMPRE quando decido di dedicarmi ad altro nella vita, succedono cose.
Oggi è successo che l'appuntamento è andato bene e che a settembre avrò una convenzione con la Coop Adriatica per un corso di yoga e teatroe che ho ricevuto una mail che mi diceva che siamo passate alla semifinale di Premio Scenario Infanzia, che è una gran bella cosa.
E poi è successo che mi hanno proposto altre cose interessanti che non menziono per scaramanzia.
E insomma.
E insomma chiamo le mie colleghe, chiamo fidanzato molesto, mio fratello e mia madre.
E mia madre mi dice che questa sera avrebbero avuto il preliminare per la vendita della casa del nonno ma che, dopo 7 mesi di tira e molla, oggi pomeriggio il possibile acquirente si è tirato indietro.
E questo è il karma che regola l'universo. Anche se a dire il vero io conto sempre di vincere al lotto e comprarla, quella casa.
Conclusione
Quindi, cari nonni defunti, siete pregati di apparirmi in sogno, darmi dei numeri chiari e suggerirmi anche la ruota su cui giocarli, se proprio non voelte che quella casa vada venduta ad estranei.
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pirmadienis, sausio 21, 2008
Una cordiale pacca sulla spalla
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žymės: orgoglio, pacca sulla spalla, teatro
trečiadienis, rugsėjo 12, 2007
I can flyyyyy
Sarà anche suggesionata da Heroes, ma vi assicuro che oggi ho volato.
Non per molto, un metro e mezzo, due al massimo, ma devo dire che il mio tono muscolare e gli esercizi di acrobatica che credevo di aver rimosso ma che evidentemente il corpo - molto più intelligentemente del cervello - ha immagazzinato, mi sono stati utili.
Se non l'avessi ammesso, nessuno avrebbe detto che ero inciampata per errore. Sono atterrata elegantemente sul fianco, allungando il gomito sotto la testa e creando anche un piacevole effetto a stella cometa.
E Mr Feto ancora si muove.
Non mi resta da dire che fare un corso di teatro con me vi può salvare la vita.
Quindi visitate numerosi il mio sito.
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žymės: culo, gravidanza, gravidanza isterica, heroes, orgoglio, teatro, usato come nuovo, volare
trečiadienis, liepos 04, 2007
Le conferme di gk, l'artista
"Perché le scrittrici importanti hanno un cognome solo, salvo Ivy Compton-Burnett, e alcune addirittura neppure il cognome, come Colette, e un'APS [autore a proprie spese-ovvero quelli che pagano per pubblicare le proprie opere NDGK] si chiama Odolinda Mezzofanti Sassabetti?
Perché uno scrittore vero scrive per amore della sua opera, e non gli importa di essere conosciuto con uno pseudonimo, vedi Nerval, mentre un APS vuole essere riconosciuto dai vicini, dagli abitanti del quartiere, e di quello dove ha abitato prima".
Umberto Eco, Il Pendolo di Focault
Nel sentire la voce di Eco nelle parole che ho riportato - ma chissà, forse compio un bieco errore semiologico -, mi sento lusingata e fiera di anteporre sempre Ursa Maior al mio nome.
Mi sento un'artista. Mi passa in giornata, non c'è pericolo che l'euforia duri (mi sento ancora più artista).
Ma soprattutto trovo una conferma ai giudizi che do delle persone. Una conferma autorevole. Di solito mi autoconfermo (idem).
E via che ci sono:
"Il riconoscimento degli altri è fondamentale per andare avanti, ma non sempre. Nella scienza, come nell'arte credo, il proprio lavoro è di per sé un premio. Che aiuta a continuare... a rimanere dentro il proprio sogno..."
Marie Sklodowska Curie in
Simona Cerrato e Luisa Crismani, Il Fuoco del Radio. Dialoghi con Madame Curie
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žymės: orgoglio, saggezza, teatro, umberto eco
antradienis, kovo 06, 2007
uno spettacolo di merda - le sviste del karma
Ieri ho visto uno spettacolo per bambini di 5 anni sull'Olocausto, che già di per sé mi sembra una bizzarria.
Lo spettacolo parlava di una bambola bruna e una bambola bionda. La seconda si trasforma rapidamente in una specie di Hitler (con imbarazzanti citazioni de "Il Grande Dittatore") e rinchiude in una cantina la bambola bruna, perché troppo poco invitante per i clienti.
Ma dalla cantina giunge il puzzo della bambola bruna, allora la bambola bionda entra in scena con un groviglio di tubi e dice una cosa del tipo: "Adesso dico ai giocattoli della cantina di farsi una doccia e invece dal tubo esce gas".
Un bambino dal pubblico grida: "Ma è vero?"
Del resto se ci si pensa la cosa va così oltre ogni raccapricciante fantasia che o si spiega ad un bambino che è accaduto realmente - e allora lui rielaborerà quello che ha visto come una critica al nazismo - o non gli si dice nulla, e allora tornerà a casa e dirà alla mamma di aver visto uno spettacolo che raccontava una storia assurda.
E quando sarà abbastanza grande per collegare la bandiera con la svastica che delicatamente è stata messa in scena ad un'ideologia, lo spettacolo l'avrà già rimosso del tutto.
Risultato: lo spettacolo è inutile.
(Dal mio punto di vista. Un altro spettatore qualificato uscendo ha invece dichiarato: "Andrebbero messi in galera per 20 anni per il male che fanno ai bambini".)
E squallido. E fatto male, brutto da ogni punto di vista.
Brutta la scenografia raffazzonata, brutti gli oggetti di scena, brutti i costumi, brutto vedere le attrici che si muovono dietro il fondale, brutta la coreografia (banale in realtà, non brutta, spero che una coreografa non ci sia stata sennò direi peste e corna pure di lei).
Insomma uno spettacolo frutto di un insieme di incopetenze, come quella di chi crede che teatro danza si faccia con 2 ballerine che non sanno parlare in modo ascoltabile.
E questa merda, perché le cose vanno chiamate col loro nome, non l'ho vista in un teatrino parrocchiale, ma al Teatro Testoni di Bologna, all'interno di un'importante rassegna.
E la ragione della mia profonda rabbia è che questi incapaci lavorano solo perché in Italia solo i gruppi finanziati dal Ministero (e non procedo oltre parlando di criteri di assegnazione di questi finanziamenti) hanno l'opportunità di esibirsi per la mafiosa logica dello scambio.
Di per sé la logica potrebbe funzionare, se almeno i teatri si prendessero la briga di visionare gli spettacoli che porteranno nella loro sede. Anche in vhs, dvd, basterebbe.
Giusto per far credere a noi pezzenti che campiamo di aria che è al qualità che fa la differenza, e che maturando artisticamente potremmo avere anche noi degli incentivi e delle soddisfazioni.
Prima o poi il Karma li punirà.
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penktadienis, vasario 09, 2007
Cos’è veramente soddisfacente
Dire alla propria direttrice artistica che la propria regista è un’incompetente che improvvisa dei golpe senza averne capacità emotive e professionali, che per essere registi ci vogliono delle competenze e una forza di carattere che lei non ha, che non è normale dare indicazioni registiche usando una terminologia da romanzetto rosa e per di più rifiutarsi di ascoltare le possibili repliche che le vengono poi fatte sullo stesso piano.
Che non si può costruire uno spettacolo sugli errori che fanno gli attori – non improvvisazioni, errori – che non è normale chiedere agli attori ad ogni scena cosa dovrà avvenire in quella successiva.
Sono incapace di ogni tipo di apoliticità, mi schiero per temperamento. E mi piace così tanto avere delle opinioni che credo che continuerò ad essere precaria a vita.
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Cos’è veramente chic
Leggere Sei Passeggiate nei boschi narrativi, di Eco, dietro le quinte di uno spettacolo per bambini.
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