Granada è una città in cui vorrei vivere. E oggi, mentre passeggiavo ansante per i vicoli ripidi di Saluzzo, ho sentito una forte affinità con quella città meravigliosa.
L’appuntamento con i miei colleghi di solito è inclusivo di 20 minuti in cui ci si va a prendere un caffè, si fuma una sigaretta, si fanno quattro chiacchiere. Quindi se a qualcuno non fuma, non ama il caffè e le parole scivolose pronunciate prima delle 11 del mattino, tanto vale andarsi a prendere un HP4 per la primogenita analogica.
Questa sì che è spocchia.
Sono partita dal famoso arco di ieri e ho seguito le indicazioni per la piazza del castello.
Che da fuori non era un gran che e in mezz’ora non era possibile visitare.
Salendo una signora con un cane si è messa nel mirino della mia Canon. Scendendo sono entrata in una chiesa dalla facciata romanica con un affresco tanto simile a quello della chiesa di S. Nicolò (TV).
Chiesa di San Giovanni. Mi sembra. Colonne rosse e rotonde, pareti affrescate, pavimento a mattonelle bianche e nere e soprattutto una scalinata all’ingresso , grande, con due corrimani in marmo, che permettono di vedere tutto dall’alto, all’ingresso.
Una di quelle immagine che rimangono scalfite nella retina.
Un centro storico che sembra disabitato, con case per lo più fatiscenti e tante piccole chiese agli incroci di queste stradette selciate.
Inizio a scendere, che suona la sveglia che mi scadenza i minuti per tornare indietro, e mi infilo in una stradina chiusa da un lato da delle case e dall’altro da un alto muro di mattoni da cui spuntano le cime degli alberi, nella nebbia.
E mi sembra quasi di non essere dove non vorrei. Mi sento come se fossi a Granada. Forse perché è una città in salita (e del resto ho una passione per qualsiasi cosa sia in salita), forse perché quando hai fretta metti più intensità anche nello sguardo, forse perché sembra che l’ultima casa confini con il nulla, abitato da animali mitologici. Pur essendo un centro civile.
In cui non sanno cosa sia un internet point.
penktadienis, vasario 02, 2007
Saluzzo come Granada
Pranešimą parašė
gk
ties
10:12 priešpiet
0
komentarai (-ų)
žymės: granada, parole scivolose, posti in cui vivere, saluzzo, tournée
ketvirtadienis, vasario 01, 2007
Cos’è un internet point?
Saluzzo è una cittadina in provincia di Cuneo, nota per le Brigate Rosse, o per i soggiorni estivi di Napoleone. O Garibaldi. Insomma, una cittadina dimenticata da Dio e dagli italiani.
Alle 17 di un lunedì di gennaio, le bellezze architettoniche passano in secondo piano rispetto all’esigenza principale: l’internet point.
Esco da questo albergo lindo, rifinito e sicuramente poco costoso (che sennò col ca**o che i miei datori di lavoro mi portavano lì). Adocchio un crocchio di ragazzini. Mi avvicino: “Mi sapete indicare un internet point?”.
Incroci di sguardi perplessi. La più coraggiosa: “Cos’è un interet point?”
Cercando di mascherare la spocchia: “Avete presente quei posti con tanti computer, tutti connessi a internet…”
“Ah, la biblioteca!”
…
Seguono indicazioni. “Passi sotto l’arco, ci sono tre scale, prenda quella a sinistra, vada avanti… blablabla”.
Possibile che sembri così vecchia anche senza trucco e con un importante sfogo d’acne in faccia?
Passo l’arco. Non c’è nessuna scala. Prendo la via di mezzo, ché nelle fiabe è sempre quella giusta.
Trovo un supermercato. Compro il necessaire e chiedo alla cassiera se mi sa indicare un internet point.
Mi guarda come se le avessi chiesto dove si trova la camera mortuaria.
Fuori dal supermercato fermo un giovine. Un giovine indie, con gli occhiali, il primo che vedo che potrebbe vivere senza essere additato in una città diversa da Saluzzo.
“Mi sai indicare un internet point? C’è un internet point a Saluzzo?”
“Sì, vai avanti, giri a sx, poi a dx, poi vai dritta e passi il Bar Dublino. Il posto si chiama Internet Cafè “
Ca**o, manco la fantasia di chiamare un internet point con un nome diverso? Poi capisco. Capisco dopo aver vagato per tre quarti d’ora avanti e indietro per la via principale (senza trovare il punto di riferimento Bar Dublino): da fuori i computer non si vedono, per questo ha un nome così evidente.
È un posto bellissimo, e non perché l’ho cercato a lungo, ma perché è proprio indie e il pc ha firefox ed è un portatile molto migliore del mio.
E al tavolo chic vicino al mio, una ragazza spagnola, bellissima, mora e perfetta, chiacchiera con due ragazzi di Saluzzo, carini ma non sufficientemente all’altezza. Anche a Saluzzo, c’è un angolo international.
Pranešimą parašė
gk
ties
10:10 priešpiet
0
komentarai (-ų)
žymės: internet point, saluzzo, tournée
