Lo spettacolo che ho portato ad Edimburgo non è andato come volevo.
Non so come avrei reagito dieci anni fa.
A parte un giustificabile, legittimo desiderio di uccidere le persone che hanno rovinato qualcosa a cui ho lavorato per mesi, non ho provato che un leggero dispiacere.
Nessuna crisi professionale, nemmeno un sottile dubbio sulla qualità del mio operato (casomai sulla capacità di scegliere i collaboratori, quello sì).
Non so come avrei reagito dieci anni fa perché finché lavoravo da sola andava tutto bene, ovviamente.
Comunque: nessun dubbio.
I trent'anni - passati - mi hanno portato un senso di onnipotenza. Ho la certezza di poter imparare tutto quello che avrò voglia di imparare e sono piuttosto consapevole dei miei limiti.
Penso di aver già scritto tempo fa un qualcosa riguardo la sensazione di non dover cercare di essere diversa da quello che sono, perché non è che una perdita di tempo ed energie. Qualche giorno fa ho svogliatamente inviato un cv per un lavoro part-time, solo perché mi era stato indicato da un'amica e mi pareva brutto non farlo.
Ho un solo cv e ho deciso che non vale la pena adattarlo a seconda dei ruoli per cui mi applico (non che poi lo invii spesso). Tanto io sono poi quella, è piuttosto inutile far finta di essere qualcos'altro. Che poi perché dovrei? Sono onnipotente.
Sono stata il mio lavoro per decenni e negli ultimi tempi ho assistito ad uno scollamento di quello che sono da quello che pensavo di essere e credo sia rassicurante e salutare.
Non ho nemmeno avuto bisogno di andare in India a ritrovare me stessa. Wow.
Qualche giorno fa ho fatto una lunga chiacchierata con un uomo che 3 anni fa, in un periodo in cui la sua carriera andava alla grande ed era in una relazione stabile con una ragazza bellissima e brillante, ha mollato tutto perché non era felice.
Ed io francamente non capivo, perché il suo lavoro era fantastico e la sua ragazza meravigliosa (non a caso una mia amica, che forse ancora non sa di essere onnipotente perché è un po' più giovane di me) e ho sempre pensato che fare quello che è la tua passione a tempo pieno sia una grande fortuna, un privilegio.
Non è questione di avere quello che si desidera e scoprire che non lo si vuole più, il problema è che qualsiasi cosa si faccia per 8 ore al giorno diventa niente più e niente meno che un lavoro. E il lavoro, diciamolo, è una cosa brutta. E distaccarsi dal proprio lavoro e rivendicare un essere altro, è sano e mette tutto in una prospettiva più corretta.
Il vantaggio di un precario, rispetto a chi ha un posto fisso, è di non considerare il lavoro imprescindibile dalla propria vita. Del resto, se non stai lavorando, qualcosa sei comunque e sta a te decidere cosa.
Dire che sono una regista per me è come per un homo sapiens sapiens dire di essere un pensatore. Nel senso che è quello che sei, anche se poi spesso gli uomini sapiens sapiens non usano il proprio cervello. Questo non fa di me un'idiota - ma lo fa di molti uomini sapiens sapiens, anche nell'esemplare femmina, che ho incontrato - perché non utilizzare quello che sono spesso non dipende da me. Tergiverso.
Lo scollamento del lavoro dall'essere ha provocato, nel fiore dei miei onnipotenti trent'anni, la voglia di fare cose che mi dessero piacere. Sto studiando il francese (di nuovo, sì) e l'ukulele.
Mi hanno chiesto perché. Come se ci fosse bisogno di una ragione razionale per giustificare il tempo dedicato ad una cosa che ti fa stare bene.
La cosa ridicola è che è come se queste cose, la musica in particolare, fossero sempre state lì, e che finalmente abbiano avuto lo spazio per uscire.
Direi che è una parafrasi per sbocciare. I trent'anni sono una cosa meravigliosa, vorrei averli avuti anche dieci anni fa e vorrei averli per altri vent'anni.
pirmadienis, vasario 09, 2015
L'onnipotenza dei miei trent'anni
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penktadienis, vasario 25, 2011
Novità e superstizione
Gk non ha paura dei gatti neri che le attraversano la strada.
Non ha paura di rompere uno specchio.
Ma teme il potere negativo delle cose nuove.
Applica con metodo il – x - = +, e non indossa mai capi nuovi singolarmente. Questione di esperienza.
Ieri, dopo due giorni passati a zoppicare con un dolore terribile alla pianta del piede, ha deciso di provare le sue nuove ciabatte ergonomiche (che pubblicizzo perché le ha brevettate il marito della mia zia preferita).
Ad un occhio inesperto le ciabatte, essendo due, potrebbero sembrare innocue. Invece no. Le ciabatte, come le scarpe, vanno indossate insieme ad un altro oggetto doppio, tipo orecchini nuovi o, per essere più modesti, un paio di calzini.
Ieri gk ha quindi indossato le sue ciabatte nuove (e il mal di piedi subito è passato) insieme a un paio di scaldamuscoli nuovi che l’hanno fatta sudare come un pinguino all’equatore.
Ciononostante, ieri mattina gk ha ricevuto una delle più brutte notizie che non la riguardano di sempre e sta cercando di capire quale sia il lato positivo guardandola da tutte le possibili angolature.
Ieri sera Fidanzato Molesto è andato ad una cena di lavoro, o meglio una cena sociale in cui si parlava di lavoro.
Gk, piena di belle speranze, alle 22 si è ritirata in camera in compagnia de L’Anarchico addormentato, chiedendosi se la vita da mamma single non sarebbe più riposante.
Certo che lo sarebbe, avendo due figlie femmine non appartenenti alla stirpe dei Maschi Molesti.
L’Anarchico, per solidarietà nei confronti del padre assente, si è svegliato e si è rigirato sulla spalla di gk per un’ora.
All’una gk ha iniziato a sentire dei rumori molesti e le è tornata alla mente l’ultima sera da fumatore del Fidanzato Molesto, quando tornò a casa sbronzo e vomitò ripetutamente e rumorosamente.
Quando però Fidanzato Molesto è entrato in camera sobrio e tranquillo
gk ha realizzato che i rumori che sentiva avevano un’altra origine e si è chiesta se una famiglia di procioni non fosse per caso entrata nel solaio mentre i muratori vi lavoravano nel pomeriggio.
Ma a quel punto i rumori erano l’ultimo dei problemi.
Con gli occhi sbarrati nel buio, gk ha visto come in un film il suo futuro:
gk: amore, non ti fai una doccia?
Fidanzato Molesto: mica devo uscire
gk: ma non ti lavi da due settimane, abbiamo già una causa aperta con la cassiera svenuta la settimana scorsa dopo che le hai alitato in faccia
Fidanzato Molesto: domani, mi lavo domani
gk: puoi fare una lavatrice per favore? Sta strabordando la cesta della biancheria
Fidanzato Molesto: com’è possibile? Non mi cambio le mutande da un mese
gk: non sei l’unico maschio della casa, ricordi?
Fidanzato Molesto: beh, comunque non posso, sto lavorando
gk: anch’io
Stamattina Fidanzato Molesto, con una mano sul naso che gk ha rischiato di rompergli con una testata mentre si sistemava i capelli allattando (incredibile come lavora l’inconscio), ha riaffrontato l’argomento
Fidanzato Molesto: mi offrirebbero un indeterminato, due conferenze spesate all’anno, una all’estero e una in Italia, l’assicurazione medica…
gk: anche l’assicurazione sulla vita?
Fidanzato Molesto: no, perché?
gk: ti ucciderei a coltellate dopo 10 giorni
Oggi gk, rivista l’efficacia delle sue pratiche scaramantiche, indosserà le sue nuove Puma comprate in offerta. Con dei vecchi calzini.
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žymės: fidanzato molesto, lavoro, morti sul lavoro, scaramanzia, superstizione
penktadienis, rugsėjo 10, 2010
Figli: questo specchio sulla coppia
gk (vedendo la telefonata in arrivo di una persona sgradita): ma quando la smetterà di rompermi i cog*ioni?
nonna: chi è?
Matematico e Impertinente: papà
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žymės: arrrrrrrrr, coppia, lavoro, maternità isterica
antradienis, rugsėjo 08, 2009
Interessi in comune
Penso che sia naturale - per gk è naturale - chiedersi come sarebbe la vita con un compagno che condivide con te interessi e passioni, che nel caso di gk convergono immancabilmente nel lavoro.
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žymės: fidanzato molesto, lavoro, morti sul lavoro
ketvirtadienis, balandžio 30, 2009
La peggiore donna delle pulizie della storia delle donne delle pulizie
Dopo aver scoperto che anche Rosa Luxemburg aveva una domestica, gk si sente il cuore più leggero a pagare una persona che faccia quello che lei non ha tempo di fare (n.b.: non "non sa fare", ma "non ha tempo di": gk è, in fondo in fondo, una di quelle italiane che spostano il frigorifero e la lavatrice ogni volta che spazzano per terra).
Ieri gk ha avuto in prova la peggiore donna delle pulizie di tutti i tempi: in due ore ha spolverato, riordinato le cose in modo maniacale in ordine d'altezza*, rifatto i letti ruotando di 90° i copriletti e pulito il lavabo.
Non ha nemmeno passato l'aspirapolvere.
Pure il Fidanzato Molesto è meglio.
Questo episodio ha portato gk a riflettere sulle persone e sulle loro attitudini al lavoro. Spesso e volentieri gk si accorge di essere circondata da gente che non ha la minima idea di cosa voglia dire lavorare, fare dei sacrifici e portare a termine in modo soddisfacente una qualsivoglia consegna.
E solitamente questa gente, quando si trova di fronte delle persone efficienti (v. Culosodo, il fidanzato di Amica Fotografa) s'incazza.
* gk è entrata soltanto un attimo in camera per disfare il letto e buttare tutto in lavatrice approfittando di un attimo di sole e l'ha trovata sul letto a misurare uno sull'altro le dimensioni dei libri.
Avrebbe potuto dirle: "Ma che ca**o fai?" ma poiché detiene il primato dell'odio della comunità filippina ha pensato che sarebbe stato stupido attirare su di sé anche le ire funeste della comuntià rumena.
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