Rodomi pranešimai su žymėmis emigrati. Rodyti visus pranešimus
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penktadienis, rugpjūčio 24, 2012

Il monaco si distingue dall'abito


Stamattina gk è andata a comprare il secondo round di vernici per rendere l’anonimo appartamento in cui è costretta a vivere un posto almeno carino.

Ci è andata da sola, mentre Fidanzato Molesto e i suoi degni figli, insieme allo Zio Pazzerellow, facevano una lunga passeggiata lamentandosi (i due maschi più piccoli) presumibilmente per qualsiasi cosa, urlando, battendo i piedi e non camminando per 50 metri di fila nemmeno a pagarli. Come è da una settimana a questa parte.

Ma dicevamo: gk si è recata da sola a quello che qui è Leroy Merlin, con la differenza che non vende tessuti, che al momento (tessuti oscuranti) sono un bene di prima necessità vista la mancanza di tapparelle.
gk ha spiegato al commesso, che a sua discolpa non sembrava per niente un tipo sveglio, che con il colore comprato prima era rimasto un buco bianco nel muro e che aveva bisogno di un altro mezzo litro di vernice.
Il tipo poco sveglio le dice che per quel colore è finita la base. Iniziamo bene.

gk allora chiede altri colori per le altre stanze e il tipo poco sveglio inizia a farle dei barattolini da ½ litro l’uno dicendole che più grandi non ne ha.

Perplessità. 

gk chiede come mai il giorno prima egli le ha venduto i barattoli grandi e lui risponde che era una vernice diversa, quella più comune. gk si accorge che il cretino le ha confezionato un bel rosa da legno e metallo e si chiede com’egli abbia intuito dal suo silenzio che lei volesse dipingere del vetro o del metallo (perché capirsi male può succedere, ma capire male dal niente è pensare che se nitrisce è una zebra).
Le viene quindi il dubbio e gli chiede se per caso il colore mancante è disponibile nella versione di colore da muro.

“Definitly”

E allora tu definitly sei un cretino.
Ma vabbè.

gk si reca alla cassa con due barattoli da muro e quattro barattolini da legno e metallo con cui farà delle belle rifiniture e una cucina laccata. Infila nel carrello anche una cassetta degli attrezzi e un cestino per la monnezza.

Alla cassa il suo bancomat/carta di credito viene rifiutata. A gk viene il dubbio di aver esaurito il credito della carta, dato che qui non funziona il circuito bancomat. Chiede al ragazzo della cassa di togliere delle cose dal carrello (sarebbero forse bastati il cestino e la cassetta degli attrezzi). Arriva un’altra commessa, che sostiene che il problema non è della carta ma del circuito del negozio. gk ripete che forse ha raggiunto il massimo della carta e che non c’è problema, lascerà giù qualcosa.

Ma no. Porcaccia la $%&%^^*°°§£$”! Loro mi vogliono far comprare tutto, fino all’ultimo fottuto cacciavite.

La cassiera mi trasferisce il carrello alla sua cassa e prova ad usare la carta con un barattolo da mezzo litro, che ovviamente passa.

Grazie al ca**o, son 2£.

Quando prova a passare il resto del carrello, la carta viene rifiutata di nuovo.
“Non c’è problema, lascio giù qualcosa”, ripete gk.
No, questo mai! Le propongono di fare una debit card. Se pago entro una settimana non c’è costo aggiuntivo.

Facendo male i conti (per un altro mese siamo senza stipendio) gk accetta.
Le fanno perdere mezz’ora per poi dirle che in effetti non si può fare, perché gk non è residente da più di un anno in GB. Meglio così.

gk sta bestemmiando come solo i veneti e i toscani sanno fare.

Bene. Quindi?
Quindi provano a passare di nuovo la mia carta, perché NON ACCETTANO che io possa aver esaurito la mia disponibilità. E me la bloccano.

gk sta bestemmiando come solo i veneti e i toscani sanno fare.

A questo punto (badiamo: è passata più di un’ora e mezzo per un’operazione di mezz’ora) gk viene spedita alla banca di fronte a prelevare. Cosa che ovviamente non è possibile, come gk immaginava: la carta è bloccata del tutto.
gk torna al negozio e ringrazia i commessi per averle bloccato la carta. Le ripropongono di fare la debit card.
Ok, questo è razzista ma lo scrivo comunque: i commessi sono commessi in tutto il mondo.
gk finalmente riesce a lasciare giù la roba, tutta a parte il barattolo con cui vuole coprire il buco bianco nel muro blu. E quel ½ litro di rosa glitter che il cretino le ha confezionato e la cassieraha usato come test per la carta.
A questo punto sorge il dramma: “Come facciamo con le vernici che non acquisti? Non le possiamo rivendere perché sono mixed colours”. Gk paziente lascia il suo numero e dice che tornerà a prenderle.

Ecco. Quello che invece vorrebbe fare è cambiare numero e andare a comprare le vernici da un’altra parte.

Stranieri


Finalmente gk e Fidanzato Molesto vivono una vita non al di sopra delle proprie possibilità (parzialmente vero: non siamo ancora certi che lo stipendio unico che entrerà a fine settembre basti anche per lo yoga e la piscina e almeno lo yoga è un bene primario).
Un quartiere popolare, una casa provvisoria e costantemente sporca per quanto la si pulisca, un aeroporto dietro casa e un prato condominiale in cui sono vietati i giochi con la palla (??)
La ditta di pulizie che avrebbe dovuto pulire in modo professionale la casa, ricevute via mail le foto scattate al filtro del lavabo e dietro la lavatrice, ha riferito che lei era stata pagata soltanto per pulire le superfici.

Quindi un grazie di cuore anche alla padrona di casa, che, per quanto disponibile, non è sensibile all’igiene: quando vede le condizioni della casa al nostro arrivo, sostiene che per lei va bene così, che se quando lasceremo la casa sarà in queste condizioni, per lei non ci sarà problema.

Le superfici comunque erano sporche. La megera dice che la moquette non si può pulire perché è vecchia, quando Fidanzato Molesto fa notare di aver fatto sparire le macchie con una spugnetta bagnata non risponde, quando la minaccia di fare un sito web solo per parlare della sua carenza di professionalità sbatte giù il telefono.

La ditta del trasloco ci ha scritto ieri che non ritirerà le nostre cose oggi ma lunedì, o forse martedì.
Noi rispondiamo che se si prenderanno una multa per mancanza di permesso di sosta saranno ca**i loro, dato che non c’è più il tempo necessario per fare richiesta di occupazione si suolo pubblico in comune.
James risponde che non è cambiato niente dall’accordo iniziale e non capisce il nostro stupore.
Gli rispondiamo che quando scriveva che il trasloco sarebbe stato effettuato tra il 24 e il 27, per noi era ovvio che il 27 fosse il giorno di arrivo. Infatti gli abbiamo inviato almeno 5 mail chiedendo a che ora sarebbe arrivato il camion il 27 a Londra. Lui ha sempre glissato.
Gli chiediamo quando prevede che sarà effettuata questa ca**o di consegna e lui risponde che ci vogliono “Dai 7 ai 14 giorni”.
Bene, da casa è appena partita la nostra SpecialBabysitter che con il suo fidanzato ci aiuta a ricongiungere la parte felina della famiglia a quella non felina.
Se l’avessi saputo prima, mannaggia a £$&%*, le avrei chiesto di portarmi anche un asciugamano in più, delle lenzuola, magari delle magliette. E L’ASPIRAPOLVERE, che ad oggi mi manca più dei gatti.
Ma no. Se questa è civiltà, preferisco essere italiana.

penktadienis, rugpjūčio 17, 2012

Profumo di vuoto


Svuotata, casa nostra odorava ancora di vernice fresca.
Non abbiamo lasciato molto: nessuna prospettiva concreta, poche relazioni nel territorio.
Il nido, quello sì che aveva valore. La scuola materna meno. E una casa a misura di gk. E gli amici, che per lontani che fossero in due ore si era lì senza check in.
Qui abbiamo trovato una casa su cui ogni 30 secondi passano aerei lunghi come il mio braccio, pulita con trascuratezza (direi negligenza), anonima, rifinita con il peggiore dei gusti possibili (il caminetto finto, una parete di legno, il parquet di plastica), in un quartiere piccolo in cui è evidente che la gente mormora.
Iniziamo la nostra nuova vita venerdì 17, ad un anno e 9 mesi dall’ingresso in casa nostra. A Londra c’è il sole.
Alle 19.20 scopriamo che per accendere i fornelli ci vogliono i fiammiferi, e che non ne hanno lasciato neanche uno (ma peli sì, in abbondanza, forse sfregandoli tra di loro..).
A gk Londra piace meno ad ogni minuto. Se avessi voluto andare a vivere in una casa piccola e sporca, sarei andata a Parigi. Almeno fuori dalla porta ci sarebbe stata Parigi.
Del resto gk si sta per sposare con un uomo che sostiene che solo a Londra ci sia lavoro, quindi può solo andare peggio.