Rodomi pranešimai su žymėmis felicità è mangiare un panino con dentro un bambino. Rodyti visus pranešimus
Rodomi pranešimai su žymėmis felicità è mangiare un panino con dentro un bambino. Rodyti visus pranešimus

ketvirtadienis, gegužės 14, 2015

Essere adatti

Oggi ho raccontato a mia suocera la vita di un uomo meraviglioso che ho conosciuto.
La sua risposta è stata: "Ma questo è un disadattato".


E questo bisogno di essere adatti - adatti a che cosa poi? Siamo tutti adatti a diventare cibo per vermi - segna l'incolmabile distanza tra me e lei. 

Io penso di essere meno adatta ma più felice. 



ps - questo post non ha nulla a che vedere col rancore che serbo perché lei continua ad asfaltarmi al giuoco delle carte

antradienis, sausio 24, 2012

Incroci e primi passi

Chissà se essere felici è come stare bene, che finché non ci si ammala non ci si rende conto di quanto è piacevole avere un naso che non gocciola.

Lo scorso martedì gk è tornata a fare yoga, spinta da un buono regalato dalla TataSana [sempre rimpianta babysitter di Matematico e Impertinente] nell'ottobre del 2010.

Ogni cosa a suo tempo.

E gk, a cui compiere 23 anni per la nona volta ha portato brutti pensieri sulla morte che la menopausa ci fa un baffo, si è resa conto di essere più che in altri momenti ad un bivio: cercare di recuperare un corpo trascurato e portarlo agli splendori del primo 23° compleanno o lasciarsi andare e rinunciare per sempre a toccarsi le punte dei piedi.

Domani mi compro un abbonamento bisettimanale a yoga nella palestra sotto casa.

Non vorrei sembrare come una di quelle persone che ad un punto cruciale della propria vita iniziano a credere in dio, ma ammetto di aver preso in considerazione, nelle ultime due settimane, l'ipotesi di essere felice.

Ho un Matematico e Impertinente di 4 anni che non solo legge ma INTERPRETA, ho un L'Anarchico Entusiasta che oggi ha mosso i primi consapevoli passi, per poi fare 20 minuti di finte ridendo in faccia ai suoi entusiasti genitori, sapendo benissimo cosa ci aspettavamo da lui e pigliandoci allegramente per il culo gattonando avanti e indietro per la stanza fingendo di volersi alzare.

Ho un Fidanzato Molesto che non vede i calzini in terra finché non ci inciampa, che ha un forte handicap che gli impedisce di alzare il coperchio della cesta del bucato e che condisce tutto con sughi pronti non riscaldati ma che in fondo sospetto fedele da 8 anni.

Oggi, mentre cercavo di filmare contemporaneamente le prodezze dei due Piccoli Molesti, pensavo che probabilmente questo è il periodo più bello della mia vita. Del resto è l'anno dell'Apocalisse.

Bene. L'ho detto. Adesso cosa succederà?

šeštadienis, kovo 27, 2010

20 giorni

In questi ultimi giorni ho imparato molte cose:
cosa numero uno - organizzare degli eventi in un contesto rinomato (segue) è un'arma a doppio taglio:
doppio taglio numero uno - troppi eventi contemporanei per avere un eco nei media
doppio taglio numero due - è duplicata l'esposizione alle teste di ca**o
doppio taglio numero tre/promemoria - meglio verificare sempre l'oscurabilità di una sala. Il termine oscurabile pare avere diverse interpretazioni

cosa numero due - posso sempre contare su un pubblico di 8 amici, una babysitter minacciata di essere licenziata e il suo fidanzato

cosa numero tre - pagare le persone inaffidabili non le rende affidabili, è quindi preferibile sbarazzarsene e pagarle dunque per il disturbo di non farsi vedere mai più

cosa numero quattro - era qualcosa di brillante che adesso non mi ricordo. Sono stanca.

cosa numero cinque - segue

nonna: hai un problema con tuo figlio
gk: in che senso? che problema?
nonna: quando sei in casa vuole stare con te
gk: sì, ma quando non ci sono non si lamenta e si adatta a chi c'è. Quindi il problema è?


Risposta: gelosia

cosa numero sei - gli scienziati sono sempre entusiasmati da uno spettacolo su una scienziata. Anche se a metà spettacolo dieci coltelli cadono rovinosamente a terra, un pannello si rovescia su una radio (no, non tutto nella stessa data) e la luce di una splendida giornata di primavera filtra da dei teli di tnt. Sempre. Tanto da farti proposte di cui essere veramente onorati.

A furia di far vedere ripetutamente agli amici gli stessi spettacoli, finisce che uno non si ricorda più perché sta facendo questo lavoro.
E quindi me lo chiedo: perché? Per lustrare il mio ego facendo spettacoli di nicchia in cui metto in essere la mia smisurata competenza registica? O perché non faccio sport?

Sto attraversando la depressione del pensionato. Ora che so che non posso avere un tumore alla prostata, spero non mi verrà nemmeno un embolo o un ictus.

La conclusione che mi do stasera è che lo scopo è vendere sempre (sempre è la parola chiave di questa frase) gli spettacoli laddove il pubblico è garantito. Per arrivare in questi posti bisogna perdere 5 anni di vita in 20 giorni, organizzare degli eventi nel contesto di cui sopra e aggiornare il curriculum.
Sono ad un passo dall'essere annoiata dalla vita.

pirmadienis, gegužės 04, 2009

Un dovere verso l'umanità

È un dovere di gk verso l'umanità far conoscere a tutti la fascial manipulation (sito bruttarello, ma sotto recapiti iscritti trovate quel che serve ad amarli).

Trattasi di una tecnica adottata da alcuni fisioterapisti che per via di una cospirazione mondiale non è conosciuta come l'aspirina.

La fascial manipulation fa miracoli.
E gk sarà grata per sempre al suo inventore.
Non tanto perché mentre la/il fisioterapista ti sta torturando con le nocche senti che piano piano non ti sta torturando ma ti sta massaggiando e quando toglie le mani il dolore è scomparso.

Non tanto perché esci dalla seduta con le ali.

Ma perché costa come una seduta di shiatsu con il vantaggio che dietro la fascial manipulation NON C'È NESSUNA FILOSOFIA. Solo meccanica.
Nessuno fa speculazioni sul fatto che forse il tuo mal di schiena non è dovuto al peso spropositato di tuo figlio che porti con un braccio solo su per quattro piani di scale mentre con l'altra mano porti su una borsa della spesa o la cesta delle gatte ma chissà, forse ad un episodio di rabbia repressa o alla difficoltà con cui esprimi le tue emozioni (lo dici perché non riesci a farmelo passare? Fammelo passare, poi se sento ancora la rabbia vado da uno psicologo, ma io ti pago per farmi passare il mal di schiena).
Nessuno parla di chakra (e che potrebe dirmi che non so :D?).
Nessuno parla di auree.

Una tecnica meccanica, occidentale, che fa passare i dolori muscolari.
Magnifico. Magnifico.

penktadienis, gegužės 16, 2008

La mia maternità isterica pt. 26: Mio figlio si fa le pere – 16.05.2008

Avere un figlio ed essere picchiati ogni notte da una squadra di naziskin conduce alla lunga allo stesso irreparabile deterioramento sul piano fisico e psichico.

Infatti, ad attento esame, non si rileveranno differenze tra me e l'ex di Ossadicartone, amica dall'asilo.

trečiadienis, balandžio 30, 2008

La mia maternità isterica pt. 23: Le prime pappe – 30.04.2008

Cosa si impara con le prime pappe:
- a piangere senza aprire la bocca
- a ridere a gengive strette
- a voltarsi se proprio non si riesce a trattenere il riso
- a svuotare con le mani il cucchiaino prima di inserirlo in bocca
- a riprodurre all'interno dell'alveo orale un incidente in galleria

Si impara inoltre a conoscere:
- il sapore del tavolo
- il sapore del bavaglino impermeabile

Quando Marcello capelli di Papera capirà che non arriverà mai al panino con la nutella senza passare dalla mela, forse sarà più disponibile.

trečiadienis, sausio 16, 2008

Il gatto parlante

gk: sono un po' depressa

fidanzato molesto: perché?

gk: ieri ho vuotato il portafoglio, ma vuotato davvero, l'ho messo a testa in giù e ho fatto uscire le ultime monetine.

fidanzato molesto: sei povera ma felice, come... come... come il ricco e il povero. Il povero vorrebbe essere ricco ma poi scopre che il ricco è infelice e resta povero.

gk: ehm, veramente in ogni fiaba che si rispetti il povero diventa ricco. E comunque non è mai povero povero. Al limite ha un mulino di proprietà...

fidanzato molesto: e ce l'hai...

gk:...un gallo, un asino e un gatto parlante...

fidanzato molesto: insegna a Marla a parlare.


gk: faccio prima a incollare del pelo a mio figlio.

fidanzato molesto: è un po' crudele. Comunque hai una casa, hai un figlio, e ci sono io.

gk: e chi saresti? Il gallo o l'asino?

fidanzato molesto: il mulino. Come ti faccio girare le pale io non lo fa nessuno.

Gk si chiede se sia un'allusione sessuale o una pessima battuta. Poi pensa che anche se fosse un'allusione sessuale sarebbe una pessima battuta. Inoltre si chiede a cosa corrisponda la casa se non al mulino: all'asino? Si può vivere dentro un asino? Pelle d'asino sposa un principe alla fine. Gk è confusa.

gk: Ma tu dovresti essere il principe. In tutte le fiabe il povero alla fine sposa una principessa. Per me è un po' tardi per sposare un principe.

fidanzato molesto: ma io sono anche il principe.

gk: ri-ehm, tu non sei ricco.

fidanzato molesto: il mio conto in banca diviso il tuo conto in banca fa infinito, quindi sono ricco.

penktadienis, rugpjūčio 10, 2007

La mia gravidanza isterica pt. 31: the muse – 10.08.2007

Promemoria: una suocera non dovrebbe mai essere presente durante un'ecografia.



Eccolo: iposviluppato, sano e bello.

antradienis, vasario 13, 2007

La mia bambina

Ho pensato di chiamarla Agata.

penktadienis, vasario 09, 2007

Cos’è veramente soddisfacente

Dire alla propria direttrice artistica che la propria regista è un’incompetente che improvvisa dei golpe senza averne capacità emotive e professionali, che per essere registi ci vogliono delle competenze e una forza di carattere che lei non ha, che non è normale dare indicazioni registiche usando una terminologia da romanzetto rosa e per di più rifiutarsi di ascoltare le possibili repliche che le vengono poi fatte sullo stesso piano.

Che non si può costruire uno spettacolo sugli errori che fanno gli attori – non improvvisazioni, errori – che non è normale chiedere agli attori ad ogni scena cosa dovrà avvenire in quella successiva.

Sono incapace di ogni tipo di apoliticità, mi schiero per temperamento. E mi piace così tanto avere delle opinioni che credo che continuerò ad essere precaria a vita.