Rodomi pranešimai su žymėmis sogni. Rodyti visus pranešimus
Rodomi pranešimai su žymėmis sogni. Rodyti visus pranešimus

sekmadienis, kovo 02, 2014

Di sogni e amore

gk: ti voglio più bene... più bene... di tutte le caccole che hai nel naso!
L'Anarchico Entusiasta: io più di...un gelato
gk: io ti voglio più bene che alla pizza
L'Anarchico Entusiasta: io di tutte le donne

Allora siamo a posto così.

Il nuovo gioco che abbiamo inventato si chiama "Lasciami" e sostanzialmente consiste nel minacciare apertamente i miei figli. Importante, per chi volesse provare, è il tono di voce, che deve risultare quanto più spaventoso.

Matematico e Impertinente: LASCIAMI!
gk: no, non ti lascerò mai, ti coprirò di bacini!
Matematico e Impertinente: LASCIAMI!
gk: mai! Quando sarai adolescente ti aspetterò fuori dal cancello della scuola, ti prenderò per mano e ti darò ancora tantissimi bacini!
Matematico e Impertinente: LASCIAMI!
gk: mai! Quando mi dirai "Mamma, mi trasferisco in Germania" io ti risponderò "Ho già fatto le valigie, andiamo"
L'Anarchico Entusiasta: LASCIAMI!
gk: scordatelo! Quando mi dirai "Mamma, vado a convivere" io ti risponderò "Vengo anch'io". Buahahah.
L'Anarchico Entusiasta: LASCIAMI!
gk: mai! Quando mi chiamerai per dirmi "Mamma, sono venuto a vivere a Parigi" io risponderò "Voltati, tesoro" e sarò alle tue spalle.

Ed ecco l'angolo dell'orgoglio materno, il mio preferito. Risale ad una settimana fa. L'ha scritto senza la mamma che gli fiatava sul collo, quindi qualche refuso c'è, ma lo trovo comunque eccellente.








antradienis, lapkričio 08, 2011

La casetta di legno

Da piccola avrei tanto desiderato una capanna in giardino.
Anzi: se fossi stata un maschio avrei desiderato una capanna in giardino. Essendo femmina, avrei desiderato una casetta di legno in miniatura, con tanto di soppalco e tendine alle finestre.
Ho così tanto desiderato la casetta di legno che a pensarci ora mi sembra impossibile essere riuscita ad immaginarla così nel dettaglio senza averla avuta.
Avevo fatto un accurato studio della superficie edificabile, dell'area boschiva circostante, della forza di manovalanza richiesta. Il nonno bastava.
L'estate destinata - nei lucidi progetti di gk bambina - all'edificazione della casetta è però terminata. Poi ne è passata un'altra. Poi è diventato ridicolo sognare una casetta di legno.

Dopo un paio d'anni e un viaggio a Parigi in più, gk e Fidanzato Molesto hanno ricominciato a parlare di espatrio. Non è un sogno romantico di una casetta di legno - è più l'idea di triplicare le entrate con un solo stipendio (no, non certo il mio) - ma a gk è tornato in mente quello spiazzo in cui la casetta non è mai stata costruita.

Non credo che in punto di morte rimpiangerò la casetta di legno: è stato così bello poterla sognare che averla sarebbe stata una maledizione.
Soprattutto, gk - per etica - non rimpiange quello che non dipende da lei e usare la coercizione su un pensionato ferroviere per soddisfare le sue velleità architettoniche non era nel suo stile.

Ma è solo una l'estate in cui costruire una casetta di legno ha un senso.
Ed è più o meno quella tra la scuola materna e l'inizio della prima elementare.

Sabato mattina gk è stata in posta. Il ragazzo allo sportello - non appartenente alle categorie protette - ha usato la calcolatrice per fare 0,60 x 10. Sette secondi più tardi ha riutilizzato la calcolatrice per fare 0,60 x 20.
Dopo aver contato per 10 minuti buoni i francobolli che doveva vendermi è riuscito a darmene 3 in più. Era mancino. Figurarsi se fosse stato destro.
Nelle poste italiane si entra con un concorso statale, mi risulta.

Dicevo: non ho rimpianti per la casetta di legno.
Per l'appartamento probabilmente molto più piccolo del mio e probabilmente privo di una grandissima sala con una parete color cremisi, per quella forse potrei provare del rimpianto, in punto di morte, e magari potrebbero provarlo anche Matematico e Impertinente e l'Anarchico Entusiasta, brillanti futuri plurilaureati destinati alla disoccupazione e a subire l'onta di essere scavalcati nei concorsi statali da (0,60 x10).

Come mi è stato fatto notare oggi: che il governo cada o meno, restano in piedi gli italiani che l'hanno votato.
Facciamo le valigie?

antradienis, rugpjūčio 31, 2010

L'Onirico

Penso di aver ascoltato il primo sogno di Matematico e Impertinente


gk: la mamma ti ha cambiato le lenzuola e ti ha messo la copertina, vedrai come dormirai bene

Matematico e Impertinente: io dommivo male

gk: perché avevi freddo?

Matematico e Impertinente: no

gk: perché facevi brutti sogni?

Matematico e Impertinente: ssssì. Quando la mamma è piccola è dento la pancia.

gk: che pancia?

Matematico e Impertinente: la pancia

gk: la tua?

Matematico e Impertinente: sssì.

Sottolineo che non vi sono prove che attestino che Matematico e Impertinente abbia dormito male ultimamente. Anzi.
Da una decina di giorni l'eroe dorme senza pannolino (primo tentativo domenica 22, notte asciutta) segnalati solo 2 incidenti di percorso.

sekmadienis, kovo 07, 2010

Di desideri e gatti obesi

gk ha sempre sognato una famiglia di quattro persone.

Anche nell'incoscienza del post-cesareo ha continuato a sognare due bambini quasi della stessa altezza che giocavano insieme.

Matematico e Impertinente più che un figlio è stato il risultato di un calcolo matematico.
È il figlio che gk ha sempre sognato: brillante, bellissimo e stronzo.
"Un viaggiatore ironico", ha detto gk portandolo a casa dall'ospedale.
E il Presunto Padre ha risposto "Cioè come il tuo ex? Grazie".

Questa perfezione (che poi la perfezione, soprattutto l'essere stronzo, sfinisce la procreatrice) ha rallentato un po' i tempi.
Anche se il Presunto Padre continua a ripetere che a ben guardare non che sia proprio stato tutto perfetto come gk lo vede (tipo un cesareo al posto di un parto naturale, tipo il lavoro fino al mese prima e dal mese dopo) gk è angosciata dall'idea che non possa andare perfettamente anche una seconda volta.

Ma soprattutto dall'idea di non riuscire a voler altrettanto bene ad un altro figlio. O a una figlia, che considera sempre una remotissima possibilità ma che a ben guardare potrebbe anche capitare (e lì, che dio me la mandi lesbica, che io le winx non le voglio vedere in casa).

Poi è arrivato Gandhi.
Quando siamo andati al gattile pensavamo di tornare a casa con una gatta femmina piccola e rossa.
Siamo tornati a casa con un gatto bianco e nero che pesa 7 kg.
Quando però gk l'ha visto alle prese con Nina e ha deciso di chiamarlo Gandhi, ha iniziato a volergli bene.

gk è in ritardo sul suo Spettacolo, è in ritardo su tutto, rimedia pensando che avrà una gravidanza di 8 mesi ma anche se le nascesse una femmina e del segno sbagliato, forse sarebbe in grado di volerle bene.

trečiadienis, gegužės 20, 2009

Freud

La scorsa notte gk e Fidanzato Molesto erano in un appartamento con travi a vista in alta montagna. Erano sereni e guardavano fuori da un'ampia vetrata. Un po' Fight Club, insomma.

Poi Fidanzato Molesto ha detto: "La facciamo finita e apriamo l'urna?"
gk: "Va bene"

Allora lui ha preso l'urna dalla mensola del caminetto, ha aperto la finestra e tolto il tappo.
Ed è uscita una luce bianca che ha fagocitato tutti i colori. L'appartamento fluttuava nel bianco.

Fidanzato Molesto: "E adesso cosa facciamo?"
gk: "Una doccia"

Col nulla intorno, gk e Fidanzato Molesto sono andati in bagno e hanno iniziato a farsi una doccia. Che tanto fuori non c'era più niente e nessuno, c'era solo bianco.

Poi è arrivato il Presunto Nonno, probabilmnete salvatosi grazie alla sua incrollabile Fede in Qualsiasicosachenonsiatangibile.

Allora gk e Fidanzato Molesto hanno chiuso la porta del bagno.
Finita la doccia sono usciti e Fidanzato Molesto ha aperto di nuovo il tappo dell'urna e il bianco ha cancellato anche il caminetto, il verde, la sua faccia, la stanza e l'appartamento.

trečiadienis, rugsėjo 10, 2008

Oliveto - ovvero della differenza tra sogni e realtà

Dalla strada da casa di gk e Fidanzato Molesto a casa dei Presunti Nonni parte una stradina fiancheggiata da alte conifere su cui campeggia un cartello con su scritto "Oliveto".

Oliveto.

Ho fantasticato per 5 anni e mezzo su Oliveto. Lo immaginavo come un piccolo borgo medievale con una chiesa, un panificio, un macellaio che taglia la mortadella a pezzettoni grossi, un piccolo negozio di alimentari con un grasso proprietario con i capelli unti...

Oliveto era diventato il paese in cui volevo vivere, in una grande casa di sassi a due piani in mezzo agli ulivi.

L'altro ieri ho convinto Fidanzato Molesto a fare una deviazione.

Fidanzato Molesto: mi sembra un posto al di là delle nostre risorse economiche.

gk: mannò, salendo si arriva al borgo medievale e poi è tutta campagna con dei rustici da ristrutturare.

Fidanzato Molesto: dov'è il centro?

gk: lì c'è il cimitero.

Fidanzato Molesto: andiamo avanti? Il paesaggio è bello, ma si va verso il nulla.

gk: vai avanti, Oliveto promette felicità, andiamo avanti!

Fidanzato Molesto: quella è una bella casa!

gk: mi sembra spiritata, è disabitata!

Fidanzato Molesto: quella di fronte è in costruzione.

gk: il cartello è tutto rotto, chissà da quanto hanno mollato i lavori...

Fidanzato Molesto: torniamo indietro. Guarda! Quella è bella!

gk: è la chiesa. Sconsacrata, suppongo.

Fidanzato Molesto: li vedi quei cani?

gk: quali cani?

Fidanzato Molesto: lì, sotto il portico!

gk: no.

...

...

Fidanzato Moesto: ho paura, andiamo via.