šeštadienis, sausio 02, 2016

Grazie per le monomanie

Io sono molto, molto ignorante.


Oggi ad esempio mi sono messa a leggere la pagina wikipedia su Aldo Moro e ci ho trovato un sacco di informazioni delle quali ero all'oscuro.

Aldo Moro. Mica Cesare l'imperatore. Mica i sette re di Roma.
Aldo Moro è morto un paio d'anni prima che nascessi io. 

Ho recentemente avuto modo di definire gli anni del liceo come "il medioevo della mia vita". Mica solo per i brufoli, per la comparsa della cellulite e per le mie scelte sentimentali discutibili (ma nemmeno tanto se poi non sfiguravano come invitati al mio matrimonio, ma tant'è).

Più che altro per questo brancolare nel buio senza una guida. Per il ripetere nozioni storiche imparate alle scuole elementari e arrivare a parlare marginalmente del fascismo poco prima della maturità.

Non mi avete insegnato niente. Cinque anni e uscire più ignorante di prima, più disadattata, più socialmente e civilmente inutile. 

Fortuna che c'era il partito.

Un po' di onestà intellettuale: mi avete insegnato a farmi scivolare la mer*a addosso e uscirne profumata.

Ma Aldo Moro.

Sono una monomaniaca, per fortuna. Del tutto priva di una cultura che si possa definire generale, ci sono un paio di cose in cui sono ferrata.

E adesso, leggendo (no, non leggo solo wikipedia), tutta la storia contemporanea mi sembra così stupidamente chiara e lineare, che mi chiedo se non ce l'abbiano insegnata per non farci fare una rivoluzione. 

Eravamo quelli giusti. 

E non è solo quel covo di psicopatici, passivo aggressivi, sadici, iettatori, zitelle acide e scapoli laidi (con qualche ragguardevole eccezione) in cui sono sopravvissuta per 5 anni che mi fa incazzare.

Perché non permetterei ai miei figli di arrivare a 18 anni ed essere così ignoranti. 

Se qualcuno mi viene a dire che alla mia età saltava i fossi per lungo, che non è questione di crisi ma di rimboccarsi le maniche e trovare delle occasioni, io giuro che vengo alle mani.

Non è mancata una guida al paese, non è mancata una figura forte, sono mancati i genitori, sono mancate le famiglie, sono mancati gli insegnanti, è mancata del tutto una generazione di narratori.

Peggio per noi, peggio per voi che tra poco sfonderete le vetrine perché vi toglieranno la pensione, peggio per tutti.

Buon 2016. Leggete.








pirmadienis, spalio 26, 2015

La teoria del gender spiegata a mia suocera

Qualche giorno fa l'aplomb del regno unito è stato scosso dallo scandalo di una dirigenza maschile e conservatrice in una scuola di Birmingham.

badate, non ho idea di dove sia Birmingham, per quanto mi riguarda fuori da Londra c'è qualcosa tipo Games of Thrones. 

badate, io no ho mai guardato Games of Thrones, ma da quello che ho capito parla di barbari incivilizzati.

Sotto la dirigenza di questa scuola, a quanto pare, l'educazione sessuale veniva censurata, circolavano misoginia e antisemitismo.

In quella parte di Birmingham, a causa di questa censura, le malattie sessualmente trasmissibili erano in aumento (e immagino anche le gravidanze indesiderate). Ecco, questo ha fatto scandalo. In Italia c'è la teoria del gender.

Dai, ditemi ancora che dovrei tornare in Italia.

E adesso fatemi spiegare la "teoria del gender" a mia suocera.

Cara Suocera,
sei una donna che lavora full time, una professionista, hai UN SOLO FIGLIO, paghi un'altra donna per fare in casa quello che non hai il tempo di fare tu, la gonna non la porti sul lavoro per stare più comoda, in caso la metti nei giorni di festa ma non sempre.

La tua bisnonna non ti avrebbe considerata una donna.

Per quanto riguarda tuo marito, che ti ha messa incinta UNA SOLA VOLTA, che da pensionato non frequenta nessun circolo di giocatori di carte o bocciofila che sia, che non passa i suoi pomeriggi a bere grappini con gli amici, ma che la domenica aiuta il prete a far messa, beh, vuoi che ti dica cosa penserebbe il suo bisnonno di lui?

Ecco.

Tu ti definisci una donna e suppongo tu definisca tuo marito un uomo. La tua bisnonna la pensava diversamente, i tuoi nipoti già la pensano diversamente. Ne vogliamo fare un dramma? O la vogliamo chiamare evoluzione?

Cari Saluti
gk

sekmadienis, spalio 11, 2015

Brillanti carriere in politica

Ieri al parco. L'Anarchico Entusiasta vuole giocare a calcio con il suo recalcitrante amichetto.
Continua a portarmi la palla, chiedendomi di rimetterla nella borsa, per poi tornare a prendermela, fare un tentativo per convincerlo e poi riportarmela di nuovo.

Poi l'Idea.

L'Anarchico Entusiasta: mamma, dammi la palla. Mamma, mi puoi mettere lì sopra? (una cabina elettrica alta più di lui). Amichettooooo, facciamo che io ti lancio la palla e tu la prendi? Ok? Ti va bene? - scende dalla cabina elettrica). Allora continuo a tirare e tu la prendi, ok?
...
Se vuoi quando la prendi puoi anche calciarla.

---

Qualche sera fa, Matematico e Impertinente, inizia a piangere nel suo lettino

gk: cosa c'è amore?

Matematico e Impertinente: mamma, non voglio morire quando avrò quarant'anni

gk: e perché dovresti morire a quarant'anni?

Matematico e Impertinente: perché la rainforest non ci sarà più e non ci sarà più ossigeno.

gk: non ti preoccupare, che gli uomini sono stupidi stupidi ma non così tanto, sono sicura che riusciremo a fare qualcosa

Matematico e Impertinente: ma cosaaaa? Mamma, voglio diventare Prime Minister, così poi salvo la foresta tropicale. Con il green party.

Buona fortuna.

šeštadienis, rugsėjo 26, 2015

Lascia che corrano

Matematico e Impertinente: oggi certi bambini sono andati ad Hampsted Heath per le gare di tutte le scuole di Camden

gk: cosa vuol dire? Non ho ricevuto nessuna lettera da firmare: mica ci dovevi andare, vero?

Matematico e Impertinente: no, non mi hanno dato niente

gk: ahhh, avranno mandato tipo i più veloci della classe. 
..
Lascia che corrano, amore, te ti chiamano per le gare di matematica.

Update di marzo 2017. In effetti l'hanno chiamato per le gare di matematica tra diverse scuole di Camden ed è arrivato secondo. Giusto per dire. Fate pure il Brexit, poi le gare le fate fare ai mediocri che restano.


E poi mi regalo questa, dell'11 settembre, per pigrizia ridirezionata nei social media:


L'Anarchico Entusiasta: Mamma, cosa vuol dire ritmo?"
gk: ... Diciamo una frequenza di suoni (mannaggia a te che me lo chiedi quando non sono di fronte a wikipedia)
L'Anarchico Entusiasta: Ho capito. Come un pattern
L'Anarchico Entusiasta, musicista di anni 4

E questa del 2 settembre

L'Anarchico Entusiasta, anni 4, lo stesso che l'altro ieri mi ha chiesto: "Come faccio a disegnare qualcosa che si muove per far capire che si sta muovendo", oggi mi ha detto: "Mamma, gli occhi sono degli specchi. Se non avessimo gli occhi non ci sarebbero gli specchi". Vabbè, io non sono una pedagoga o una psicologa infantile, ma ritengo sia un genio. 

Mo basta. Tanto poi il succo è sempre lo stesso.

ketvirtadienis, gegužės 14, 2015

Essere adatti

Oggi ho raccontato a mia suocera la vita di un uomo meraviglioso che ho conosciuto.
La sua risposta è stata: "Ma questo è un disadattato".


E questo bisogno di essere adatti - adatti a che cosa poi? Siamo tutti adatti a diventare cibo per vermi - segna l'incolmabile distanza tra me e lei. 

Io penso di essere meno adatta ma più felice. 



ps - questo post non ha nulla a che vedere col rancore che serbo perché lei continua ad asfaltarmi al giuoco delle carte

trečiadienis, vasario 25, 2015

Lezioni di teologia da un bambino di 4 anni

L'Anarchico Entusiasta - Jan* fa sempre delle cose sciocche! Ahahahah. Jan è il mio dio

Fidanzato Molesto - amore, Jan non esiste

L'Anarchico Entusiasta - eh, infatti è il mio dio, dio non esiste.





* L'amico immaginario di L'Anarchico Entusiasta, protagonista di mille avventure i cui diritti sono stati venduti alla fidanzata dello Zio Pazzerellow

penktadienis, vasario 20, 2015

Le maestre di Einstein

Inizierò scrivendo che una lavatrice rotta è come un frigo vuoto: conduce ad abbinamenti audaci.


Non c'entra mica niente, è solo per dire.

Una settimana fa sono stata ai colloqui con le maestre de L'Anarchico ed Entusiasta e di Matematico Impertinente. 
Sono stati brevi e ne sono come sempre uscita come una vecchia gallina in una pentola di brodo.

Poi, diciamolo, i miei figli sono degli autentici mostri, di quelli che la mattina urlano dieci minuti perché non vogliono mettersi le scarpe da soli "perché non sono capace!", i classici bambini che vanno ricattati e minacciati con "mettiti quelle scarpe o non ti faccio mai più giocare al computer" (e zac, le scarpe sono allacciate per magia), quelli che se sono stanchi ti fanno rimpiangere la tua triste vita da single in un monolocale sudicio con una finestra che dava su un cortile interno da cui non passava un filo d'aria in un'estate torrida.

Quindi finisci per chiederti: ma non è che le maestre sono personale addestrato per compiacere il genitore, facendo lei/lui credere che il proprio rampollo abbia sicuramente la caratura per poter diventare il prossimo Presidente del Mondo?

Io la mattina, mentre uno dei miei figli a caso urla davanti alla porta del bagno per un motivo a caso mentre cerco di concentrarmi sui miei bisogni primari, io me lo chiedo.

Ieri siamo stati a casa di un amichetto de L'Anarchico Entusiasta, un rosso rampollo inglese, la cui mamma tra l'altro è logopedista (giusto per sottolineare che l'amichetto è sicuramente un bambino molto seguito).

L'altra mamma - L'Anarchico Entusiasta scrive benissimo! 

gk - mah, lo spelling è un po' creativo, comunque sì, è piuttosto bravo

L'altra mamma - Al colloquio con la maestra le ho chiesto come trova la scrittura di mio figlio, mi ha detto che va tutto bene, che è nella norma. Le ho detto che avevo visto come scrive L'Anarchico Entusiasta e mi ha risposto che non devo fare paragoni con L'Anarchico perché lui è molto molto avanti.

Way above. 

Evvabbè, allora non lo dicono a tutti. Chissà cosa dicevano le maestre alla mamma di Einstein.

pirmadienis, vasario 09, 2015

L'onnipotenza dei miei trent'anni

Lo spettacolo che ho portato ad Edimburgo non è andato come volevo.
Non so come avrei reagito dieci anni fa.

A parte un giustificabile, legittimo desiderio di uccidere le persone che hanno rovinato qualcosa a cui ho lavorato per mesi, non ho provato che un leggero dispiacere.
Nessuna crisi professionale, nemmeno un sottile dubbio sulla qualità del mio operato (casomai sulla capacità di scegliere i collaboratori, quello sì).

Non so come avrei reagito dieci anni fa perché finché lavoravo da sola andava tutto bene, ovviamente.

Comunque: nessun dubbio.

I trent'anni - passati - mi hanno portato un senso di onnipotenza. Ho la certezza di poter imparare tutto quello che avrò voglia di imparare e sono piuttosto consapevole dei miei limiti.

Penso di aver già scritto tempo fa un qualcosa riguardo la sensazione di non dover cercare di essere diversa da quello che sono, perché non è che una perdita di tempo ed energie. Qualche giorno fa ho svogliatamente inviato un cv per un lavoro part-time, solo perché mi era stato indicato da un'amica e mi pareva brutto non farlo.

Ho un solo cv e ho deciso che non vale la pena adattarlo a seconda dei ruoli per cui mi applico (non che poi lo invii spesso). Tanto io sono poi quella, è piuttosto inutile far finta di essere qualcos'altro. Che poi perché dovrei? Sono onnipotente.

Sono stata il mio lavoro per decenni e negli ultimi tempi ho assistito ad uno scollamento di quello che sono da quello che pensavo di essere e credo sia rassicurante e salutare.

Non ho nemmeno avuto bisogno di andare in India a ritrovare me stessa. Wow.

Qualche giorno fa ho fatto una lunga chiacchierata con un uomo che 3 anni fa, in un periodo in cui la sua carriera andava alla grande ed era in una relazione stabile con una ragazza bellissima e brillante, ha mollato tutto perché non era felice.

Ed io francamente non capivo, perché il suo lavoro era fantastico e la sua ragazza meravigliosa (non a caso una mia amica, che forse ancora non sa di essere onnipotente perché è un po' più giovane di me) e ho sempre pensato che fare quello che è la tua passione a tempo pieno sia una grande fortuna, un privilegio.
Non è questione di avere quello che si desidera e scoprire che non lo si vuole più, il problema è che qualsiasi cosa si faccia per 8 ore al giorno diventa niente più e niente meno che un lavoro. E il lavoro, diciamolo, è una cosa brutta. E distaccarsi dal proprio lavoro e rivendicare un essere altro, è sano e mette tutto in una prospettiva più corretta.

Il vantaggio di un precario, rispetto a chi ha un posto fisso, è di non considerare il lavoro imprescindibile dalla propria vita. Del resto, se non stai lavorando, qualcosa sei comunque e sta a te decidere cosa.
Dire che sono una regista per me è come per un homo sapiens sapiens dire di essere un pensatore. Nel senso che è quello che sei, anche se poi spesso gli uomini sapiens sapiens non usano il proprio cervello. Questo non fa di me un'idiota - ma lo fa di molti uomini sapiens sapiens, anche nell'esemplare femmina, che ho incontrato - perché non utilizzare quello che sono spesso non dipende da me. Tergiverso.

Lo scollamento del lavoro dall'essere ha provocato, nel fiore dei miei onnipotenti trent'anni, la voglia di fare cose che mi dessero piacere. Sto studiando il francese (di nuovo, sì) e l'ukulele.

Mi hanno chiesto perché. Come se ci fosse bisogno di una ragione razionale per giustificare il tempo dedicato ad una cosa che ti fa stare bene.

La cosa ridicola è che è come se queste cose, la musica in particolare, fossero sempre state lì, e che finalmente abbiano avuto lo spazio per uscire.
Direi che è una parafrasi per sbocciare. I trent'anni sono una cosa meravigliosa, vorrei averli avuti anche dieci anni fa e vorrei averli per altri vent'anni.

trečiadienis, vasario 04, 2015

Soviet è bello.

Sono stanca e scriverò in un italiano approssimativo.

Luogo: interno scuola elementare.
Chi: una kazaka, una lituana, un po' di inglesi e gk

No, non c'è un tedesco.
No, non è una barzelletta.

La kazaka sosteneva la superiorità assoluta del sistema scolastico CCCP. 
Ecco, a parte uno spiacevole inciso sulla dovuta, a suo giudizio, esclusione dei meno abili, da ghettizzare in appositi istituti perché i più brillanti raggiungano indisturbati i loro traguardi, potevo pure crederle.

C'è un dettaglio, un piccolo dettaglio che mi rovina tutto.

C'è quella domanda spinosa: "a che pro?" 

A che pro educare al meglio generazioni di persone che non vedono l'ora di scappare, di mettere a frutto le loro capacità in un generico altrove?
Mica ho risposte. Per carità. 

Ma i poeti russi che conosco, e che erano eccellenti e sicuramente istruitissimi, erano anche molto infelici.

Un po' come far laureare tutti per poi andare a lavorare all'IKEA.
Capite. 

Non ho mica soluzioni, ma se mi hai voluto insegnare a pensare, cazzo, poi stai a sentire quello che ho da dirti, perché magari non è una stronzata.

E buona notte.

pirmadienis, vasario 02, 2015

Pachidermidi

Sette anni fa, giorno più o giorno meno, qualcuno mi ha detto "Fagli tante foto, perché poi ti dimentichi quanto era piccolo".

Ogni sera, nella malsana e disturbante operazione di portare in bagno Matematico e Impertinente e L'Anarchico Entusiasta, per evitare di dover lavare le lenzuola il mattino seguente, ogni sera dicevo, mentre sto accovacciata di fronte al cesso in attesa di dover passare loro la carta igienica, li guardo e penso a un giorno in cui Matematico e Impertinente, circa una settimana di vita,  era legato nel suo ovetto, appoggiato sopra il nostro letto, in attesa che uscissimo di casa, e mi sembrava un bellissimo piccolo vecchietto (ho fatto una foto dell'esatto momento) e pensavo che purtroppo la perfezione si sarebbe danneggiata con l'età ma non è mai successo e penso anche a quando l'ho visto la prima volta e ho pensato che anche se non l'avevo fisicamente visto sgusciare fuori non c'era dubbio alcuno che l'avrei riconosciuto tra mille altri neonati in quanto mio, e penso a una sera quando io e Fidanzato Molesto cercavamo di guardarci un qualche telefilm a letto e reggevo con la sola mano sinistra l'Anarchico Entusiasta sulla spalla e anche se in quel momento non era molto entusiasta ma urlava era tutto bellissimo comunque e penso anche a quando l'ho visto per la prima volta con la sua faccia da orso, tutto bianco e rosso, con i capelli neri, avvolto in un asciugamano bianco, alle 14.23 del 20 dicembre di 4 anni fa. Ci penso tutte le sere, accovacciata davanti al cesso.

Mah, io direi che ricordo abbastanza bene.

trečiadienis, gruodžio 31, 2014

Voglio solo essere peggiore

Ieri siamo entrati in una pasticceria. Ho chiesto 8 cannoli in un vassoio.
"Due?" ha chiesto la commessa.
"Otto", ho risposto io, e ho aggiunto: "Mi può dare anche un arancino vegano?"
La mano della commessa va a pescare un arancino, laddove un'etichetta recita "arancini al ragù".
"Quelli sono vegani?"
"Ah, no"

Ieri gk e Fidanzato Molesto hanno avuto una spiacevole discussione: mentre gk ritiene che purtroppo il mondo sia pieno di imbecilli, Fidanzato Molesto, cresciuto cattolico, ritiene che ci siano soltanto diversi tipi di intelligenza.

Ecco, io spero, in questo nuovo anno, di incontrare il minor numero possibile di persone con diversi tipi di intelligenza.

I Capodanni generalmente mi deprimono e questo non fa eccezione. Tendo a pensare a quello che avrei voluto fare e non a quello che ho fatto.

Il 2015 sarà all'insegna di fare meno e fare meglio e con meno.

Il Capodanno mi deprime perché è il culmine del periodo natalizio, per il quale l'unico aggettivo del tutto appropriato è 'osceno'. No, non ho voglia di parlare di consumismo.
Quest'anno mi sono soffermata a pensare all'etimologia della festa comandata. Diciamo che il Natale è il corrispettivo festivo del matrimonio combinato. Certo, se ti impegni ti può anche piacere, ma di per sé è semplicemente sbagliato.

Ma, dicevamo, il 2015.
Ho imparato non tanto ad essere tollerante quanto ad adottare comportamenti tolleranti e a volte, con mia estrema sorpresa, a rispondere con gentilezza ai peggio cafoni.
Via, diciamolo, è solo perché mi piace sentirmi una persona migliore - di loro -.
Ma visto che a volte questa palese superiorità - parlo solo di autocontrollo, chiamatelo pure faccia di merda, mi sta bene - non viene compresa, per questo 2015 mi ripropongo di essere visibilmente più cinica e di dire più chiaramente alle persone quando e quanto deboli ed idiote siano le loro idee, con un'analisi spietata e distruttiva.

Ecco, le frasi che avrei dovuto esternare nel 2014 sono:
- Ritengo che tu non sia nemmeno abbastanza intelligente per pensare con un pensiero collettivo, ma che altresì il tuo comportamento sia dettato dalla percezione di un umore collettivo, che non hai gli strumenti per capire ed analizzare. Insomma, sei una grillina.
- Non vedo come spargere merda tutto intorno a te ti possa portare ad essere amata da qualcuno.

Cari tutti, ho 34 anni e sono stanca degli esseri umani.
Mi avevano insegnato che l'irruenza era una cosa da giovani, che con l'età si sarebbe diventati abili mediatori.

Il fatto è che ho una famiglia e un compagno che giustamente prova verso di me e i miei cicli ormonali un terrore reverenziale, ho un tetto sopra la testa, ho la fortuna di non essere costretta a lavorare per vivere e non vedo come tutto questo dovrebbe portarmi ad accettare dei compromessi.

2014, sei stato un anno beffardo. Mi hai portato nuovi amici, una svogliatezza che non conoscevo dai tempi del liceo (evidentemente le due cose vanno a braccetto), una nuova casa. Ti chiudo come tutte le porte che ho chiuso negli ultimi mesi.

Ti chiudo.

Matematico e Impertinente: mamma, è chiusa, non possiamo andare a vedere il presepe.
gk: amore, spesso l'unico modo per 'aprire' una chiesa è abbatterla.

Ti chiudo, ti passo sopra con uno schiacciasassi, e ricostruisco sulle tue rovine.

E no, non ho intenzione di abbattere nessuna chiesa. Anzi, aspetto con ansia il compimento della trasformazione di Francesco, la trasformazione del cattolicesimo da religione a filosofia. Quando anche gli atei saranno benvenuti, magari le chiese comincerò anche a frequentarle.

Che per tutti il 2015 sia meglio del 2014. Io vado a cucinare.




sekmadienis, lapkričio 09, 2014

Geni(i)

Matematico e Impertinente: quindi, nella mia classe ci sono 25 bambini però non c'eravamo io poi X e poi Y, quindi eravamo...

L'Anarchico Entusiasta: 23

gk: ...
Dimmi che hai tirato ad indovinare, ti prego.

L'Anarchico Entusiasta, 3 anni e 10 mesi

(...)

Matematico e Impertinente (qualche settimana fa): quello è davvero un genio!

L'Anarchico Entusiasta: mamma, Matematico e Impertinente ha detto una parolaccia!!

E questo era per sottolineare l'importanza del tono di voce. Il sarcasmo può far sembrare qualsiasi parola un insulto, quindi tanto vale approfondire il proprio vocabolario e sbizzarrirsi.

Segue spiegazione del significato della parola "genio" e una fragorosa risata dell'impareggiabile e ironico L'Anarchico Entusiasta.

E adesso ce ne sta un'altra.

All'uscita di scuola. Gk e L'Anarchico Entusiasta escono dal cancello, mentre Matematico e Impertinente si trattiene per una lezione di dodgeball. 
Sul marciapiede davanti alla scuola una bambina sta urlando come una scimmia, gettando in terra la borsina di scuola e saltandoci sopra.

gk: abbiamo trovato una fidanzata per tuo fratello

L'Anarchico Entusiasta: sì! BUAHAHAHAHAHAHAHA

šeštadienis, rugsėjo 27, 2014

La Concorrenza

Lasciate che vi spieghi perché m'inca**o tanto. 


No, non è perché volevo vedere Schaubuhne stasera e invece a Moorgate mi sono diretta a passo svelto verso Liverpool Street. E no, non è colpa mia ma di quelle strade anonime che ci sono a Moorgate.
Non sono nemmeno incazzata perché, una volta resami conto che avevo camminato troppo, la mia googlemap, invece di aiutarmi - correndo sarei arrivata in tempo - mi ha indicato che ero ancora a casa. 
No, non sono incazzata per questo (solo un pochino). In fondo non era l'ultimo giorno e non avevo ancora comprato il biglietto. Ora l'ho comprato, per domani. Se risuccede picchio forte la testa contro un muro.

Partiamo dal mio progetto di vita: 2 figli entro i 30 (checked), per poi far decollare la mia carriera (unchecked).
"Delega, impara a delegare! Non puoi mica fare tutto tu!" Ti dice la gente.
Guess what? Io posso.
Ma no, vai a fidarti dell'opinione comune e delega. 
Delegare il mio lavoro è come cercare una babysitter. 
Due. Ho trovato due persone che avrebbero dovuto sostituire una me stessa con due figli, 8 sveglie a notte e un lavoro part time. 
Dopo due anni, sono inca**ata perché le cose sono state fatte in un modo diverso e non hanno portato a nessun risultato.
Perché, visto che il mio è un ca**o di lavoro, non un hobby, ho fatto quello che fa un qualsiasi professionista: uno studio della concorrenza.

La concorrenza (ovvero: sconosciuti come noi):
- video senza contatti
- video montati con foto dello spettacolo (e nemmeno così belle)
- video di spettacoli impresentabili
- letture
- spettacoli senza scenografia (ecco: avete frainteso il concetto di "teatro povero")

E poi i migliori: la concorrenza che non risponde quando viene contattata con una richiesta d'informazioni.

In pratica, non abbiamo una concorrenza.
Non ponetevi dei superflui dubbi sulla qualità, o esco dal vostro monitor e vi estraggo le tonsille senza anestesia.
Certo, certo, voi penserete "tutti affermano che i propri lavori sono fantastici". Lasciate che vi spieghi la differenza. Gli altri si sbagliano. Del resto, concorderete con me guardandovi intorno per strada, il buon gusto è piuttosto impopolare.

Qualcosa non torna.
Il fatto è che quella non è la concorrenza perché la nostra concorrenza è altra. 
La nostra concorrenza ha spettacoli abitualmente (non sempre) di alta qualità ma soprattutto una promozione di altissima qualità.

Con promozione intendo ottime schede, video, foto (tutto quello che abbiamo e usiamo anche noi, magari non ottimo ma molto buono) ma anche persone Dedicate a distribuire il materiale. 

Sì, gli ultimi due anni sono stati un buco nero, ma non è che prima fosse un prato di bocciuoli di violette.

La concorrenza si prostituisce più di noi. Intellettualmente (a volte). Io sono sicura che si riesca a lavorare anche senza arrivare a questo, perché il resto c'è. 

La vita insegna ad ognuno qualcosa di diverso, a me - sempre - insegna che devo fare sempre come pare a me. 

Benvenuti nella mia nuova era da superdonna.


trečiadienis, rugsėjo 03, 2014

Monarchici si nasce

All'aeroporto di Gatwick ci sono due immagini della Betty.
Una la ritrae nel fiore degli anni, una al giorno d'oggi. Le immagini, giganti, sono composte da una marea di primi piani colorati.

Matematico e Impertinente: perche' ci sono tutte queste foto?

gk: perche' se guardi il collage da lontano le foto compongono l'immagine della regina.

Matematico e Impertinente: si', ma perche' ci sono QUESTE foto?

gk: e che ne so? Saranno quelle che hanno trovato senza copyright in internet.

Matematico e Impertinente: ma perche'?

gk: amore, hanno preso delle facce di inglesi per comporre la faccia della regina d'Inghilterra, per dare l'idea che lei sia la regina di tutti gli inglesi.

Matematico e Impertinente: eh si', infatti la mia faccia non c'e' perche' lei non e' la mia regina, io sono italiano.

gk: annamo a libera' i corvi, annamo.


Funghi appuntiti

L'Anarchico Entusiasta: mamma, hai visto che bel mostro ho disegnato? Questi sono i FUNGS!

gk: no scusa cosa?

L'Anarchico Entusiasta: i funghi!

gk: e perche', scusa, il mostro dovrebbe avere in faccia dei funghi?

L'Anarchico Entusiasta: ...

gk: ahhhhhh. Fangs! Le zanne ha il mostro?

L'Anarchico Entusiasta: SI'!!!!

šeštadienis, rugpjūčio 30, 2014

Everything is awesome

È stata definitivamente l'estate più fredda di cui conservo memoria.
Sarà anche dipeso dal fatto che la mia estate è ufficialmente iniziata tardi, il 12 agosto, e finita il 29.
L'unico momento che avevo ritagliato per me stessa e solo per me stessa - un appuntamento con il mio fantastico, bravissimo fisioterapista - ehm, l'ho dimenticato.
Dimenticato.

A parte il freddo, a parte la sciatica che manco a 93 anni, a parte che l'ultima giornata - manco a dirlo, calda e di sole - che ho passato in Italia, l'ho passata nel sotterraneo di un ospedale (perché il nonno di Fidanzato Molesto, con cui condivide il cognome, si ostina a vivere da solo a 93 anni e gli capita di cadere ma di non riuscire a rialzarsi - per il resto ci seppellirà tutti), a parte insomma tutti gli incisi e le parentesi e le frasi da 5 righe, direi che è stato tutto bellissimo.

Ah, magari aggiungiamo anche che le due passeggiate ad alta quota che avevo programmato sono state entrambe interrotte a metà per il mal tempo.

Ho passato solo 2 serate e un pomeriggio con amici, ma ho cucinato poco e mangiato come un maiale, sono stata in montagna ben 5 giorni e col caminetto acceso - lussi da settimana bianca -, ho raccolto 5 di numero finferli, ho rispettato quasi quotidianamente la sacra abitudine della siesta e l'ultima frase in terra natìa mi è stata rivolta da una hostess di terra di colore (eh, sì, mi ha impressionato, è la prima che mi capita in Italia), che mi ha detto: "Ah, avete messo il doppio cognome ai bambini. Avete fatto bene!".

Anche se nell'armadio dei bambini c'è un nuovo preoccupante olezzo di muffa, sono entusiasta di essere tornata a casa ma per una volta avrò qualche buon ricordo per qualche tempo.


trečiadienis, liepos 30, 2014

Come sopravvivere a chi non sa vivere

A volte non dipende solo da chi mi aspetta a casa, che è comunque la cosa più importante, ma da un cielo blu senza nuvole, l'aria dell'estate e  un pianoforte che suona in una casa con le finestre aperte a Tufnell park mentre torno a casa dal lavoro che - nonostante gli esseri umani - io amo.

E allora penso che potrebbero scaricarmi anche un bidone di mer*a sulla testa, ma la mia vita sarebbe comunque meravigliosa.

antradienis, liepos 08, 2014

Si stava meglio quando si stava peggio

Che in Italia pare sempre un'apologia fascista.
Ecco, no.

Oggi ho preso un caffè con una mamma lituana (ci sono delle costanti nella vita di tutti, no?) e lei mi ha detto: "Ho avuto la migliore delle infanzie. Ho vissuto in una bolla. Tutti avevano un lavoro, tutti avevano una casa. L'istruzione era la stessa per tutti. Guarda come siamo messi adesso: gente che chiede l'elemosina per strada, senza una casa e senza lavoro.. "

La migliore delle infanzie.

L'ultima volta che ho parlato di Unione Sovietica a qualcuno che l'aveva vissuta mi sono state raccontate le file per comprare il burro, ma anche lo smarrimento di trovarne oggi al supermercato 10 tipi diversi.

"Sì, 10 tipi costosissimi, che comunque non si possono permettere tutti".

Il comunismo, secondo la mia amica Ossa di Cartone, è "non essere tutti poveri, ma stare tutti bene".
Non so se è possibile. Io preferirei essere un po' più povera se questo rendesse tutti meno poveri.

Mi andrebbe bene avere meno cose inutili e più agricoltura sostenibile e responsabile.

E' tutta colpa del marketing.

Io amo il marketing. Lo trovo un'affascinante fonte d'ispirazione, penso che sia la psicologia del 21° secolo.

Però è tutta colpa del marketing.

Lei ha avuto la migliore delle infanzie.
Matematico e Impertinente stamattina mi ha consigliato di cambiare smartphone per poter scaricare dei giochini che ha suo padre sul suo ("Ma così li puoi fare anche tu, mamma!" "E quando esattamente avrei il tempo per fare dei giochini sul telefono, scusami?").
Matematico e Impertinente avrà sempre qualcosa in più o qualcosa in meno dei suoi compagni di classe, e questo cospirerà a renderlo sempre insoddisfatto.

Ma non è tanto quello. Perché a fare la differenza non è quanto hai in più ma quanto sei disposto a dividere con gli altri.

E quindi, democrazia capitalista vs comunismo, due volte sconfitta.

E adesso andate ad ascoltarvi questa intervista, andate a rileggervi gli articoli sull'Ucraina.
E chiedetevi, come mi sto domandando io, perché è sempre tutto così sbagliato, perché nemmeno le migliori delle intenzioni nella storia non sono state applicate senza violenza, perché la gente è incapace di autodeterminazione e perché gli stron*i galleggiano sempre.

Le leggi della fisica.

trečiadienis, liepos 02, 2014

Conversazioni dada

Matematico e Impertinente: mamma, cosa sono questi?

gk: le braccia di un manichino!

Matematico e Impertinente: e perché le hai nella borsa?

gk: perché devo portarle alla scenografa

Matematico e Impertinente: e perché devi portarle alla scenografa?

gk: perché ci deve infilare una forchetta

Matematico e Impertinente: perché ci deve infilare una forchetta?

gk: perché l'attrice ci possa infilare una mela

Matematico e Impertinente: ah.

pirmadienis, birželio 09, 2014

Felicità cerconsi

Qualche giorno fa, per strada, ho superato una coppia. Lei si reggeva a malapena in piedi mentre piangeva al telefono, lui la reggeva e le parlava, probabilmente consigliandole cosa dire.
Perché in fondo la preoccupazione è internazionale.

Credo parlassero ukraino. Magari no, magari mi sbaglio. Ma magari dall'altra parte del telefono c'era un figlio che non voleva lasciare casa sua.

Sono molto, molto più preoccupata per gli ukraini che per quello che mangerò la settimana prossima.
Spero che questo mi renda una persona migliore, di sicuro non mi rende una persona più felice.

Ecco, la felicità per contrasto è una brutta cosa. Non riesco ad essere felice pensando a quanto sono più fortunata rispetto a qualcun altro. Casomai il contrario.

E quindi di fronte ai piccoli problemi personali delle persone, non riesco ad empatizzare.

In sostanza, non sono affatto una persona migliore. Non sono proprio una bella persona.

In sostanza "Piccoli problemi di cuore" mi ricorda un qualcosa che qualcuno cantava quando ero alle medie.

In sostanza penso che tutto passi, penso che se hai da mangiare tutti i giorni, hai un tetto e qualcuno (mica tanti, una decina a mio avviso sono più che sufficienti, ma del resto sono minimalista) che ti vuole bene, non devi rompermi i coglioni.

Sono una bruttissima persona. Povera Ukraina. Poveri tutti.