šeštadienis, gruodžio 31, 2011

Memorabilia

Il 2011 è stato l'anno in cui Matematico e Impertinente ha imparato a leggere e scrivere, in cui L'Anarchico Entusiasta ha mosso i suoi primi (e unici dell'anno) 2 passi, l'anno in cui Rosa ha visto la luce, in cui gk ha incontrato persone con cui lavorare è stata una grande ricchezza.

Il 2011 è stato anche l'anno in cui gk ha dormito di meno negli ultimi 31 anni. Si spera che passi alla storia come l'anno in cui gk ha dormito di meno in assoluto.

Il 2011 è stato l'anno in cui ci siamo - potrei essere più elegante ma a che pro? - ci siamo cavati dal ca*zo il cavaliere e in cui abbiamo iniziato un governo con un premier che a gk sta simpatico perché non sorride, è stato l'anno delle rivoluzioni africane e degli indignati.

Questo anno nuovo dovrà raccogliere tutto con la delicatezza di un cucchiaino da dolce e portarlo in tavola.

penktadienis, gruodžio 30, 2011

9° 23°

Forse l'ho già scritto: quello che odio del natale è disfare l'albero.
L'albero di natale è una cosa magica, sarà per il sapore pagano.

Alle 4.10 di 31 anni fa, dopo una notte insonne a causa di un'ostetrica che russava come un camionista, la mia mamma mi scodellò.

Per il mio 8° 23° compleanno mi hanno tolto la medicazione della mia seconda cicatrice rivelando una bruttura che graziaddio in qualche mese si è sistemata.
L'Anarchico Entusiasta l'anno scorso mi ha regalato l'ultimo pezzetto del suo cordone ombelicale.

Se un anno fa mi avessero detto "Sarà peggio il prossimo" mi sarei fatta due risate. Figurarsi. Peggio dei dolori di un intervento di 10 giorni prima.

Risaputo è che io sono una persona che NON si lamenta mai, ma proprio mai, però, diamine, sono qui, febbricitante da 4 giorni in una famiglia di febbricitanti da quattro giorni, senza più forze, pazienza, buonumore.

Stasera abbiamo disfatto l'albero e portato la di lui quasi ormai carcassa sul balcone, rei di aver preferito (io rea, io) il fugace odore di pino ad un ecologico albero salviamolebalene di plastica.

Preferivo inventarmela la scusa per evitare i festeggiamenti di domani.

trečiadienis, gruodžio 28, 2011

Step by step

Oggi L'Anarchico Entusiasta ha mosso i suoi primi due passi, rotondi e sicuri come lui è rotondo e sicuro.
Senza entusiasmo però, perché 38,5° gliel'hanno ucciso (la maledizione delle feste Sante*).
Con la Febbra L'Anarchico Entusiasta è diventato mammone.
Era ora.
In un anno e 8 giorni di vita L'Anarchico Entusiasta si è fatto addormentare dal Presunto Padre almeno il triplo delle volte in cui s'è fatto addormentare da gk, stremata dal suo peso, angosciata dalle possibili gelosie, sicuramente meno paziente di 4 anni fa.

L'Anarchico Entusiasta è uno che ti sorprende.
Ci si aspettava che con le prime pappine avrebbe dormito.
Invece no.
Che con le prime gattonate avrebbe esaurito le forze.
Invece no.
Dopo la partenza con turbo a 7 mesi e 1/2 tutti si aspettavano i primi passi a 10.
Invece no. Invece col ca**o.
Rotondi e sicuri a un anno e 8 giorni, quando tutti pensavamo oramai che saresti arrivato ai 14 mesi come tuo fratello.

Che dire? Continua a sorprendermi allora, L'Anarchico, e continua ad essere entusiasta.
Cercherò di sorprenderti anch'io e tu continuerai ad essere il secondogenito più amato, voluto, coccolato e probabilmente viziato della Grande Storia dei Secondogeniti.



* Certo che vorrei far notare che le feste Sacre non sono altro che un sovrapporre ricorrenze cattoliche a ricorrenze animiste, quindi vorrei fare un appello a chi di dovere per smettere di sfregiare, butterare e rosolare i miei figli durante le vacanze.

antradienis, gruodžio 27, 2011

Definizioni

Lei, la donna
Fa il pieno di metano prima di intraprendere un viaggio di 200 km, va e torna mantenendo una velocità di viaggio di 120 km/h in autostrada, si muove in città per una settimana con il medesimo pieno prima di rifornirsi nuovamente.

Lui, l'uomo
Fa il pieno di metano prima di intraprendere un viaggio di 200 km, tiene una velocità di viaggio di 140 km/h in autostrada. A 40 km da casa, al ritorno, finisce in riserva. Sia di metano che di benzina. Prosegue dunque alla velocità di 90 km/h fino all'autogrill, per poi terminare gli ultimi 10 km a 140 km/h. Per recuperare il tempo perso.*

Egli, il primogenito
Se a scuola c'è un'epidemia di scarlattina, prende la rosolia.

Fidanzato Molesto: basta! Non è possibile che in qualsiasi cosa che io faccio tu riesca a trovare qualcosa di sbagliato.
gk: non sai quant'è frustrante per me. Non potresti impegnarti di più?

* Conclusioni:
1 - lui, l'uomo, fa economia solo a parole
2 - lui, l'uomo, è purtroppo privo di lungimiranza
3 - lui, l'uomo, come tutti gli altri loro, gli uomini, soffre al volante della sindrome del pisellino

sekmadienis, gruodžio 18, 2011

La faccia come il c*lo

A gk ogni tanto arrivano dei curriculum, di persone più o meno disperate. Più, se mandano il curriculum a me che  non c'è mese che non finisca sotto.
Comunque.
gk a volte manco si disturba di rispondere, perché è giusto che le persone disperate sappiano che il mondo fa schifo e la gente è maleducata.
A volte risponde, se il premestruo è lontano. Quando risponde punta su un'ironica onestà intellettuale: sottolinea l'entità del proprio lavoro, l'assenza di fondi, a volte consiglia di cambiare mestiere, a volte propone un incontro per piangersi addosso o per capire se unendo le forze è possibile arrivare a dei risultati diversi.

L'altro ieri gk ha incontrato una ragazza che grazziaddio non ha pretese artistiche (+ 10) e che dopo aver ascoltato il monologo di gk in cui gk cerca di spiegare come si sta arrabattando adesso e cosa farebbe se avesse altre 10 ore lavorative al giorno a disposizione, ha esordito con: "Dalla mia, posso garantirti una discreta faccia come il culo"

Ecco. Se gk fosse una vera datrice di lavoro questo sarebbe stato il momento in cui le diceva "Il posto è tuo".

šeštadienis, gruodžio 17, 2011

Santa Madre

Oggi la famiglia molesta è stata a pranzo con n° 4 nonni, n° 1 bisnonno, n° 2 cugini con neonato Giacolò, n° 1 special guest. La special guest, amica di famiglia dei Presunti Nonni, porta avanti la tradizione per cui i suoi genitori non perdevano occasione per fare bellissimi e costosissimi regali al - all'epoca - Piccolo Molesto facendo a sua volta bellissimi e costosissimi regali ai nostri figli, Eredi Molesti o Bambini Molesti che dir si voglia.
Matematico e Impertinente ha oggi ricevuto un gigantesco pupazzo di Buzz Lightyear.

Matematico e Impertinente: nella chiesa vicino a casa c'è un Pesepe

gk: se vuoi domani andiamo a vederlo

Matematico e Impertinente: ci sono la Madonna, il papà di Gesù ma Gesù no pecché non è ancoa nato.
E poi ci sono i ppeti che ppegano. La Santa Made...

[nei pensieri di gk
??????????????????????????????????????????
Complotto, complotto! Alla scuola materna gli fanno religione di soppiatto anche se ho chiesto la materia alternativa! Lo sapevo! Dovevo insistere, chiedere, informarmi, rompere i coglioni come solo io so fare.
O saranno i nonni?]

gk: cosa? Come? Amore, ma quando a scuola fanno l'ora di religione tu esattamente cosa fai?

Matematico e Impertinente:  cos'è la eligione?

gk: ......
A scuola ti parlano di Gesù e della Madonna?

Matematico e Impertinente: no

gk: ah. Ecco. Ma tu sai un sacco di cose lo stesso perché sei bravissimo

Matematico e Impertinente: Gesù è Buzz. Buzz è Gesù.

gk: un buon principio per una nuova religione

ketvirtadienis, gruodžio 15, 2011

Quasi uno

Un anno fa ancora L'Anarchico Entusiasta non era nato, nonostante gk lo desiderasse all'aperto da almeno 2 mesi.
L'Anarchico Entusiasta è stato un feto antipatico. Un neonato antipatico. "Ad alto bisogno" direbbe l'ostetrica.
I tempi de L'Anarchico Entusiasta sono sempre stati scanditi dalle aspettative e dai bisogni degli altri e nonostante questo L'Anarchico sorride e sganascia e ama la vita.

L'Anarchico Entusiasta oggi ha mangiato a morsi una forma di pecorino al termine di un piatto di fusilli ai ceci. Vuole bere dal bicchiere. Finalmente apprezza il latte di vacca: oggi gk si è decisa a non diluirlo.

Certe mattine, quando gk si guarda allo specchio e vede sotto agli occhi due borse da spesa, si chiede se non sarebbe meglio essersi fermata a uno. Perché, con tutto l'amore del mondo, passare un anno senza poter annoverare una notte di sonno ininterrotta rende persone peggiori.

Ma, anche quando sogna una vita parallela piena di riposini e sabati mattina a letto, senza il sorriso 8 con(tun)denti gk non potrebbe più passare nemmeno un'ora.

[Dev'essere per questo che lo stro**o si sveglia ogni 40 minuti. Mannaggia la #§?^£$%%%&/!|]

trečiadienis, gruodžio 14, 2011

Metrosexual - essere e avere

Preludio al Natale*: un week end lungo dai nonni

Matematico e Impertinente: mamma, quando saò ghande voglio sposae un uomo con i baffi

gk: ah sì?

Matematico e Impertinente: tipo mio nonno

gk: avrei detto che avresti voluto sposare una femmina

Matematico e Impertinente: no, voglio sposàe un uomo con i baffi

gk: bene, quando sarai grande sposerai chi ti pare

...
Due giorni dopo

Matematico e Impertinente: io e te siamo come due sposi

gk: mmm. Circa, sì dai.

Matematico e Impertinente: mamma, io ti voglio sposàe

gk: non volevi sposare un uomo con i baffi? Tipo il nonno?

Matematico e Impertinente: no. Voglio sposàe te.
...
Uffa

gk: uffa cosa?

Matematico e Impertinente: non voglio che sposi il papà, voglio che sposi me

Alla facciaccia tua, Edipo


Erano tanti anni fa quando gk andò a vedere Essere e Avere di cui non ricorda molto se non il manifesto e il retrogusto di paraculata, o forse quello è qualcosa con cui il tempo ha generosamente colmato tutte le sue - di gk - lacune di memoria.
Fatto sta che gk si interrogava sul significato di essere e avere per Matematico e Impertinente, che più che sposare un uomo con i baffi desidera diventare un uomo con i baffi, forse.
E magari partendo da questo spunto un giorno gk rifletterà anche sul suo essere e voler essere o avere e voler avere. O forse lascerà stare e lascerà che il tempo faccia il suo lavoro.


* Preludio: anticipo di gradi abbuffate, grandi tragedie, malattie, corse al pronto soccorso con  L'Anarchico Entusiasta che respira come un trattore, un Matematico Impertinente che legge le parole nel loro significato e un L'Anarchico Entusiasta che nel giro di due giorni decide che è ora di salutare e battere le mani.

šeštadienis, gruodžio 03, 2011

Svezzamento e figli d'arte

All'illustre età di 11 mesi e 13 giorni, L'Anarchico Entusiasta è stato a teatro per la prima volta, insieme a mamma e  Matematico e Impertinente.
Il Presunto Padre era appostato nel foyer, pronto ad accogliere l'infante se si fosse inacidito.

Ma L'Anarchico Entusiasta ha guardato, con gli occhi sgranati, in piedi appoggiato alle gambe di gk, ha spostato irritato la bionda testa del fratello che gli impediva la corretta visuale, ha ciucciato il suo ciuccio e seguito per un'ora la storia di un bambino alto meno di un metro che guarda il cielo.
Ha rischiato di essere travolto dal fratello, che ridendo scivolava dal ginocchio di gkmammapoltrona ma non ha fatto una piega.

Oggi gk, nel pieno della sua fase premestruale e quindi nei suoi rari giorni di emotività, ha pensato di volere più bene di ieri al L'Anarchico Entusiasta.
Che a sette mesi e 1/2 gattonava ma che non dà cenni di voler fare ciao ciao con la manina (cosa che sa fare e che ha fatto un'unica volta - dannato marpione - alla mia amica alta smilza con i ricci) né di capire come ca**o si battono le mani tra loro.
Che mentre ieri il fratello giocava con il suo amichetto stava in un angolo e osservava, nonostante sia un uomo d'azione.

Matematico e Impertinente:mamma, che lavono fa il papà?
gk: eh... beh... tecnicamente? Bahf... sistema un sito web?
Matematico e Impertinente: io da gànde voglio fane il dottone.
gk: benone
Matematico e Impertinente: e anche il pompiene. Anzi, no. Cos'è che volevo fane?
gk: l'imbianchino?
Matematico e Impertinente: sì, voglio dipingene i muni. Anzi, no, Cos'è che volevo fane? Ah: il polissiotto!
gk: ma non vuoi lavorare in teatro, come la mamma?
Matematico e Impertinente: no, è un lavono da femmine*

Che forse un giorno farà il lavoro della mamma, che a Matematico e Impertinente pare non interessare.

E però gk corre con la memoria al primo spettacolo di Matematico e Impertinente, 
che si alzò dalla prima fila, fece qualche passo verso il centro del palco, 
si girò verso il pubblico e cominciò a declamare. Ecco, magari il regista no, ma l'attore sì.

Che nonostante goda di tutto l'amore del mondo, che sia cresciuto con la velocità che solo i funghi in settembre conoscono, di un po' di bene in più ha sempre bisogno.
Soprattutto finché la notte non mi fa dormire.

Matematico e Impertinente, che a 10 minuti dalla fine ha cominciato a scalpitare dichiarando la necessità di recarsi alla toilette, una volta terminato lo spettacolo ha esitato a lungo in platea.

gk: amore, non avevi la pipì? Andiamo?
Matematico e Impertinente: dobbiamo aspettane che pottino via tutto
gk: no, amore, non serve che aspettiamo che sbaracchino la scenografia, ce ne possiamo andare lo stesso.

* Matematico e Impertinente: mamma, voèi una bossetta da maschio. Come quella della S.G., ma pen mettene dento delle cose. 
gk: E S.G. cosa mette nella sua borsetta?
Matematico e Impertinente: un pettine... Lo Chitti (Hello Kitty)...
gk (a nozze): ahm. Beh, va bene, ti faccio una borsa a tracolla di feltro double face da uomo, scegliamo domani i colori.
Matematico e Impertinente (guardando il borsello del Presunto Padre): mamma... quello...
gk: la tracolla?
Matematico e Impertinente: sì. S.G. ce l'ha con quelle cose che luccicano come sul tuo beétto.
gk: ha le paillettes come sul mio berretto? E TU VUOI UNA BORSETTA DA UOMO CON LA TRACOLLA CON LE PAILLETTES???
Matematico e Impertinente: sì
gk: io te la posso anche fare, ma non venire poi da me se ti pigliano per il culo.

trečiadienis, lapkričio 23, 2011

Bassa brutta e zoppa

Oggi gk è stata in una scuola media a parlare del suo grande amore, della sua passione, della luce che illumina i suoi giorni: Rosa Luxemburg.
L’incontro, a scopo promozionale - per riuscire ad avere degli adolescenti in sala venerdì pomeriggio - è iniziato così:


gk: qualcuno mi sa dare una definizione di Rosa Luxemburg?
Uno: è un istituto tecnico commerciale
gk: altro?
….
gk: bene, allora vi racconto una storia.


Segue il racconto – a soldoni – della vita di Rosa, seguendo come traccia il libro La Rosa Rossa.


gk: Rosa stava tutto il giorno a letto e così ha imparato a leggere e a scrivere da piccolissima ed è subito diventata una grafomane. Sapete cosa vuol dire grafomane?

Una che aveva la mania di scrivere, che scriveva di continuo perché amava scrivere: lettere, poesie, saggi politici.. tutto.


gk parla di come Rosa sin da piccola sognasse un mondo senza oppressori e come questo la portò ad avere molti nemici già a diciott'anni e a dover scappare di casa, di come non tacesse nemmeno le piccolezze dei suoi compagni di partito e anzi le prendesse a bersaglio, parla di come fosse integerrima.


Di come lei, di buona famglia, in un periodo in cui le donne stavano a casa a fare la calza aspettando un pretendente, avesse sacrificato la vita per un ideale di libertà e uguaglianza.
Del fatto che fosse una profetessa, e gk cita a memoria una lettera del 1917:


“Quanto poi alle persecuzioni di ebrei in Russia, tutte queste voci sono pure menzogne. La rivoluzione d’ottobre ha ripulito l’aria dall’atmosfera soffocante della reazione. Riesco piuttosto a immaginarmi delle persecuzioni antisemite in Germania. Di certo vi è l’atmosfera giusta, fatta di bassezza, vigliaccheria, reazione e ottusità.”


E poi parla di come Rosa avesse fiutato nell’aria la prima guerra mondiale e avesse messo tutti in allerta, di come fosse contraria alla guerra perché 


“la guerra non ha nulla a che fare con la rivoluzione. La guerra scaturisce dall'essenza stessa dell'ordine sociale capitalistico” 


e spiega che vuol dire che la guerra viene decisa dall’alto, non cambia lo stato sociale e massacra il popolo mentre la rivoluzione è un sacrificio per far sì che chi verrà dopo trovi un mondo migliore.


gk spiega anche perché ha deciso che questo spettacolo per lei era fondamentale: spiega che Rosa era bassa, brutta e zoppa ma aveva avuto un sacco di amanti perché quando parlava tutti la vedevano per quello che era, una donna intelligente e affascinante, una donna che dovrebbe essere un modello oggi, al posto delle veline che ci propinano alla tv per farci credere che la nostra naturale vocazione sia il soprammobile con le tette (sì, ho detto tette e anche culo, tanto sono andata lì gratis e nessuno poteva chiedermi indietro qualcosa).


E mentre gk parla, appassionata e con una scollatura generosa perché i ragazzini guardino lei e non i cellulari, loro la guardano, seri.


gk: bene, adesso siete in grado di dare di Rosa altre definizioni: chi ci prova?
Ragazzina della penultima fila: era bassa brutta e zoppa
gk: ma aveva un sacco di amanti perché era intelligente, tienilo a mente
Uno: era una grafomane
gk: vi è piaciuta la parola, eh?
Un altro: voleva la libertà
Un altro ancora: voleva la rivoluzione
gk: e come è andata a finire? Lei è stata uccisa, ma oggi a noi cos’è rimasto?
Professore: negli anni della guerra una rivoluzione in effetti c’è stata, l’abbiamo studiata, no?
Ragazzina della penultima fila: la seconda guerra mondiale
[gk (pensa) – 3 e 1/2 per aver fatto la fatica di parlare. A che valse spiegare la differenza tra guerra e rivoluzione? Se non cominci a stare più attenta il massimo a cui potrai ambire sarà fare la parrucchiera all'ipercoop]
Ragazzino della prima fila: la rivoluzione d’ottobre
Professore: bravo
[gk (pensa): bella scoperta, l’ho detto io 5 minuti fa]


E gk conclude spiegando ai ragazzini che anche se a loro non piace andare a scuola, se sono lì e non a zappare la terra 20 ore al giorno e morire di fame è perché qualcuno, tanti anni fa, si è sacrificato per loro.


E ha scoperto una cosa, che aveva sepolto nei ricordi: che a 13 anni i ragazzini sembrano degli uomini fatti e finiti, ma mentre ti guardano chissà dov’è la loro testa. E che se in classe ci sono 22 ragazzini, saranno 22 le volte in cui dovrà ripetere l’orario d’inizio dello spettacolo.


Però adesso sanno che Rosa Luxemburg non è solo il nome dell’istituto tecnico commerciale.
Son soddisfazioni.

pirmadienis, lapkričio 21, 2011

Presepe - ovvero dio è morto

Matematico e Impertinente: facciamo il Pesepe?
gk: va bene amore
Matematico e Impertinente: mettiamo la mamma di Gesù, il papà di Gesù, il bue e l'asinello. Ma non mettiamo Gesù.
gk: perché?
Matematico e Impertinente: perché è mòtto.
gk: a dire il vero sono morti anche la sua mamma e il suo papà
Matematico e Impertinente: no, il suo papà è quello che pèga tanto, in chiesa, come si chiama?
gk: il prete?
Matematico e Impertinente: sì.
gk: dovremo fare quattro chiacchiere a riguardo.


ps:
Matematico e Impertinente: sai che H si schive con le lettée A C C A? E anche i nùmei: U N O
Fidanzato Molesto: io l'ho scoperto quando avevo sei anni

ketvirtadienis, lapkričio 10, 2011

Un lord di 4 anni

Oggi gk ha invitato a casa l'amichetto di Matematico e Impertinente, il compagno di scuola e di judo.
Alle 20.30 gk stava per addormentarsi leggendo Topolino.

Fidanzato Molesto - almeno hai avuto un momento di socialità con sua madre
gk - scherzi? C'era così tanto casino che mi sembrava di aver abbordato qualcuno in discoteca

Dopo aver urlato, litigato, aver assalito, insultato, essere stato assalito e insultato, il piccolo amico di Matematico e Impertinente, riacquisito il decoro ha decretato:

Piccolo Lord: Matematico e Impertinete, la prossima volta vieni tu a casa mia. Poi resti a mangiare da me. Poi resti a dormire da me. La mattina facciamo colazione insieme e poi ti viene a prendere la tua deliziosa mammina.

Deliziosa mammina.
La prossima volta gli faccio trovare una torta.

antradienis, lapkričio 08, 2011

La casetta di legno

Da piccola avrei tanto desiderato una capanna in giardino.
Anzi: se fossi stata un maschio avrei desiderato una capanna in giardino. Essendo femmina, avrei desiderato una casetta di legno in miniatura, con tanto di soppalco e tendine alle finestre.
Ho così tanto desiderato la casetta di legno che a pensarci ora mi sembra impossibile essere riuscita ad immaginarla così nel dettaglio senza averla avuta.
Avevo fatto un accurato studio della superficie edificabile, dell'area boschiva circostante, della forza di manovalanza richiesta. Il nonno bastava.
L'estate destinata - nei lucidi progetti di gk bambina - all'edificazione della casetta è però terminata. Poi ne è passata un'altra. Poi è diventato ridicolo sognare una casetta di legno.

Dopo un paio d'anni e un viaggio a Parigi in più, gk e Fidanzato Molesto hanno ricominciato a parlare di espatrio. Non è un sogno romantico di una casetta di legno - è più l'idea di triplicare le entrate con un solo stipendio (no, non certo il mio) - ma a gk è tornato in mente quello spiazzo in cui la casetta non è mai stata costruita.

Non credo che in punto di morte rimpiangerò la casetta di legno: è stato così bello poterla sognare che averla sarebbe stata una maledizione.
Soprattutto, gk - per etica - non rimpiange quello che non dipende da lei e usare la coercizione su un pensionato ferroviere per soddisfare le sue velleità architettoniche non era nel suo stile.

Ma è solo una l'estate in cui costruire una casetta di legno ha un senso.
Ed è più o meno quella tra la scuola materna e l'inizio della prima elementare.

Sabato mattina gk è stata in posta. Il ragazzo allo sportello - non appartenente alle categorie protette - ha usato la calcolatrice per fare 0,60 x 10. Sette secondi più tardi ha riutilizzato la calcolatrice per fare 0,60 x 20.
Dopo aver contato per 10 minuti buoni i francobolli che doveva vendermi è riuscito a darmene 3 in più. Era mancino. Figurarsi se fosse stato destro.
Nelle poste italiane si entra con un concorso statale, mi risulta.

Dicevo: non ho rimpianti per la casetta di legno.
Per l'appartamento probabilmente molto più piccolo del mio e probabilmente privo di una grandissima sala con una parete color cremisi, per quella forse potrei provare del rimpianto, in punto di morte, e magari potrebbero provarlo anche Matematico e Impertinente e l'Anarchico Entusiasta, brillanti futuri plurilaureati destinati alla disoccupazione e a subire l'onta di essere scavalcati nei concorsi statali da (0,60 x10).

Come mi è stato fatto notare oggi: che il governo cada o meno, restano in piedi gli italiani che l'hanno votato.
Facciamo le valigie?

pirmadienis, spalio 24, 2011

Puntate precedenti + forza di gravità questa sconosciuta

Avevo iniziato un post sul nostro viaggio a Parigi, ma non ho avuto il tempo di finirlo.

Vorrei fare un post sulla bellezza di non avere un lavoro fisso, per poter decidere una mattina di non fare un ca**o, tenere a casa L'Anarchico Entusiasta e portarlo in passeggino in tondo intorno al condominio.

E un post sul bambino che sganascia ad ogni divieto (sotto forma di "NO". Mai niente fu più comico), che non ha nessuna intenzione di salutare né di battere le mani, che quando vede la mamma fa un improbabile mescolino per essere preso in braccio e nello stesso momento si dimena per essere rimesso a terra e allontanarsi dalla basita puerpera.

Ma non farò nemmeno quello perché non ho tempo.

Potrei parlare della festa di compleanno di Matematico e Impertinente, anticipata a ieri, con tanti compagni della nuova scuola e a seguito zoo di genitori.

Nemmeno. Riporterò soltanto la seguente conversazione - avvenuta nel dopopranzo di oggi, Matematico e Impertinente seduto sul vasino - prima che cada nel dimenticatoio.

gk: perché ti sei dato un pugno in testa?
Matematico e Impertinente: così la cacca scende pìma
gk: e questa chi te l'ha suggerita?
Matematico e Impertinente: nessuno. La so da solo e basta.

rock 'n' roll

ketvirtadienis, rugsėjo 29, 2011

Piccoli Premier crescono

Matematico e Impertinente: mamma, sai quali donne mi piacciono?

gk:? no: quali?

Matematico e Impertinente: tutte. Mi piacciono tutte le donne. Mi piacciono tutte le amiche di Fancesca. E anche Fancesca. Mi piace Fancesca. Infatti io non seguo le donne. Mi piacciono tutte. Quindi le seguo.

gk: non fa una piega.

......

Matematico e Impertinente: Filippo è mio amico. Sai pecché Filippo è mio amico?

gk: illuminami.

Matematico e Impertinente: è mio amico percché anche lui còoe dieto alle agazze.

antradienis, rugsėjo 20, 2011

3 x 3

gk si è data alla lettura del fantasy. Ebbene sì.
Sta leggendo La bussola d'oro, che dopo un inizio veramente in salita in quanto fantasy, l'ha completamente incantata con tutti i suoi riferimenti a La Regina delle Nevi, volute o inconsce, e ancora più inquietante allo spettacolo a cui gk sta lavorando.
Ne La bussola d'oro ogni essere umano ha sempre accanto a sé un daimon, una specie di coscienza che coscienza non è, un compagno, la proiezione di un io un po' meno razionale e un po' più intuitivo. Probabilmente per questo c'è una definizione che gk adesso non ha.
L'Anarchico Entusiasta, che oggi compie 9 mesi, per gk più che un figlio ultimamente è un daimon. Non tanto per l'assidua presenza sull'anca di gk, dato che da 5 giorni è iniziato l'inserimento al nido, ma per il dolore straziante che dà all'essere umano la separazione dal proprio daimon e la gioia infinita e lacrimosa del riabbracciarsi dopo essere stati lontani.
L'Anarchico Entusiasta, Entusiasta di giorno e di notte, schiocca la lingua e fa le scale da solo, si butta dal bordo del letto con una fiducia nel mondo che non è cosa di questa famiglia.
Gioca a nascondino con Matematico e Impertinente, che ha imparato che quando avrà 4 anni suo fratello ne avrà 1 e quando ne avrà 5 lui ne avrà 2 e così via fino ai 10, ride a denti stretti quando non vuole più mangiare.
E poi ride, ride come se non ci fosse domani per un cucubau o bubusettete e prova a farlo da solo, nascondendosi strofinacci, lenzuola e magliette.
Ama il gioco del rubaciuccio, riciclato come i body le magliette i calzini che indossa. E pure il ciuccio. Riciclato.
Ama le prese della corrente, e quando lo si sgrida si gira, sghignazza e mette il turbo per arrivarci prima.

Non riesco a formulare una frase conclusiva. Sarà che da 9 mesi (esatti) non faccio una notte di sonno filato e non sono lucida.

trečiadienis, rugsėjo 07, 2011

Ho vinto io


Occorrente per dare il cognome materno al proprio figlio biologico.

1 - buone doti dialettiche: la domanda - da presentarsi in Prefettura su carta intestata e a nome di entrambi i genitori - va motivata. Aver portato nel ventre un figlio per 9 mesi e averlo allattato non è motivazione sufficiente;

2 - faccia come il culo (gk chiama così la capacità di offendere senza essere maleducati, sottilmente, altri la chiamerebbero eleganza). Perché ci sarà in ogni Prefettura un impiegato che cercherà di convincerti che è inutile chiedere il secondo cognome e motiverà la sua affermazione con un convincente "In Italia si abbrevia tutto";

3 - pazienza: ingrediente principale. Ad un mese dalla presentazione della domanda alla Prefettura si verrà convocati - entrambi i genitori - dalla Questura. "Wow, allora non dovrò aspettare 3 anni come mi hanno detto" penserete. Illusione. Prassi. Vogliono controllare che a un mese dalla domanda tu non abbia cambiato idea;

4 - pazienza: l'avevo detto che era l'ingrediente principale. Dopo tre anni, può capitare che abbiano fatto un errore in uno dei vari documenti che hanno fatto il giro dell'Italia. Quindi tutto dovrà essere rispedito a Roma, se si vuole che i cognomi siano nell'ordine richiesto,nel dettaglio se si vuole che il cognome materno anteceda quello paterno;

5 - faccia come il culo: anche questo è un ingrediente principale. Perché in ogni Prefettura ci sarà un impiegato che ti cercherà di convincere ad accettare quello che arriva, perché è già tanto così, perché si usa così e poi, tra l'altro, "Perché mai chiedere il doppio cognome dato che in Italia si accorcia tutto?" [e gk pensò: "Si accorcia il tuo pene se continui a farti i fatti miei"]

6 - tempo: perché nel vostro nuovo piccolo comune sarete i primi a chiedere l'affissione per un doppio cognome, quindi dovrete passare mezz'ora con un'impiegata inacidita dalla difficoltà di non trovare i documenti giusti da compilare;

7 - almeno 4 marche da bollo da 14,64, ma noi che strafacciamo ne abbiamo usate 6: una per la prima domanda in Prefettura, tre per quando la domanda è stata accolta dal Ministero (una per la Prefettura e una per ogni Comune coinvolto nell'affissione - una per il comune di nascita, una per quello di residenza), altre due per i documenti da affiggere, un'ultima quando porterete i resoconti dell'affissione in Prefettura;

8 - pazienza: perché sì, è allucinante che una mamma biologica debba motivare l'aggiunta del suo cognome al proprio figlio, mentre un qualsiasi vecchio pensionato conservatore che passa il tempo a sfogliare le affissioni comunali possa nel mese di affissione contestare tutta la pratica, ma del resto non si può cambiare questo paese di mer*a in due e non in soli 3 anni;

9 - pazienza. Perché dopo il mese di affissione si devono riportare i resoconti alla Prefettura, la Prefettura verifica che tutto sia stato esposto correttamente e poi, finalmente, vi dirà al telefono che sì, va bene, potete passare a ritirare un foglio da portare al vostro Comune, perché loro si segnino all'anagrafe il cognome nuovo.

gk: e adesso?
Impiegato del Prefetto: e adesso basta. Aspettate che vi arrivi la comunicazione dal vostro Comune in cui si dice che la variazione è stata registrata all'anagrafe. Noi non ci vediamo più.
gk: veramente ci vedremo per altri tre anni, se cortesemente mi dà un altro modulo comincio le pratiche per l'altro figlio
Impiegato del Prefetto (pure scocciato): e perché non l'ha fatta insieme?
gk: beh, ad esempio perché è appena nato.
Impiegato del Prefetto: ah. Vabbè. In questo caso si rifà tutto da capo. E poi non è detto che questa volta ve lo approvino.


Certo. Perché in Italia si accorcia tutto.
Brutto perdere, eh?

10 - pazienza. Perché per evitare che lascino fuori dalla porta della scuola il figlio iscritto con un altro cognome, si dovrà passare a portare un certificato di nascita agli uffici.
E ci sarà da rifare il codice fiscale. E ci sarà da rifare il passaporto. Ma ce la siamo cercata.


Per adesso, comunque, gk 1 burocrazia 0.

trečiadienis, rugpjūčio 17, 2011

Tu sei la stella, tu sei l'amore

Che non sarebbe stata la vacanza dei sogni gk l'aveva sospettato.

Primo indizio: il residence pareva prendere nome da una flatulenza (Sottovento)
Secondo indizio: Fidanzato Molesto l'avrebbe in balìa di due minorenni e di nonni a staffetta per andarsene a lavorare a 7 lunghi chilometri di distanza
Terzo indizio: la settimana prima di partire una collega aveva sentenziato: "Ci sono stata 35 anni fa. Era un posto di merda".

Infatti.
800 euro per 5 notti in un BIlocale che sarà pure ben arredato ma che ha una finestra del bagno che è meglio non toccare per paura che ti rimanga in mano, la porta della doccia rotta e le tende macchiate d'unto di tutti i villeggianti che da giugno ci si sono strusciati addosso con le loro lozioni oliose doposole.

Un giallo (d'estate quelli vanno letti, poche storie) scritto da una che ha bisogno di sfoggiare la sua capacità di scrivere frasi di tre righe senza punteggiatura per farti sentire intellettualmente inadeguata.

Un L'Anarchico Entusiasta che si sveglia ogni ora (00.50, 1.50, 2.50, 3.50, 4.50, 5.50, 6.50, 7.50).

In questa situazione da aneddoto, gk ha trovato la forza per impartire a Matematico e Impertinente importanti lezioni di vita.

LEZIONE N° 1
I balli sulla spiaggia. 
Guidati da un improbabile animatore con denti cavallini e capelli che dal blu virano vertiginosamente verso il verdino.


Matematico e Impertinente: mamma, hai visto? Ballano
gk: se tu quello lo chiami ballare..
Matematico e Impertinente: cosa fanno?
gk: si muovono, perché pensano di diventare più belli. [rivolta alla nonna di turno] Se adesso vado lì e gli assesto un calcio nei co*lioni dici che smette? Ma gli animatori/bagnini non dovrebbero almeno essere di bell'aspetto?
Fidanzato Molesto (frase proferita in seguito): se gli tiri un calcio nei coglioni ti arrestano per aggressione
gk: aggressione? Lui aggredisce il buon gusto e la decenza

LEZIONE N° 2
I nonni materni 
Matematico e Impertinente: dov'è la nonna?
nonno: ah, a saperlo. Chi lo sa.. e poi ci dirà che siamo noi ad esserci persi e che lei invece bla bla bla 
(e si allontana verso il mare)
Matematico e Impertinente: pecché la nonna si è pessa?
gk: lascia stare, amore, i nonni sono due vecchi inaciditi dalla vita che si rimbrottano a vicenda tutto il tempo. Non li ascoltare.

Più tardi (Matematico e Impertinente prova stanotte il primo distacco dormendo in camper con i nonni + Matematico e Impertinente si è preso una sberla dal nonno pochi giorni fa per troppo aver rotto i maroni, attività in cui eccelle)

gk: se il nonno si azzarda a tirarti una sberla, tu dagli un calcio forte forte. La sberla te la do poi io.

LEZIONE N° 3
Gli adolescenti

Matematico e Impertinente: cosa sono quelle?
gk: moto a quattro ruote
Matematico e Impertinente: pecché?
gk: perché quelli sono degli sfigati
Matematico e Impertinente: ah.

LEZIONE N° 4
Il karma

Matematico e Impertinente dà una spinta a L'Anarchico Entusiasta, seduto pacioso e giocherellante davanti a lui. Lo sventurato sbatte la nuca sul pavimento e scoppia in lacrime.
Mentre gk è in bagno a - per l'appunto - bagnare la nuca del malcapitato, sente il classico urlo "hosbattutolatesta"  provenire dall'altra stanza.
Come una mosca, Matematico e Impertinente ha sbattuto la fronte contro la porta a vetri, sfregiandosi per l'occasione anche coscia e polpaccio.

gk: amore, questo è il karma.

Dopo le cristalline acque degli Abruzzi, la riviera romagnola rappresenta uno shock culturale che gk mal affronta.

šeštadienis, rugpjūčio 13, 2011

L'unico bagno

Andare al mare con un bambino piccolo è come andare in gelateria senza portafoglio.
Ecco.

gk: non che non mi goda ogni momento, eh, però non vedo l'ora che sia l'anno prossimo.
Fidanzato Molesto: ti capisco.

L'unico bagno che gk si è concessa - testa in acqua, quattro bracciate al largo e ritorno (che poi "il largo" non esiste nell'Adriatico, quindi "quattro bracciate dove l'acqua ti arriva almeno all'ombelico") - è stato l'ultima sera, ore 19.30, mentre Fidanzato Molesto risaliva dal garage con la macchina carica di figli per ripartire.

Matematico e Impertinente: mamma, ti sei fatta il bagno?
gk: sì amore
Matematico e Impertinente: ah. Allola non c'è più il sangue.
gk: ??
Matematico e Impertinente: sì, il sangue nelle mutande, non ce l'hai più.
gk: eh. Ah. No, non ce l'ho più.

Di karma, montagne e dialettica

Gk ha avuto parecchi spunti di riflessione quest’estate.
Ovvero queste ultime due settimane, che hanno coinciso con la sua vacanza.

Si è chiesta ad esempio se la presenza del mare abbia influito sul brulicare di filosofi in Grecia, perché guardare il mare è un’attività così rilassante e noiosa che per forza di cose fa vagare il pensiero.

Ha trovato una scusa al karma. Che è cieco e stupido ma a quanto pare non colpisce mai persone che non siano in grado di rialzarsi.

Ha riflettuto sul fatto che tutto il male che ci procuriamo deriva da azioni compiute con superficialità e ha benedetto se stessa per la sua nota, terribile assenza di leggerezza. Non le potrebbe mai capitare di sposare un uomo che una volta separati si candidi in una lista della lega.

E ha riflettuto su come essere mamma cambi drasticamente una vita.
Perché si può arrivare alla morte senza mai aver scelto che tipo di persona essere: se essere accoglienti, simpatici, scostanti, arrivisti, generosi. Tutta questione di scelte. Ma di fronte ad un bambino è necessario decidere che tipo di mamma essere. E a quel punto prendere delle scelte diventa semplice. Tutto diventa semplice perché tutto il resto perde importanza. E mandare in culo la gente diventa un gioco da bambini.

Ha riflettuto sul fatto che dopo 4 mesi di assenza, il suo natìo capoluogo veneto sembra un paese di montagna e che Bologna sarà davvero, agli occhi di un emiliano come Brizzi, la città perfetta dove i comunisti guidano la mercedes, ma le montagne non ci sono.

A ruota, ha realizzato che il vero fascino di Venezia non deriva affatto dalle case sull’acqua, dall’odore di alghe e dalla presenza di ratti, come alcuni sospettano: quello che la rende eccezionale sono le montagne sullo sfondo.

Mentre gk rifletteva, a L’Anarchico Entusiasta spuntavano altri due denti, per un totale di 4, ed ei iniziava a strisciare e, due giorni fa, a gattonare. Sbilenco, certo, ma del resto a 7 mesi e ½ suo fratello ancora faticava a stare seduto per bene.

Matematico e Impertinente, invece, iniziava una dipendenza da Topolino, Paperino e quant’altro un’edicola possa offrire, concedendo ai genitori lunghi silenzi in cui egli concentratissimo sfoglia le pagine guardando ogni vignetta con devota attenzione.

E anche lui rifletteva. E alla richiesta della nonna di comportarsi bene rispondeva: “Se io sono buono, i cattivi mi prendono in giro”.

Nella settimana a venire, gk sarà dunque impegnata nell’insegnare a suo figlio il potere della dialettica e l’importanza di essere buoni.
Poi lo iscriverà a karate.