ketvirtadienis, gruodžio 31, 2009

2009

Caro 2009,
non vorrei sembrare un'ingrata e nemmeno una malcontenta.
Anche se non mi hai portato un produttore ricco ed illuminato, se non mi hai portato una prima alla Biennale ed un espatrio in una terra civile ma tante, troppe promesse insolute e le peggiori crisi premestruali da sempre, grazie per il secondo lavoro flessibile e non degradante in un periodo di crisi, per non aver portato malattie più gravi di un'influenza stagionale, per i primi non-sense di mio figlio, per le prime frasi di senso compiuto e per tutte le idee, che tengono in piedi il mio mondo.
Mi spiace non averti offerto in sacrificio i miei denti del giudizio, ti assicuro che era nelle mie intenzioni.
Che il 2010 sia clemente quanto te
Con affetto

gk

trečiadienis, gruodžio 30, 2009

La mia maternità isterica pt. 115 - Buon Natale Silvana - 30.12.2009

gk: oggi è il compleanno della mamma, tesoro. Mi dici buon compleanno?


Sir Patatinow: Buon Natale Silvana!

gk: ...

antradienis, gruodžio 22, 2009

La mia maternità isterica pt. 114 - Pijno - 22.12.2009

Per spronare mio figlio - che ieri ha scoperto l'esigua differenza tra la parola "martello" (che sa pronunciare con maestria) e il suo nome (per cui usa un diminutivo barbaro) e che pertanto per due volte ha pronunciato il suo proprio nome in modo comprensibile - a fare la pipì nel vasino - oggi mentre guardava la Pimpa pur di non schiodare il culo dal divano se l'è fatta addosso e non me l'ha detto fino alla fine, quindi è il caso di sederlo spesso sul loco adibito - spesso gk si siede sul water di fronte al lui.

Sir Patatinow (spiando tra le gambe della mamma): pijno.

gk: no amore, la mamma non ha il pisellino.

Sir Patatinow (con aria interrogativa): ?

gk: metaforicamente forse, ma resta che la mamma è una donna. Le donne non fanno la pipì col pisellino.

Sir Patatinow (continua a sbirciare): pipì cuho.

gk: no, non fanno la pipì dal culo, tesoro, fanno la pipì da un altro buchino.

Sir Patatinow guarda gk con un'espressione di disgusto.

Caro figlio, io meglio di così non la so fare l'educazione sessuale. Rivolgiti a tuo padre.

penktadienis, gruodžio 18, 2009

La mia maternità isterica pt. 113 - I bambini e l'ironia - 18.12.2009

Dicono che i bambini non capiscano l'ironia fino ai 4 anni.

Mah.

Esattamente giovedì 3 dicembre Sir Patatinow ha imparato a muovere le sopracciglia in su e in giù, da allora nessuna espressione è al di fuori della sua portata e soprattutto tutte sono calcolate con diabolica matematicità. O matematica diabolicità. Ecco.

Inoltre Sir Patatinow ama scherzare.

Sir Patatinow (indicando il nonno): Mamma.
(indicando la mamma) Nonno.
Eheheheheheheheh.

Sir Patatinow blatera al cordless dei nonni, poi avvicina il telefono all'orecchio di Mario, gatto nero.

gk: fallo parlare con Nina [la nostra gatta bianca n.d.gk.]

Sir Patatinow (si gira verso gk e la guarda con intenzione): AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!

Un altro simpatico lazzo è il seguente:

Sir PAtatinow: mamma butta (= brutta), papù butto, nonno butto, nonna butta.

gk: e Sir Patatinow com'è?

Sir Patatinow: bello! AHAHAHAHAHAH!

Questo Natale, in regalo, un bel libro di genetica.

trečiadienis, gruodžio 02, 2009

L'accappatoio

Ragazzagentile, che tutti conoscete da 4 minuti per l'aneddoto sul fidanzato paranoico, lavora alla reception di un albergo vicino vicino alla Svizzera.


Il suo "capo" è una imberbe ragazzina.
Ragazzagentile sbircia per caso una mail che il suo capo sta scrivendo.

Un cliente tedesco scrive di voler comunicare in italiano, in quanto è una lingua che sta studiando.
Chiede se ci sono accappatoi nelle camere e nella piscina.

Il capo risponde che certamente l'albergo fornisce accappatoi da camera e da piscina.

Ragazzagentile: ferrrr... Ah, hai già inviato. Beh, ti volevo dire che non ho mai visto accappatoi in questo albergo.

Il capo: ops.

Arriva il tedesco.

Tedesco: Io volere imparare italiano.

Ragazzagentile: No problema, io aiutare.

...

Ragazzagentile: gli hai spiegato che ti sei sbagliata e che non ci sono accappatoi?

Il capo: ehm, no, veramente gli ho detto che quelli che lui chiama accappatoi sono in realtà grandi asciugamani.

...

Tedesco: signorina, io voleva chiedere... no c'è accappatoi in piscina?

Ragazzagentile: come no! Essere pieno di grandi accappatoi arancioni!

Tedesco: ahm. (poco convinto, estraendo dalla borsa un accappatoio) Ma voi come chiamare questo?

Ragazzagentile: ...
Vestaglia da bagno.
...
Ma non preoccupare, in Italia si usano parole diverse in diverse regioni per indicare le stesse cose.
...
Ad esempio, se lei va in un'altra regione e chiede un accappatoio, probabilmente le daranno una vestaglia da bagno.
...

Gli uomini paranoici

Ragazzagentile: scusami, ma stasera non me la sento di uscire, non sto bene.


Fidanzatodellaragazzagentile: ahm.

Nei due giorni seguenti, Fidanzatodellaragazzagentile parla a monosillabi, ha l'aria imbronciata.

Il terzo giorno.

Ragazzagentile: ma mi dci che ca*zo hai? Sono due giorni che non parli.

Fidanzatodellaragazzagentile: non fare finta di non saperlo.

Ragazzagentile: ma non faccio finta, non ne ho davvero idea.

Fidanzatodellaragazzagentile: l'altra sera non sei voluta uscire.

Ragazzagentile: sì, stavo male.

Fidanzatodellaragazzagentile: seh.

Ragazzagentile: mi stai dicendo che secondo te avevo un altro motivo per non uscire?

Fidanzatodellaragazzagentile: non far finta di non sapere che giorno fosse.

Ragazzagentile: non faccio finta, che giorno era?

Fidanzatodellaragazzagentile: continui a far finta di non saperlo? Guardatelo sul calendario.

Ragazzagentile: era venerdì.

Fidanzatodellaragazzagentile: mmm.

Ragazzagentile: era il 5 marzo.

Fidanzatodellaragazzagentile: leggi meglio.

Ragazzagentile: è scritto troppo in piccolo... San... San... San Bruno.

Fidanzatodellaragazzagentile: eh.

Ragazzagentile: e allora?

Fidanzatodellaragazzagentile: come si chiamava il tuo ex?

Ragazzagentile: quello che ho lasciato sei anni fa? Bruno.

Fidanzatodellaragazzagentile: eh, appunto.


...





sekmadienis, lapkričio 29, 2009

La mia maternità isterica pt. 112 - E.A. Poe - 29.11.2009

Mezz'ora fa.

Gk e Sir Patatinow entrano nella stanza genitoriale, dove fino a fine dicembre stazionerà il lettino.

Una bambina presumibilmente di pochi mesi piange nella camera dei vicini.

gk: oh. Una bambina piange.

Sir Patatinow: bina pange.

Bambina: uè uè uè

Sir Patatinow: bina pange coha (la bambina piange ancora)

gk: sì, ma non ti preoccupare, la bambina è con i suoi nonni.

Bambina: UÈ UÈ UÈ

Sir Patatinow si guarda in giro

gk: la bambina non è qui, è dietro il muro.

Sir Patatinow sgrana gli occhi, confondendo probabilmente la parola "dietro" con la parola "dentro".

gk: ad esempio: il papà è dietro quel muro lì, in cucina, invece la bambina è dietro questo muro qui, nella stanza dei suoi nonni, probabilmente nel suo lettino

Sir Patatinow (ancora perplesso): bina 'ttino, cagna nonni. Bina pange coha.

E finché non l'hanno portata in una stanza più lontana, Sir Patatinow non ha voluto dormire.

šeštadienis, lapkričio 28, 2009

Il presepe

Stamattina abbiamo visto tre potenziali (sulla carta) nuove case.

All'uscita dalla prima

gk: e poi mi compri anche un bue e un asinello? Il muschio c'era già

All'entrata della seconda

gk: allora tanto vale andare a vivere in un casermone dell'ex Unione Sovietiva

All'uscita dalla terza
(agente immobiliare: come potete vedere l'appartamento è stato ristrutturato recentemente, secondo il gusto dei proprietari)


gk: e quelle colonnine rosa all'ingresso? Le avrei tirate giù a calci.

Adesso che ci penso questo post potevo scriverlo su dioblog. Perché diciamolo, a gk non va mai bene un ca*zo.

penktadienis, lapkričio 27, 2009

Sto diventando vecchia

Ho due post in bozze ma ne scrivo un nuovo.


L'ultimo giorno di liceo, il professore di lettere ci regalò "Itaca", di Kavafis, che non fece né caldo né freddo a quasi tutti noi.

Dev'essere la senilità a instillare il senso della commozione nelle persone ciniche.

E insomma mercoledì sera ho guidato per circa 300 km verso ne e quando sono scesa dalla macchina questo profumo di fiori e di montagna mi ha colpito il naso come un cazzotto e mi veniva quasi da piangere a pensare alla puzza di smog e di vomito della mia nuova città, ma tanto ormai.

Sono andata da una gelataia vestita da prostituta e la conversazione è stata la seguente:

gk: Salve, io dovrei andare al teatro.

gelataia vestita da prostituta: ....

gk: mi hanno detto che era l'ex latteria

gelataia vestita da prostituta: ...

gk: beh, insomma, non penso ci sia più di un teatro a S.

gelataia vestita da prostituta: ma qui non siamo a S.

gk: ...
ah. Beh, mi sai dire dov'è il teatro di S.?

gelataia vestita da prostituta: teatro? Ahhhhhhhhh, il teatro per bambini.

gk: sì (e riflette sul fatto che dopo 40 anni ancora il teatro per bambini viene considerato un sottogenere)

gelataia vestita da prostituta: ma a qust'ora è chiuso

gk: ...
me lo immagino, sì. Ma spero mi stiano aspettando per scaricare.

gelataia vestita da prostituta: ah. Beh, se devi andare a S., ti conviene andare a S.

gk:...
eh, sì, credo anch'io.

gelataia vestita da prostituta:torna indietro e alla rotonda volta a.... volta a... insomma, come si dice? volta a...

gk: a destra?

gelataia vestita da prostituta: sì, destra. Poi vai avanti, avanti, avanti, avanti e poi trovi un ponte e poi vai ancora avanti avanti avanti e arrivi ad una rotonda piccola piccola piccola piccola. Lì c'è un bar, chiedi.

gk: grazie.

Gk volta a dx alla rotonda. Dopo 100 m passa il ponte, dopo altri 100 m arriva alla rotonda, effettivamente piccola piccola, si ferma e chiede.
Il teatro è a 50 m, voltando a dx alla rotonda piccola piccola.

Ma resta che l'odore di fiori è stato più forte dell'impatto con l'autoctono.

Dopo il secondo spettacolo di ieri mattina (i bambini gridavano "Brave" e io conto molto sull'onestà di chi non ha ancora troppe sovrastrutture, per la mia autostima), mentre stavamo svuotando il palco, è entrato un gruppo palesemente di politici nel teatro.

E in mezzo al gruppo c'era S2 (ché S. è già il paese). Non lo vedevo da qualcosa come 5 anni, è l'ex di una mia amica matta (una delle tante).

Ma non solo. S2 era un compagno della militanza politica adolescenziale di gk, e così gk ha associato l'odore di fiori ai campi comunisti* in mezzo alle colline, alle droghe leggere, l'alcool, le conferenze su Marx del professore americano che chissà perché vive a Treviso, ai cineforum e alle manifestazioni ad Aviano.
E si è davvero commossa e probabilmente per la prima volta dopo 10 anni le è mancata davvero la sua terra.


* quando ancora il partito riusciva ad essere un valido sostituto aggregativo alla parrocchia.

pirmadienis, lapkričio 23, 2009

La mia maternità isterica pt. 111 - LOL - 23.11.2009

Oggi Sir Patatino ha detto "Giallo".


Con la L.

Devo riprogrammare il mio traduttore automatico in cui:

GN = S dolce (cagna = casa)
GGGGGGGH = R ad inizio parola (ggggghana = rana)
N = L (gianno = giallo)
T = S ('otto = rosso)

etc, che adesso non mi vengono altri esempi.

ps del 28.11.2009: ufficiale inizio dei "perché". Cazzo. Ma almeno imparare a parlare prima?

gk: Tagliamo tutte queste unghie rotte?

Sir Patatinow (con faccia addolorata di circostanza): Noooooooo

gk: Ma sono rotte, vanno sistemate!

Sir Patatinow: Pecché?

gk: ...?
Perché sennò ti graffi.

Sir Patatinow: Pecché?

gk: Perché mentre dormi ti tocchi la faccia.

Sir Patatinow: Pecché?

gk: Chiedilo al tuo inconscio.


šeštadienis, lapkričio 21, 2009

La mia maternità isterica pt. 110 - Il brutto anatroccolo etc - 21.11.2009

Da tre giorni mio figlio, mentre lo addormento, mi sussurra "Bene" (o a volte "Mamma bene") e mi bacia.

Nonostante le malelingue affermino che probabilmente lui voglia rassicurarmi sull'operato della giornata, insisto nel credere che il profondo significato della parola sia "Mamma, io ti voglio bene" e rispondo pertanto alla sua maturità affettiva precoce con un "Anch'io".

Ho così tante cose da scrivere che finirò col fare un patchwork.

La lettura serale favorita nell'ultima settimana è stata "Il brutto anatroccolo", in una brutta versione Giunti kids.
Mi riservo di rileggere l'originale del Sig. Andersen, ma al momento la morale che riesco ad estapolare è: "Se sei brutto, tutti ti scacciano, pure tua madre e i tuoi fratelli. La tua unica speranza di essere accettato dalla società è di diventare un piacente cigno bianco".

Ottimo. Bene. Bravi.

Per restare in tema, riporto una conversazione al telefono con mia madre.

gk: oggi ero elegantissima: mi sono messa i pantaloni di tweed, la camicia di seta grigia e un maglione bianco di Ralph Loren che mi hanno portato i genitori di Fidanzato Molesto da Boston. Mi sono pure messa i tacchi, per la terza volta.

nonna: e i capelli?

...

gk: e come ca**o vuoi che fossero i miei capelli? Una mer*a, come sempre.

Questa donna incredibile ha il dono di trovare residui di mer*a anche in un campo concimato un anno prima.

A proposito di questo, mi viene in mente che mentre per la prima volta nella mia vita visitavo l'Accademia militare di Modena, quello che mi saltava agli occhi erano una grande cacca di uccello nel porticato e una mosca morta in una sala d'onore. La mela non cade mai lontano dall'albero.

A proposito di questo, la ragazza polacca che pago per vivere con me e che non mi fa le pulizie (che è una frase piena di preconcetti ma del resto sennò non farebbe sorridere) mi parlava del modo di parlare del popolo slavo, che senza fare espliciti riferimenti riprende argomenti trattati anche ore prima come se fosse una cosa normale. Ho pensato alle mie conversazioni con Fidanzato Molesto e quel dubbio che avevo da piccola, quello di essere stata adottata, è tornato a riemergere. A volte le mele finiscono sotto gli alberi perché qualcuno ce le appoggia.

Questo post è troppo lungo.
Il resto altrove.

pirmadienis, lapkričio 02, 2009

Il giorno dei morti: gk-destino 0-1


La morte di un animale domestico è una cosa che andrebbe evitata. Gli animali non dovrebbero essere domestici, oppure non dovrebbero morire.
I gatti dovrebbero essere immortali e via che ci siamo dovrebbero anche governare il mondo. Perché i gatti sì che sanno vivere e sanno anche come morire.

Marla si è spenta nel giro di una settimana.

Non era una gatta fortunata. Della sua cucciolata era l'unica sopravvissura: uno morto appena nato, uno di bronchite, uno avvelenato.
Marla aveva la bronchite cronica, l'abbiamo presa in casa tre anni fa, ufficialmente perché fosse la gatta di Nina, in realtà perché gk da adolescente ha letto "Va' dove ti porta il cuore" e sebbene l'avesse trovata una lettura deprecabile ne è rimasta segnata e si porterebbe in casa tutte le bestie malate che trova per strada.
Marla era una gatta scoreggiona, aveva un alito terribile, faceva slalom tra le gambe di gk appena sveglia (rischiosissimo per entrambe) perché voleva un po' di latte.
Quando gk aveva la pancia, ci si accoccolava sopra e gk era convinta che sapesse chi c'era dentro.
Era una gatta molto dolce. E anche l'animale più rompicoglioni che avessi mai avuto. Non ho più un paio di pantaloni senza fili tirati, perché non aveva il controllo delle unghie e si incagliava continuamente dappertutto.

Quest'estate a Marla è stata diagnosticata la leucemia felina, che probabilmente aveva sin da piccola e che le aveva compromesso il sistema immunitario, casomai ne avesse mai avuto uno.
Da quest'estate la casa si è riempita ciclicamente di antibiotici e perennemente di medicinali omeopatici per felini.

Ma evidentemente lei si era stancata. E così ha smesso di mangiare.
Si è lamentata soltanto quando abbiamo cercato di infilarle l'omogeneizzato in bocca.

Ieri mattina l'ho trovata davanti alla porta della camera, l'ho presa in braccio e l'ho portata sul divano. Dopo mezz'ora è scesa e ha cercato di trascinarsi dietro la tv.
È arrivata sotto il seggiolone, ha detto un unico "Miao" quando ho cercato di aiutarla, evidentemente ha frainteso, ha pensato che la volessi fermare.

Alle 7.15 è morta sotto il seggiolone.
Fino a stamattina è restata in uno scatolone nel cucinotto, unico posto inaccessibile a Sir Patatinow , perché non avevo cuore di metterla in terrazzo.

Questo evento a messo a dura prova il nostro cinismo.

...

Fidanzato Molesto (tra le lacrime): come facciamo a sapere quando è morta del tutto?

gk (tra le lacrime): quando inizia a puzzare.

...

Fidanzato Molesto (tra le lacrime): certo che ti faceva proprio cagare quella sciarpa, per averla messa nella scatola con lei.

...

Fidanzato Molesto (tra le lacrime): Sir Patatinow, hai scoreggiato?

gk (tra le lacrime): no, è stata Marla.

Fidanzato Molesto (tra le lacrime): temo non valga più.

ketvirtadienis, spalio 29, 2009

La fine di un'epoca

Lo scorso fine settimana gk ha lavorato con il suo gruppo di pensionate e si è chiesta qual è quell'età di non ritorno a cui i capelli corti invecchiano invece di ringiovanire.

Non 28, a quanto pare.

Da qualche tempo, gk sente nell'aria l'odore della fine di un'epoca.
Che è poi puzza di sudore, perché il terrore del cambiamento fa sudar freddo.

Da gennaio gk blatera sul fatto che questo sarà il suo ultimo allestimento italiano.
Martedì prossimo gk e Fidanzato Molesto andranno a compromesso con la cinquantacinquenne ottimista che ha acquistato il loro appartamento al quarto piano senza ascensore.

Di colpo, gk vede di nuovo davanti a sé un sacco di alternative possibili. Non che prima non le avesse, intendiamoci, e non che abbia davvero intenzione di estinguere il suo debito e fuggire a Vancouver con suo figlio. Però potrebbe, ed è esaltante.

Due giorni fa Fidanzato Molesto ha mandato per ridere un cv ad una grossa ditta londinese, che mesi prima non l'aveva filato per niente.
Bene. Domani a quest'ora farà un colloquio telefonico.

Troppe coincidenze.
Gk aveva appena trovato un secondo lavoro che le piaceva: con un superiore fascista e maschilista da disprezzare, compiti al di sopra delle proprie capacità che riusciva a portare a compimento con la fantasia. Insomma, un lavoro.

Aveva ripreso i contatti con il quartiere per ripartire con le sue attività.
Contava di riaggiornare il suo elenco telefonico di assessori, che le sarebbe servito per i prossimi 4 anni.

In realtà gk in fondo in fondo è un'incosciente senza il dono del rimorso, non tornerebbe mai indietro e andrebbe sempre avanti. Ama i cambiamenti quando sono pianificati.
Pensa che una casa sia un posto in cui tornare, non un posto in cui vivere. Tornando i albergo, in tournée, diceva ai colleghi: "Ci vediamo a casa".

Però adesso ha un po' paura.

2 giorni fa

Fidanzato Molesto: ho chiesto alla veterinaria cosa dovremmo fare nel caso Marla non arrivasse alla fine dell'inverno. Lei mi stava spiegando dov'è l'inveneritore, ma le ho detto che sapevo dov'era, perché era sulla strada di un agriturismo dove andiamo spesso.
Allora lei ha detto che è vegetariana e ci va spesso anche lei.
Insomma, questo è il nostro quartiere, ci sono persone che hanno i nostri stessi riferimenti geografici... Vogliamo davvero cambiare quartiere?
L'hai vista la gente dentro la Pam? Sembravano tutti malati, mica come i clienti della nostra Coop.

gk: guarda che qui siamo sempre nel nostro quartiere.


Almeno non è sola.
Spera solo di riuscire a portare anche Marla nella prossima casa.

pirmadienis, spalio 26, 2009

La mia maternità isterica pt. 109 - 2 anni - 26.10.2009

Da una settimana, ammaestrato come una scimmia ubriaca, mio figlio risponde "Due anni" a qualsiasi domanda cominci con "Quanti/o/i/e/a".

Convinto di avere già due anni, che in effetti compirà stasera alle 20.54, ha iniziato dunque a comportarsi nel modo più adeguato per confermare la definizione "terrible two".

La giornata è cominciata alle 8.00 (quindi le 9.00 del vecchio orario), per sottolineare la differenza rispetto al fine settimana, quando è rito alzarsi alle 7.00.

Dopo la colazione, Sir Patatinow è entrato nella vasca, ci ha pisciato e poi ha iniziato una filastrocca monoparola urlata della durata di circa 40 minuti che qui chiamerò "cacca".
La suddetta filastrocca monoparola urlata è stata accompagnata da un ballo che qui chiamerò "portato in camera contro il mio volere mi strappo di dosso la maglietta che stai cercando di infilarmi e anche la maglia e anche i calzini e i pantaloni e cerco di tornare in bagno".

La danza è stata ripetuta scaramanticamente in tutte le stanze della casa, anche in bagno senza pantaloni e mutande.

Dicono dal nido che il soggetto a cui la canzone era dedicata è fuoriuscito alle 10.00.

All'uscita del nido siamo scesi al compromesso che prima di salire in macchina sarebbero state raccolte delle bacche.
Per tutto il tragitto nido-casa Sir Patatinow ha ripetuto "Bacche no bocca", che per lui dev'essere uno scioglilingua divertentissimo. E infatti rideva.

Arrivati a casa abbiamo messo una bacca sotto ad un albero (a buon rendere), un'altra l'abbiamo buttata nel water, le abbiamo detto buon viaggio e abbiamo tirato lo sciacquone.

Poi nell'ordine:
- abbiamo letto
Le ruote corrono
La regina della neve
Che mestiere fai (libro dei tati);
- abbiamo fatto il puzzle della zebra;
- ha cercato di infilarmi il ciuccio nell'ombelico (??);
- ridendo gli è venuto il singhiozzo;
- ha bevuto un sorso di latte.

Questa è solo mezza giornata.



trečiadienis, spalio 21, 2009

La mia maternità isterica pt. 108 - Lo Spotty Furioso - 22.10.2009

Nonostante i meritevoli tentativi di gk di rendere Sir Patatinow un uomo di cultura, egli pare preferire all'Orlando Furioso la lettura amena di "Spotty fa una torta".


Bau Potty è diventato per lui un idolo da emulare.

Sarà per il fatto che Bau Potty sale sugli sgabelli, che vive con la sua famiglia in deprecabili condizioni sanitarie, che il suo migliore amico pare essere un topo che alberga nella sua cucina sotto gli occhi condiscendenti della madre del sopra citato cane.

Martedì gk ha portato Sir Patatinow ad un appuntamento di lavoro.
Guardando con insoddisfazione la palla finita sopra la torta del libro che gk gli aveva portato, ha decretato: "Bau Potty totta".


La mia maternità isterica pt. 107 - Tutto suo padre - 21.10.2009

Oggi gk è uscita di casa per un'ora e mezza.

Quando è tornata, le sembrava che Sir Patatinow avesse già affinato le sue capacità linguistiche.

Gk non sapeva quanto fosse nel giusto.

Sir Patatinow oggi ha dato il via ad un nuovo gioco: salire sopra la mamma supina e cercare di infilarle la lingua in bocca.

Che poi è quello che suo padre ha cercato di fare per anni.
Superando il maestro, nello sghignazzare Sir Patatinow ha anche rigurgitato dei pezzetti di biscotto.

L'amore di una mamma è infinito.

pirmadienis, spalio 19, 2009

gk e lo stereotipo

Tanto tempo fa (avevo appena iniziato l'università) i miei genitori decisero di spendere dei soldi per riarredare la vecchia cameretta di mio fratello (a cui avevo ceduto la mansarda per disuso).


In questa cameretta passavo solo i fine settimana, nemmeno tutti.

Ricordo bene che quando il venditore di mobili uscì dal portone, lo stavo ancora offendendo e insultando per aver insinuato che avevo bisogno di un armadio più grande e di una libreria più piccola.

E che assolutamente avevo bisogno di una scrivania (Mai usata una in vita mia. Mai).

In tutti questi anni mai nemmeno per un giorno ho avuto più vestiti che libri (ci sono libri nella libreria della mia vecchia cameretta, libri accatastati sull'inutilizzata scrivania, libri nella mia attuale camera, nel corridoio, in ingresso, in camera di mio figlio, nella parte di libreria del Fidanzato Molesto), ma nella prossima casa avrò bisogno di un'anta in più.

Giuro su questo blog che non mi comprerò più una gonna finché non avrò buttato via tutte quelle che non ho mai messo.

trečiadienis, spalio 07, 2009

Il post sulle pustole

Uno pensa: "Cosa vuoi che siano delle vescichette sulla lingua: c'è di peggio nella vita".

Io non riesco a pensare a niente di peggio che non sia mortale.

L'aggettivo esatto che descrive le pustole sulla lingua è tediose.
Le pustole sono tediose.
Non puoi mai dimenticarti che sono lì, nella loro bianchezza, perché la lingua sbatte incessantemente contro i denti.
Deglutisci? Le senti.
Mangi? Le senti.
Parli? Le senti.
Bevi? Le senti.

Potrei giurare che a far diventare pazzi Nietzsche e Van Gogh sono state in effetti delle pustole sulla lingua.

Le pustole sulla lingua sono quasi una garanzia che diventerò celebre dunque.
Prevalentemente da morta.

antradienis, spalio 06, 2009

Propoli

Fidanzato Molesto: certo che avresti potuto chiudere la boccetta: si è rovesciata e adesso ho le dita che puzzano di propoli.


gk (che ha le pustole sulla lingua e il mal di gola): te le leccherò per tutta la sera.

Fidanzato Molesto: scusami, vado a intingere il pisello nel propoli.